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La Lapide di Tivoli (latino: Lapis o Titulus Tiburtinus) è un'epigrafe latina ritrovata a Tivoli nel 1764. È catalogata come ILS 918 = CIL XIV, 3613. Attualmente è conservata nei Musei Vaticani.

Riferisce di un secondo mandato di Augusto per un governatore della Siria. La lapide è però pervenuta mutila e non riporta il nome del governatore. L'iscrizione recita:

PRO•CONSVL•ASIAM•PROVINCIAM•OPT… DIVI•AVGUSTI•ITERVM•SYRIAM•ET•PHO…

Gli studiosi tradizionalmente hanno identificato l'anonimo governatore con Publio Sulpicio Quirinio. Questa la ricostruzione di Theodor Mommsen (tra parentesi quadre il testo mancante):

[P(ublius) Sulpicius P(ubli) f(ilius) Quirinius co(n)s(ul)]
[legatus pr(o) pr(aetore) divi Augusti Syriam et Phoenicen optinens]
[bellum gessit cum gente Homonadensium]
[quae interfecerat Amyntam]
[r]egem qua redacta in pot[estatem Imperatoris Caesaris]
Augusti populique Romani senatu[s dis immortalibus]
supplicationes binas ob res prosp[ere ab eo gestas et]
ipsi ornamenta triump[halia decrevit]
proconsul Asiam provinciam opti[nuit legatus pro praetore]
divi Augusti iterum Syriam et Pho[enicen optinuit].

Concordano con questa identificazione proposta da Mommsen Sanclemente, Ramsay, Bleckmann, Roos[senza fonte] e altri. Sono stati però proposti altri consoli diversi da Quirinio per i quali è possibile ipotizzare un secondo governatorato in Siria: Marco Vipsanio Agrippa;[1] Marco Plauzio Silvano;[2] Lucio Calpurnio Pisone.[3]

NoteModifica

  1. ^ Huschke, pp. 65-66.[senza fonte]
  2. ^ Groag, "Prosopographische Beiträge," Jahreshefte des österreichischen archäologischen Instituts in Wien, 21-22 (1934), pp. 448 ss.
  3. ^ R. Syme, "Galatia and Pamphylia under Augustus," Klio: Beiträge zur alten Geschichte 9 (1934), p. 133.

Voci correlateModifica

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