Apri il menu principale
Household stories from the collection of the Bros. Grimm (1922) (14566498237)

L'uccello d'oro è una favola dei Fratelli Grimm.

TramaModifica

Un re aveva tre figli, un giorno dal cortile del re sparisce una mela dall'albero delle mele d'oro. Il re decide di mandare i primi due figli a fare la guardia ma si addormentarono, così decide di rivolgersi al figlio minore. A mezzanotte, Bertrando vede un '’uccello d'oro'’ e riesce, scoccando una freccia, a far cadere una piuma, e a provare così al padre la causa della sparizione delle mele. Il re, complimentandosi con lui, manda i suoi due figli maggiori a cercare l'uccello, prima uno e poi l'altro: ma essi, ignorando i consigli di una volpe, uno per volta si perdono e non fanno più ritorno. Ancora una volta il re decide di mandare il figlio minore, Bertrando. Anche lui, come i fratelli, incontra la volpe, che gli dice di andare a prendere l'uccello d'oro da giardino dove è custodito mettendolo nella gabbia di legno e non in quella d'oro. Ma il principe dimentica il consiglio della volpe e per questo motivo viene arrestato dal re proprietario dell'uccello d'oro. Il sovrano gli propone un patto; se gli avesse portato il cavallo d'oro gli sarebbe stata risparmiata la vita. La volpe decide di aiutarlo di nuovo, e gli raccomanda di non mettere sulla groppa del cavallo la sella d'oro, ma il principe se ne dimentica e viene nuovamente arrestato dalle guardie del re proprietario del cavallo d'oro. Questo sovrano gli propone di portargli la principessa dal cuore d'oro, figlia del re che viveva nel castello d'oro. Ancora una volta la volpe mette in guardia il principe, dicendo di portarla via prendendola per mano, ma di non permetterle di salutare i suoi genitori. Anche questa volta il principe non riesce a seguire il consiglio dell'animale e il re del castello d'oro, saputo del tentativo di rapimento, gli ordina di spianare una montagna in una settimana e un giorno, in cambio della vita. La volpe corre di nuovo in aiuto di Bertrando, dicendogli di portare la principessa dal re del cavallo d'oro, facendosi prima mostrare l'animale, e di balzarci in sella con la principessa. Finalmente Bertrando fa come la volpe gli dice dimenticandosi però del suo ultimo consiglio, ovvero “non comperare carne da patibolo”. La carne infatti era quella dei suoi fratelli più grandi, i quali, come risposta al pagamento dei loro debiti avevano pagato con l'impiccagione. Il principe prima di essere gettato nel fosso riesce a fare avere al padre l'uccello, il cavallo e la principessa. Ma l'uccello non cantava, il cavallo non mangiava e la principessa continuava a piangere. A un certo punto, un mendicante entra nel castello e il cavallo iniziò a mangiare, l'uccello a cantare e la principessa, illuminatasi, parve tutta d'oro. Il re, si avvicinò al mendicante e scoprì che si trattava del Bertrando, che la volpe aveva salvato. La volpe si rivolse al re e disse: “Adesso sì che posso infrangere il giuramento che i tuoi cattivi fratelli m'avevano fatto fare. Sire, è stato Bertrando a conquistare il cavallo e l'uccello”. Il re decise di fare sposare Bertrando e la principessa. E la volpe? Chiese un taglio per se stessa, e, dopo il taglio di zampe e testa, si ritrsformò in principe: il fratello della principessa.

Altri progettiModifica

  Portale Letteratura: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di letteratura