Kajal

Cosmetico utilizzato per il trucco della zona oculare.
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Il kajal o kohl (in arabo: كحل‎, kuḥl) è una polvere composta principalmente di galena, malachite, antimonio e grasso animale usata per il trucco degli occhi, per scurire le palpebre e delineare il contorno occhi tramite un apposito bastoncino di feltro. A seconda della composizione il kajal può essere nero o grigio.

Una decorazione funebre egizia conservata al Louvre: si nota l'uso di kohl

DiffusioneModifica

 
Un tubetto di kohl egizio

L'uso del kohl è principalmente diffuso in Vicino e Medio Oriente, Nordafrica, Africa subsahariana e Asia meridionale. Le prime tracce d'impiego del kohl risalgono all'età del bronzo (a partire dal XXXVI secolo a.C.), quando veniva utilizzato come protezione dalle infezioni dell'occhio. Scurire le palpebre, inoltre, impediva di essere abbagliati dal sole. Inoltre, le madri usavano il kohl per abbellire gli occhi dei propri figli nei momenti immediatamente successivi alla nascita: in alcuni casi questa prassi avveniva per "rafforzare gli occhi del bambino", in altri perché era diffusa la credenza che il kohl allontanasse dal bambino lo sguardo dell'"occhio del male" (il malocchio).[1]

Le tracce più evidenti, però, si fanno risalire agli egizi e agli indiani: con la malachite e un rossetto ricavato dall'olio di ocra, il kohl era il cosmetico più massicciamente utilizzato.

Forme alternativeModifica

In commercio si trovano anche delle matite kajal, una matita dalla mina più morbida in pasta di kajal (il quale è stato reso più denso per essere temperato [2])

NoteModifica

  1. ^ (EN) A. Hardy, R. Walton, R. Vaishnav, Composition of eye cosmetics (kohls) used in Cairo., 2004, pagine 83-91.
  2. ^ Khol o kajal?, su donnamoderna.com.

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