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Lega Italiana
Football americano
DisciplinaAmerican football pictogram.svg Football americano
Fondazione1979
Scioglimento1983
GiurisdizioneItalia Italia
SedeItalia Roma
PresidenteItalia Bruno Beneck

La Lega Italiana Football americano (LIF) è stata una associazione sportiva attiva dal 1979 al 1983, che organizzava e promuoveva un campionato di football americano in Italia.

Indice

Cenni storiciModifica

Il dirigente sportivo e regista televisivo Bruno Beneck si appassionò al football americano durante un viaggio negli Stati Uniti fatto nel 1970, in cui prese contatto con il campionato professionistico della NFL e precisamente con l'organizzazione dei New York Giants, il cui direttore generale era Andy Robustelli.[1]

Primi tentativiModifica

Beneck, già attivo nel baseball, fonda la Federazione Italiana Football Americano (FIFA) con lo scopo di promuovere la disciplina nella penisola italiana, ma non riesce ad affiliare l'associazione al CONI a causa dell'ostruzionismo della Federazione Italiana Rugby (FIR) che vede nell'eventuale movimento della palla ovale con la cucitura un pericoloso competitore ambientale, che si rivolgerebbe a sportivi della medesima complessione fisica e predisposizione al contatto. La richiesta viene bocciata più volte: nel 1972 tenta di associare la FIFA alla Federazione Italiana Baseball (FIB, poi Federazione Italiana Baseball Softball) come ente aggregato, ma con esito negativo.

Tenta la strada della NFL, chiedendo supporto logistico e finanziario per promuovere la disciplina in Italia, ma l'esito è ancora negativo.

Quindi aderisce al progetto Intercontinental Football League di Bob Kap, e il 19 febbraio 1973 fonda i Rome Gladiators (che nel 1978 diventeranno i Gladiatori Roma), una delle sei squadre che avrebbero dovuto giocare il campionato basato in Europa e Turchia.[2] La lega internazionale, che dovrebbe promuovere il football americano nel continente europeo, rimarrà un progetto sulla carta così come, per anni, anche la franchigia romana. Beneck lascia Kap nel 1976, quando una tournée italiana delle squadre universitarie di Texas A&I e Henderson State viene annullata per oscuri motivi politici.[1]

Il Trofeo della Stampa Sportiva QuotidianaModifica

Nel 1977, la FIFA di Beneck organizza un quadrangolare allo Stadio degli Oliveti di Massa con quattro squadre di alcune basi NATO in Italia, rinominate con nickname italiani – che verranno successivamente utilizzati per le squadre davvero italiane – e sponsorizzate da altrettanti quotidiani sportivi. Il torneo, denominato Trofeo della Stampa Sportiva Quotidiana (noto anche come Torneo FIFA), si disputa dall'8 al 13 agosto, ed ottiene un buon successo di pubblico (10-11.000 spettatori a partita, 14.000 per la finale) e la trasmissione in differita delle semifinali, a cura della RAI.

Le squadre partecipanti sono: Gazzetta dello Sport Diavoli Milano, Corriere dello Sport Lupi Roma, Tuttosport Tori Torino e Stadio Veltri Bologna.

Il torneo viene vinto dai Tori sui Diavoli, per 13 – 8.[1][3]

La fondazioneModifica

La svolta c'è quando Marcello Loprencipe – studente universitario – ed il suo amico Marcello Mentini scrivono a Beneck della loro intenzione di creare una squadra romana: otterranno il supporto richiesto e presto, i due riescono ad attirare un centinaio di ragazzi appassionati al nuovo sport, che saranno la base di praticanti dei Gladiatori Roma e delle future squadre.

La Lega Italiana Football americano viene finalmente fondata a Roma il 27 dicembre 1979, da: Bruno Beneck, Daniela Beneck, Marcello Loprencipe e Gianfranco Calistri.[1]

Lo stadio di Castel GiorgioModifica

A questo punto della narrazione, c'erano il management, i giocatori e le divise di gioco, ma mancava ancora uno stadio adeguatamente attrezzato per la disciplina.

Grazie all'intercessione di Gianfranco Calistri, nipote del sindaco di Castel Giorgio nel ternano, venne realizzato a tempo di record il primo impianto sportivo europeo dedicato al football americano: lo Stadio Vince Lombardi, intitolato al mitico allenatore italo-americano dei Green Bay Packers negli anni cinquanta e sessanta.[1]

La franchigia professionistica statunitense regalò i pali a “Y” originali.[4]

Sabato 19 luglio 1980, vi venne disputata la prima partita del primo campionato LIF, tra Lupi Roma e Diavoli Milano (30 – 0).[5]

Successivamente il centro sportivo venne utilizzato dall'AIFA, e nel 2016 è stato riaperto al football americano dal 15 al 17 luglio, con l'evento Il ritorno dei Supermen [6] e l'apertura del MUFA, il museo dedicato al football americano in Italia.[7]

Le squadreModifica

Le squadre partecipanti ai due campionati organizzati dalla LIF vennero vestite dalla Rawlings secondo l'accordo preso con la NFL Properties:[1][4] vennero fornite le maglie di alcune franchigie della lega professionistica che avevano i colori dei blasoni delle città italiane e/o delle relative squadre di calcio.

Sono state le seguenti:[8]

squadra maglia team NFL nota
Diavoli Milano rosso-nera Atlanta Falcons nel 1981 Diavoli Pavullo
Gladiatori Roma blu-argento Detroit Lions
Lupi Roma granata-oro Washington Redskins
Tori Torino giallo-blu Los Angeles Rams

I campionatiModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Campionato LIF 1980.
 Lo stesso argomento in dettaglio: Campionato LIF 1981.

Vennero disputati due campionati LIF con la formula del girone all'italiana con andata e ritorno: il primo, nel 1980, venne vinto dai Lupi Roma per differenza punti.[5]

Nel 2016, i Lupi sono stati riconosciuti dalla FIDAF come i primi Campioni d'Italia della disciplina.[9][10]

Il secondo non venne portato a termine a causa delle carenze organizzative, e venne disputata solo l'andata che vide i Gladiatori Roma in testa alla classifica a punteggio pieno.

Albo d'oroModifica

anno squadra campione
1980 Lupi Roma
1981 titolo non assegnato [11]

La NazionaleModifica

La LIF organizzò una rappresentativa nazionale ed il primo incontro tra squadre nazionali in Europa: il 14 giugno 1981, a Castel Giorgio, la Germania Ovest s'impose per 12-0.

Doveva essere disputato un secondo incontro all'Arena Civica di Milano il 17 dello stesso mese, ma saltò per problemi organizzativi non bene chiariti.[1]

La diaspora e la fineModifica

Nel 1981, tre squadre su quattro abbandonarono la LIF e nel 1982, cambiando nome siccome i diritti di proprietà e sfruttamento dell'immagine erano di proprietà della lega romana, raggiunsero la Associazione Italiana Football Americano di Giovanni Gionni Colombo: i Diavoli Pavullo diventarono i Falchi Modena, i Lupi Roma diventarono i Grizzlies Roma, e i Tori Torino mutarono il nome in Tauri Torino.

Rimasero con Beneck solo i Gladiatori Roma, che per due anni disputarono alcune amichevoli, prima di essere accolti nel campionato di Serie A AIFA nel 1984.

La LIF chiuse i battenti nel 1983.[1]

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g h Massimo Foglio, L'Europa lunga un piede – Come il football americano ha conquistato il vecchio continente, 2013.
  2. ^ Massimo Foglio, La Storia della IFL, Endzone Magazine, 10 febbraio 2006. URL consultato il 10 luglio 2017.
  3. ^ Massimo Mezzetti, Enciclopedia del football italiano – Albo d'oro FIFA (PDF), su warriorsbologna.it. URL consultato il 9 luglio 2017.
  4. ^ a b Giovanni Marino, I quaranta anni dei Gladiatori Roma, Repubblica.it, 1º giugno 2013. URL consultato il 10 luglio 2017.
  5. ^ a b Massimo Mezzetti, Enciclopedia del football italiano – Lega Italiana Football americano 1980 (PDF), su warriorsbologna.it. URL consultato il 9 luglio 2017.
  6. ^ S. F., Football, il Vince Lombardi 'rivivrà', umbriaOn, 9 febbraio 2016. URL consultato il 9 luglio 2017.
  7. ^ FIDAF presenta il MUFA, Museo del Football Americano[collegamento interrotto], FIDAF, 13 febbraio 2016. URL consultato il 10 luglio 2017.
  8. ^ Massimo Mezzetti, LIF (Italia) (PDF), su warriorsbologna.it. URL consultato il 10 luglio 2017.
  9. ^ 3Div, Riconosciuto il titolo di primi Campioni d'Italia ai Lupi Roma, FIDAF, 23 marzo 2016. URL consultato il 9 luglio 2017.
  10. ^ Giovanni Marino, Roma campione del football 36 anni dopo. L'emozione del qb Volterra: "Noi, i pionieri dei touchdown italiani", la Repubblica, 23 marzo 2016. URL consultato il 10 luglio 2017.
  11. ^ campionato interrotto al termine del girone di andata

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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