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La Marcia dei Bersaglieri è l'inno dei Bersaglieri, arrangiato nel 1886 del maestro Raffaele Cuconato su precedenti versioni musicali[1].

L'iniziale inno era stato composto nel 1860 dal giovanissimo ufficiale del bersaglieri Giulio Ricordi con testo del poeta Giuseppe Regaldi[2]; nel 1862 Peter Ludwig Hertel ne fece una versione per il balletto di Paolo Taglioni Flik Flok, che in seguito arrangiata da Raffaele Cuconato prese la forma conosciuta e suonata oggi[1].

TestoModifica

Quando passano per via

gli animosi Bersaglieri,

sento affetto e simpatia

pei gagliardi militari.

Vanno rapidi e leggeri

quando sfilano in drappello,

quando il vento sul cappello

fa le piume svolazzar.

L'Italia in mezzo secolo

copertasi di gloria,

fu addotta alla vittoria

dal prode Bersaglier.

Lo stuolo di La Marmora

sui campi di Crimea

La foce Eridanea

ritolse allo stranier.

Splende al sol d'Italia

del bersagliere la carabina:

dalle giogaie alla marina

è chiuso il varco all'invasor.

Dove gemono i dolori

primo accorre il bersagliere

che dà al misero i tesori

di bontade e di fortezza.

Marcia a capo delle schiere

ordinate per l'assalto,

non discende dallo spalto

finché il fuoco cesserà.

Caduto in riva all'Adige,

risorto a Solferino,

pugnando a S. Martino

l'ingiuria vendicò.

L'Italia, come fulmine,

percorse vincitore,

spiegando il tricolore,

univa il Tebro al Po.

NoteModifica

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