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Djedefra
Louvre 032007 19.jpg
Djedefra in quarzite (E 12626), Museo del Louvre, Parigi
Re dell'Alto e Basso Egitto
Stemma
In carica 2566 a.C. –
2558 a.C.[1][2]
Predecessore Cheope
Successore Chefren
Morte 2558 a.C.
Sepoltura Piramide
Luogo di sepoltura Abu Rawash
Dinastia IV dinastia
Padre Cheope
Madre Meritites I?
Consorte Hetepheres II, Meresankh II?

Djedefra o Djedefre (... – 2558 a.C.[1][2]) è stato un faraone appartenente alla IV dinastia egizia.

Indice

BiografiaModifica

Di Djedefra sappiamo molto poco. Il Papiro dei Re gli attribuisce un regno di soli otto anni, ma sono stati trovati riferimenti al suo undicesimo censimento del bestiame (riferimento usato per registrare gli anni di regno di un sovrano); se questi censimenti continuavano ad avvenire ogni due anni come sotto le dinastie precedenti, allora il regno di Djedefra sarebbe durato almeno 22 anni (11 se il censimento era diventato annuale).

Figlio di Cheope, sposò la sorellastra Hetepheres II, forse per rafforzare il proprio diritto al trono, essendo la madre solamente una moglie secondaria di Cheope.

Basandosi sul ritrovamento di sue statue spezzate volontariamente e di tentativi di abrasione del nome su alcuni monumenti, è stato ipotizzato che questo sovrano sia stato considerato un usurpatore e quindi condannato alla damnatio memoriae.
Tale ricostruzione, che prevederebbe anche l'eliminazione del fratello Kuaf, legittimo erede al trono, è però messa in dubbio dalla circostanza, comprovata da alcuni graffiti rinvenuti nelle fosse delle barche solari del padre, che sia stato appunto Djedefra a celebrare i riti funebri per il sovrano scomparso, circostanza che sembrerebbe ipotizzare una successione regolare.

 
piramide di Abu Rawash

A Djedefra è attribuita una piramide ad Abu Rawash (circa 8 km a nord di Giza), scoperta nella prima metà del Novecento dall'archeologo francese Emile Chassinat. Chassinat, dopo aver scoperto le statue danneggiate e aver notato la grande quantità di blocchi calcarei e di granito di Assuan presenti sul sito, inferì che la piramide non fosse mai stata completata, o che addirittura fosse stata distrutta dalla stessa famiglia di Kepher, come segno di vendetta per l'uccisione di Kuaf. Oggi si tende a considerare la faida interna alla IV dinastia, ipotizzata da Chassinat e da altri egittologi del suo tempo, come frutto di un grossolano errore di interpretazione delle fonti, e la maggior parte degli archeologi è convinta che la piramide sia stata terminata, ma che fu smantellata in epoca romana per costruire altri edifici. La piramide, grazie al fatto di essere edificata in cima ad una collina, sarebbe stata alta 154 metri, 7 in più della piramide di Cheope. Anche i materiali utilizzati sarebbero stati più pregiati di quelli delle altre piramidi. L'edificazione avrebbe richiesto otto anni di lavoro e quindicimila persone. Nel complesso quindi sarebbe stata la più imponente piramide egizia mai costruita.[3]

Il prenomen Djedefra viene da taluni letto come Radjedef in quanto l'uso di anteporre, nella scrittura dei nomi, i glifi inerenti alla divinità, sarebbe entrato nell'uso posteriormente.

Questo sovrano fu il primo, a quanto sappiamo, ad introdurre il titolo di Sa Ra (figlio di Ra)

Liste RealiModifica

Lista di Abydos Lista di Saqqara Canone Reale Anni di regno
(Canone reale)
Sesto Africano Anni di regno
(Sesto Africano)
Eusebio di Cesarea Anni di regno
(Eusebio di Cesarea)
Altre fonti:
22
 
   
 

ḏd f rˁ- Djedefra

18
 
    
 

ḏd.f rˁ- Djedefra

3.11
 
 
 
8 Rathoises 25 non citato

TitolaturaModifica

Titolo Traslitterazione Significato Nome Traslitterazione Lettura (italiano) Significato
 
ḥr Horo
 
 
ḫpr Kheper Colui che si trasforma
 
nbty (nebti) Le due Signore
  
ḫpr m Kheprem Colui che si è trasformato nelle Due Signore
 
ḥr nbw Horo d'oro
     
 
I falconi d'oro
 
 
 
 
nsw bjty Colui che regna
sul giunco
e sull'ape
 
   
 
ḏd.f rˁ (rˁ ḏd.f ) Djedefra (Radjedef) Stabile come Ra
  
s3 Rˁ Figlio di Ra
 
    
 
dd.f rˁ Djedefra Stabile come Ra

Datazioni alternativeModifica

NoteModifica

  1. ^ a b Clayton, Peter A. Chronicle of the Pharaohs. p. 42. Thames and Hudson, London, 2006. ISBN 978-0-500-28628-9.
  2. ^ a b Malek, Jaromir, "The Old Kingdom" in The Oxford History of Ancient Egypt, ed. Ian Shaw, p. 88., Oxford University Press 2000, ISBN 978-0-19-280458-7.
  3. ^ Il mistero della quarta piramide "La più bella, alta e preziosa", La Repubblica, 2 giugno 2008. URL consultato il 2 giugno 2008.
  4. ^ Chronologie des Pharaonischen Ägypten (Chronology of the Egyptian Pharaohs), Mainz am Rhein: Verlag Philipp von Zabern. (1997)
  5. ^ (con John Baines), Atlante dell'antico Egitto, ed. italiana a cura di Alessandro Roccati, Istituto geografico De Agostini, 1980 (ed. orig.: Atlas of Ancient Egypt, Facts on File, 1980)

BibliografiaModifica

  • Cimmino, Franco, Dizionario delle dinastie faraoniche. Bompiani, Milano, 2003. ISBN 88-452-5531-X
  • Gardiner, Alan, La civiltà egizia. Oxford University Press, 1961 (Einaudi, Torino, 1997). ISBN 88-06-13913-4
  • Smith, W.S., Il Regno Antico in Egitto e l'inizio del Primo Periodo Intermedio - Storia antica del Medio Oriente 1,3 parte seconda. Cambridge University, 1971 (Il Saggiatore, Milano, 1972).
  • Wilson, John A., Egitto - I Propilei volume I. Monaco di Baviera, 1961 (Arnoldo Mondadori, Milano, 1967)
  • Grimal, Nicolas - Storia dell'antico Egitto - Editori Laterza, Bari 2008 - ISBN 978-88-420-5651-5

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN171737853 · ISNI (EN0000 0001 2071 2185 · LCCN (ENno2011093990 · GND (DE12316012X