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La lingua delle farfalle

film del 1999 diretto da José Luis Cuerda
La lingua delle farfalle
Titolo originaleLa lengua de las mariposas
Paese di produzioneSpagna
Anno1999
Durata96 min
Generedrammatico
RegiaJosé Luis Cuerda
SceneggiaturaJosé Luis Cuerda, Manuel Rivas, Rafael Azcona
FotografiaJavier G. Salmones
MontaggioIgnacio Cayetano Rodriguez e Nacho Ruiz Capillas
MusicheAlejandro Amenábar
ScenografiaJosep Rosell e Baltasar Gallart
Interpreti e personaggi

La lingua delle farfalle è un film del 1999 diretto da José Luis Cuerda basata sul racconto omonimo di Manuel Rivas, inserito nel libro Que me quieres, amor?.

TramaModifica

Il racconto inizia con il protagonista del film, Moncho, un bambino che ha paura di iniziare a frequentare la scuola, dato che è stato avvertito che usualmente i professori sono soliti picchiare gli studenti non disciplinati. Dopo una titubanza iniziale, scopre invece che il suo nuovo maestro, Don Gregorio, è una persona per bene che non si basa sull'insegnamento repressivo ma usa altri metodi, come l'osservazione e il libero pensiero. Mentre si svolgono questi avvenimenti, a Madrid iniziano a scoppiare varie proteste e tensioni. Da un lato ci sono i sostenitori della Seconda Repubblica Spagnola, dall'altra i Franchisti. Durante il film accadono vari avvenimenti e si analizzano i pensieri politici del piccolo paesino dove vive Moncho. Nel frattempo, il piccolo studente e il professore stringono una profonda amicizia, basata sull'insegnamento di quest'ultimo. Diventa una persona così cara al bambino che diviene anche amico del padre di Moncho, sarto di professione, mostrandogli la sua riconoscenza facendogli un vestito su misura. Con il passare del tempo i franchisti ottengono sempre più terreno finché, nel luglio 1936 scoppia la Guerra civile spagnola. Iniziano così vari rastrellamenti contro i sostenitori della repubblica. Nella scena finale del film vediamo i soldati franchisti che trascinano fuori da un caseggiato vari uomini filo repubblicani, tra cui anche Don Gregorio. I genitori di Moncho, per non rischiare di essere accusati di collaborazionismo, iniziano a inveire contro i prigionieri e contro il professore, accusandolo di essere un: "Rosso! Asssassino! Anarchista! Ateo schifoso!". Perfino Moncho, spronato da sua madre, inizia a gridargli male parole, ma correndo incontro al camion, nella sua ingenuità e bontà naturale, il bambino pronuncia le parole: "Tilonorrinco! Espiritrompa!", parole imparate dagli insegnamenti del suo professore.

RiconoscimentiModifica

Collegamenti esterniModifica

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