La granduchessa di Gérolstein

opera di Jacques Offenbach
La granduchessa di Gérolstein
Cheret, Jules - La Grande Duchesse de Gerolstein.jpg
Titolo originaleLa Grande-Duchesse de Gérolstein
Lingua originalefrancese
Genereopera buffa
MusicaJacques Offenbach
LibrettoHenri Meilhac e Ludovic Halévy
Attitre
Prima rappr.Théâtre des Variétés, Parigi, 12 aprile 1867
Personaggi
  • Granduchessa di Gérolstein (mezzosoprano)
  • Fritz (tenore)
  • Wanda, fidanzata di Fritz (soprano)
  • Principe Paul (tenore)
  • Barone Grog (baritono)
  • Generale Boum (baritono)
  • Nepomuc (tenore)
  • Olga (soprano)
  • Iza (soprano)
  • Amélie (mezzosoprano)
  • Charlotte (mezzosoprano)

La granduchessa di Gérolstein[1][2][3] (La Grande-Duchesse de Gérolstein) è un'opera buffa in tre atti composta da Jacques Offenbach su libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévy[4][5] e rappresentata per la prima volta il 12 aprile 1867 al Théâtre des Variétés di Parigi[6][7].

StoriaModifica

Offenbach lavorò in modo assiduo alla composizione delle musiche de La gran duchessa di Gérolstein affinché la prima potesse coincidere con l'Esposizione internazionale di Parigi.[4][8] Ciò fu possibile anche grazie all'interessamento di Napoleone III.[8]

Attraverso quest'opera, Offenbach si prefiggeva di prendere in giro la vita militare e aristocratica della sua epoca.[7]

La prima dell'opera fu seguita da reali (tra cui il principe del Galles), statisti e diplomatici.[4] Il ruolo della protagonista fu impersonato da Hortense Schneider, che era stata scoperta dallo stesso Offenbach nel 1855[4]: l'interpretazione della granduchessa di Gérolstein garantì alla Schneider la definitiva consacrazione[4].

L'opera fu apprezzata anche da Otto von Bismarck.[4]

TramaModifica

 
Charlotte Bergström nei panni della granduchessa di Gérolstein negli anni settanta del XIX secolo

Atto IModifica

L'immaginario Granducato di Gérolstein è governato da una bella granduchessa non sposata.[4][5][6]

Si vorrebbe che la donna sposasse il principe Paul, ma lei, da sempre attratta dal "fascino della divisa", si invaghisce di Fritz, un soldato semplice al servizio del generale Boum e già findanzato con una ragazza di nome Wanda.[4][5] La granduchessa nomina perciò Fritz generale al posto di Boum, donandogli una spada appartenuta al padre.[4][5]

Atto IIModifica

Dopo il ritorno di Fritz dopo una vittoriosa battaglia, durata appena quattro giorni, la granduchessa si dichiara al giovane, ma, poiché la nobildonna finge di parlare per conto di un'altra donna, il giovane non capisce.[4][5][6] Ciò scatena le ire della granduchessa, che decide di vendicare l'orgoglio ferito unendosi alla congiura tramata contro Fritz dall'ex-generale Boum e da alcuni cortigiani.[4][6]

Atto IIIModifica

Dopo aver dimenticato Fritz, la granduchessa si invaghisce del generale Grog.[4][6]

Alla fine, però, la donna si convice di sposare Paul, mentre Fritz convola a nozze con la fidanzata Wanda.[4][5][6]

ArieModifica

  • Ah, que j'aime les militaires (Rondo de la Duchesse) (Atto I)[4][6][7]
  • Voici le sabre de mon père (Atto I)[6]
  • Au diable la consigne (Atto I)[6]
  • Dites-lui (Atto II)[6]

NoteModifica

  1. ^ Francesco Protonotari, p. 199.
  2. ^ Ulisse Mengozzi, p. 157.
  3. ^ La gran duchessa di Gérolstein, su Gallica.bnf.fr. URL consultato il 30 gennaio 2020.
  4. ^ a b c d e f g h i j k l m n La Grande-Duchesse de Gérolstein, su Opera Manager. URL consultato il 6 febbraio 2020.
  5. ^ a b c d e f (FR) La Grande-Duchesse de Gérolstein, su Opera Online. URL consultato il 6 febbraio 2020.
  6. ^ a b c d e f g h i j La Grande-Duchesse deGérolstein (PDF), su Teatro La Fenice. URL consultato il 30 gennaio 2020.
  7. ^ a b c Luca Cerchiari, p. 43.
  8. ^ a b Luca Cerchiari, p. 44.

BibliografiaModifica

  • Francesco Protonotari (a cura di), Nuova antologia di scienze, lettere ed arti, Volume 6, Firenze, 1867.
  • Ulisse Mengozzi, Opere dello ingegno - Diritti spettanti agli autori delle opere adatte a pubblico spettacolo, Firenze - Torino, 1870.
  • Luca Cerchiari, Storia del musical. Teatro e cinema da Offenbach alla musica pop, Firenze - Milano, Giunti - Bombiani, 2017.

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Collegamenti esterniModifica

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