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Tordo
Labrus merula 03-12-06 (Stefano Guerrieri).jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Actinopterygii
Ordine Perciformes
Sottordine Labroidei
Famiglia Labridae
Genere Labrus
Specie L. merula
Nomenclatura binomiale
Labrus merula
Linnaeus, 1758
Sinonimi

Labrus limbatus (Valenciennes, 1839)
Labrus lineolatus (Valenciennes, 1839)
Labrus livens (Linnaeus, 1758)
Labrus nereus (Risso, 1810)
Labrus psittacus (Risso, 1827)
Labrus saxorum (Valenciennes, 1839)

Nomi comuni

Tordo nero
Tordo merlo

Il Tordo[2] (Labrus merula), conosciuto comunemente come tordo nero o tordo merlo, è un pesce d'acqua salata del genere Labrus, appartenente alla famiglia dei Labridae.

Distribuzione e habitatModifica

Questa specie è diffusa nel Mar Mediterraneo e nell'Atlantico orientale, dal Portogallo al Marocco, su fondali ricchi di Posidonia oceanica e alghe.

DescrizioneModifica

Il corpo è allungato, con testa e muso appuntiti e profilo dorsale convesso, così come quello ventrale. La pinna dorsale inizia a metà dorso e termina al peduncolo caudale, è più alta che in Labrus viridis l'anale è alta è arrotondata, le pettorali sono ampie e tondeggianti, la caudale a delta.

Più chiaro da giovane, beige-olivastro con ventre bianco, assume con l'età adulta una livrea bluastra scura talvolta puntinata di bianco. Le pinne presentano bordi azzurro intenso. L'animale morto assume un colore scurissimo nero-violetto uniforme

Raggiunge una lunghezza massima di 40 centimetri.

ComportamentoModifica

Tendente alla convivenza in gruppo da giovane, è territoriale e solitario da adulto.

RiproduzioneModifica

Si riproduce tra febbraio e maggio. Questa specie non costruisce un nido come la maggioranza degli altri labridi ma depone le uova su una foglia di Posidonia oceanica dopo di che vengono vegliate dal maschio. Questa specie è ermafrodita proterogina per cui gli animali giovani sono di sesso femminile per poi cambiare sesso a circa metà della vita ma circa la metà degli esemplari non subisce questa inversione sessuale.

AlimentazioneModifica

Si nutre di invertebrati.

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • Patrick Louisy, Guida all'identificazione dei pesci marini d'Europa e del Mediterraneo, a cura di Trainito, Egidio, Milano, Il Castello, 2006, ISBN 88-8039-472-X.

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Collegamenti esterniModifica

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