Jakob Ayrer

drammaturgo tedesco

Jakob Ayrer (Norimberga, marzo 1544Norimberga, 26 marzo 1605) è stato un drammaturgo tedesco.

BiografiaModifica

Jakob Ayrer fu un drammaturgo che ha inserito nelle sue opere elementi di opere elisabettiane,[1] come ad esempio, gli effetti scenici spettacolari, l'azione violenta, la figura del pagliaccio, in particolare nei suoi Fastnachtsspiele (opera teatrale), le farse eseguite a Shrovetide, i tre giorni precedenti il Mercoledì delle ceneri.[2][3]

Di umili origini, Ayrer lavorò inizialmente come garzone di bottega,[4] prima di studiare legge a Lipsia dal 1588,[5] dopo di che fu avvocato di professione e visse a Bamberga dal 1570 al 1593. Tornò poi a Norimberga, dove trascorse i suoi ultimi dodici anni come consigliere comunale, procuratore giudiziario e notaio imperiale.[1][3]

Qui assistette alle rappresentazioni teatrali degli Englische Komödianten, compagnie inglesi che recitavano in Germania tra la fine del XVI secolo e l'inizio del XVII secolo.[2][3]

Si avvicinò alla letteratura e alla drammaturgia influenzato dal maestro Hans Sachs.[2][3]

Ayrer si dimostrò molto prolifico, avendo scritto più di cento commedie, tragedie, drammi storici, Fastnachtsspiele e Singspiele (commedia comica da cantare),[2] intrisi di soggetti presi dall'antichità, dalla leggenda germanica, dalla tradizione popolare, dalla novellistica italiana.[6][4]

Anticipò il barocco per la presenza nelle sue opere degli elementi del grottesco, dell'eccesso e dell'illusorio e ottenne l'ammirazione degli scrittori romantici.[6]

Sessantasei delle sue opere, ispirate al teatro inglese,[1] sono incluse nel suo Opere del teatro (Opus Theatricum, 1618), di cui Commedia del meraviglioso Sidea (Comedia von der schönen Sidea, circa 1600) è spesso menzionata per le somiglianza con La tempesta di William Shakespeare.[2][3]

OpereModifica

  • Von der Erbauung Roms, 1595;
  • Von der schönen Melusina, 1598;
  • Von dreien bösen Weibern, 1598;
  • Von zweien Brüdern aus Syragusa;
  • Comedia von der Schönen Sidea, 1605;
  • Spiegel weiblicher zucht und ehr, 1618;
  • Opus Theatricum. Scherff, Nürnberg, 1618.

NoteModifica

  1. ^ a b c Jakob Ayrer, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 12 marzo 2019.
  2. ^ a b c d e (EN) Jakob Ayrer, su britannica.com. URL consultato il 12 marzo 2019.
  3. ^ a b c d e (EN) Jakob Ayrer, su theatrehistory.com. URL consultato il 12 marzo 2019.
  4. ^ a b le muse, I, Novara, De Agostini, 1964, p. 489.
  5. ^ (DE) Ayrer, Jakob der Jüngere, su deutsche-biographie.de. URL consultato il 12 marzo 2019.
  6. ^ a b Ayrer, Jakob, su sapere.it. URL consultato il 12 marzo 2019.

BibliografiaModifica

  • (DE) Willi Flemming, Ayrer, Jakob, in Neue Deutsche Biographie (NDB), I, Berlino, Duncker & Humblot, 1953.
  • (DE) Jakob Franck, Ayrer, Jakob, in Allgemeine Deutsche Biographie (ADB), I, Lipsia, Duncker & Humblot, 1875.
  • (DE) Oskar Frankl, Der Jude in der deutschen Dichtung des 15., 16. und 17. Jahrhunderts, Lipsia, Verlag Robert Hoffmann, 1905.
  • (DE) Gottfried Höfer, Die Bildung Jakob Ayrers, Lipsia, Weber, 1929.
  • (DE) Wilhelm Kosch, Deutsches Literaturlexikon, 1930.
  • (EN) William Anthony Kozumplik, The phonology of Jacob Ayrer's language, based on his rhymes ..., Chicago, Università di Chicago, 1942.
  • (DE) Nagl-Zeidler-Castle, Deutsch-Österreichische Literaturgeschichte, Vienna, 1937.
  • (DE) Norbert Olf, Der Wortschatz Jacob Ayrers, Göppingen, Kümmerle, 1988.
  • (DE) Hans G. Sachs, Die deutschen Fastnachtsspiele von den Anfängen bis zu Jakob Ayrer, Tubinga, Università di Tubinga, 1957.
  • (DE) Karl W. Schmitt, Jakob Ayrer. Ein Beitrag zur Geschichte des deutschen Dramas, Marburgo, Elwert, 1851.
  • (DE) Wilibald Wodick, Jakob Ayrers Dramen in ihrem Verhältnis zur einheimischen Literatur und zum Schauspiel der englischen Komödianten, Halle, M. Niemeyer, 1912.

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