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Il latte di suocera è un liquore secco prodotto con più di cento erbe con una gradazione alcolica di 70% Vol.

ProduttoreModifica

A metà dell'Ottocento, Bortolo Zanin gestiva a Zugliano una locanda ubicata dove sorge l'attuale distilleria. Oltre che ristorare le persone con pietanze tradizionali della zona, Zanin aveva la passione dello spirito bianco: distillava per passione e in modeste quantità le vinacce che il suo vigneto gli procurava con un alambicco artigianale in rame battuto a mano, che oggi è ancora visibile presso la distilleria. Tale passione porta Bortolo Zanin, nel lontano 1895, a decidere di ampliare la produzione e la gamma, cominciando a produrre il latte di suocera. Agli inizi del '900 il liquore si diffonde rapidamente anche in Veneto e in alcune province della Lombardia. Caratteristica l'etichetta con il Jolly Roger.[1]

CaratteristicheModifica

Il latte di suocera presenta una delle più alte gradazioni alcoliche, pari a 70% Vol. Distillato da bacche ed erbe alpine, è lavorato per infusione, estrazione a freddo e miscelazione con alcool per poi essere affinato per 4 mesi circa in botti di rovere.

Si presenta con un colore ambrato lucente e un profumo che ricorda il caramellato, armonico con sentori di frutta secca e cacao. Al palato è deciso, caldo con note verdi e un retrogusto persistente. Viene utilizzato nella preparazione di cocktail flambé, in quanto l'elevata concentrazione di alcol lo rende facilmente infiammabile.

Il bizzarro nome fa riferimento al senso di bruciore che si avverte in gola in seguito all'assunzione del liquore che per analogia richiama lo stereotipo della suocera acida e poco sopportata.[1]

NoteModifica

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