Lavagnone

sito archeologico italiano
Lavagnone, insediamento dell'età del Bronzo
PALAFITTA PREISTORICA 3.jpg
Modello di Palafitta preistorica al M.G.Rambotti
EpocaEtà del Bronzo
Localizzazione
StatoItalia Italia
ComuneDesenzano del Garda/Lonato
Scavi
Data scopertaprime scoperte tra il 1880 e il 1886
Date scaviRenato Perini,tra il 1974 e il 1979. Dal 1989 Università degli Studi di Milano.
OrganizzazioneUniversità degli Studi di Milano
ArcheologoM. Rapi
Amministrazione
PatrimonioSiti palafitticoli preistorici dell'arco alpino
VisitabileNO
Sito webwww.facebook.com
Mappa di localizzazione

Coordinate: 45°26′11.09″N 10°32′14.68″E / 45.436415°N 10.537412°E45.436415; 10.537412

UNESCO white logo.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Siti palafitticoli preistorici dell'arco alpino
(EN) Prehistoric Pile dwellings around the Alps
TipoCulturali
Criterio(iii) (iv)
PericoloNon in pericolo
Riconosciuto dal2011
Scheda UNESCO(EN) Scheda
(FR) Scheda

Il bacino del Lavagnone è una delle piccole conche lacustri di origine glaciale caratteristiche del paesaggio a Sud del Lago di Garda. Oggi dell’antico lago non sopravvive che una piccola zona paludosa invasa da arbusti e piante ad alto fusto. Il bacino si è progressivamente trasformato in torbiera già in età preistorica e ai primi del Novecento è stato bonificato e messo a coltura.

Le prime ricercheModifica

Le prime scoperte, effettuate tra il 1880 e il 1886, furono dovute ai lavori di cava della torba, a cui seguirono quelle legate alle attività agricole e la conseguente attenzione degli studiosi; passerà però molto tempo prima dell’avvio di vere e proprie ricerche sistematiche. I primi scavi scientifici si devono a Renato Perini che tra il 1974 e il 1979, in collaborazione con il Museo nazionale preistorico etnografico Luigi Pigorini, individuò una lunga sequenza di orizzonti archeologici dell'età del bronzo, i più antichi dei quali correlati a strutture palafitticole.

Gli scavi dell'Università degli Studi di MilanoModifica

Dal 1989 le ricerche furono riprese dall’Università degli Studi di Milano,sotto la direzione prima di R. C. de Marinis e successivamente di M. Rapi. Gli scavi procedono a tutt'oggi con campagne annuali.

La valorizzazioneModifica

Il Museo civico archeologico Giovanni Rambotti di Desenzano del Garda raccoglie i reperti che sono stati scoperti nel corso di varie ricognizioni e campagne di scavo nel sito del Lavagnone. Tra di questi, spicca il famoso aratro che si ritiene essere il più antico mai rinvenuto a livello mondiale.

L'area interessata dal sito UNESCO (buffer zone) si estende su tutto il bacino, facilmente raggiungibile dalla strada vicinale che porta da Desenzano alla frazione di San Pietro, grazie alla segnaletica. L'area interessata dagli scavi è recintata e, trovandosi all'interno di una proprietà privata, è visitabile solo in occasione delle annuali campagne di scavo. I pali sono preservati grazie all'acqua di risalita di falda e ulteriormente protetti da teloni.

Al limite della buffer zone sono situati (2019) uno spazio informativo e la targa che identifica il bacino come facente parte del Patrimonio Mondiale dell'Umanità.

 
Il punto informativo nei pressi del villaggio palafitticolo del Lavagnone.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Il bacino del Lavagnone, Museo Rambotti. URL consultato il 2-4-2014.