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Legarsi alla montagna
Il pane di Ulassai.jpg
AutoriMaria Lai e abitanti del paese di Ulassai.
Data8 settembre 1981
Materialestoffa
Dimensioni1×10×27 cm
UbicazioneStazione dell'arte, Ulassai

Legarsi alla montagna è una nota operazione sul territorio, da parte dell'artista Maria Lai, realizzata nel paese di Ulassai, con gli abitanti del paese stesso, l'otto settembre del 1981. Legarsi alla montagna è la prima opera di Arte relazionale a livello internazionale.

Indice

Operazione ComunitariaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Performance art.

Tutto ebbe inizio quando l'allora sindaco Antioco Podda e l'Amministrazione Comunale commissionarono all'artista Maria Lai la realizzazione di un importante monumento ai Caduti in Guerra per il paese. L'artista rifiutò l'incarico e decise di modificarne gli intenti realizzando qualcosa che servisse per i vivi e non per i morti. Reinterpretando una antica leggenda del paese, legò insieme agli abitanti tutte le porte, le vie e le case con circa 27 km di nastri di stoffa celeste. L'operazione materiale durò tre giorni: il primo giorno vennero tagliate le stoffe, il secondo giorno vennero distribuite e il terzo vennero legate, coinvolgendo donne, bambini, pastori, anziani.

Ma la gestazione dell'opera fu molto più lunga: inizialmente i popolani non condivisero le dinamiche e si rifiutarono di collaborare. Le proposte della Lai in un primo momento suscitarono preoccupazione per il risvegliarsi di antichi rancori tra abitanti stessi, tanto che ci vollero parecchi mesi per ritrovare un filo di discussione. Dopo un anno e mezzo di trattative, si arrivò a un compromesso: laddove tra famiglie esisteva un legame d'amore, al nastro vennero legati dei pani tipici detti "su pani pintau", mentre laddove le famiglie erano avverse il nastro indicava il confine del rispetto delle parti.

L'intera operazione venne accompagnata dalla straordinaria figura del flautista Angelo Persichilli, documentata inoltre dal fotografo Piero Berengo Gardin, fratello del famoso Gianni Berengo Gardin e attraverso un cortometraggio, dall'artista Tonino Casula. Sul finire della serata, gli scalatori legarono i nastri al Monte Gedili, la montagna più alta che sovrasta l'abitato. Ulassai fu legata, e fu legata alla sua montagna.

Leggenda antica di UlassaiModifica

La leggenda dal quale partì tutto si chiama "Sa Rutta de is'antigus", cioè "La grotta degli antichi" e affonda le origini in un fatto realmente accaduto nel paese. Nel 1861 si staccò un costone della montagna e travolse un'abitazione della parte più alta del paese. In quell'occasione morirono tre bambine e una di loro riuscì a salvarsi proprio con un nastro celeste in mano. I popolani videro in questo fatto un miracolo divino e ne conservarono il ricordo, tramandandone di generazione in generazione una versione in parte veritiera e in parte fiorita di pittoresche sfumature di fantasia.

Il dopo Operazione ComunitariaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Museo all'aperto Maria Lai e Lavatoio Comunale di Ulassai.

L'operazione suscitò clamore e stupore tra paesi vicini, e successivamente a questa operazione Ulassai divenne pian piano un Museo a cielo aperto. Mentre a livello dei grandi circuiti della critica nazionale, Maria Lai venne criticata in modo negativo, perché per i più scettici si era impegnata a fare la festa del paese. L'unico scrittore e critico che capì sin dall'inizio il valore di questa esperienza fu Filiberto Menna di Roma. Ma tuttavia l'operazione rimase in silenzio a livello di critica generale per oltre un ventennio. Ora invece è stata rivalutata a carattere nazionale, in particolare ad iniziare da Alessandra Pioselli, nel volume pubblicato da Bruno Mondadori, che la vede come lo spartiacque dell'Arte Contemporanea, poiché per la prima volta l'artista e l'opera d'arte risiedono nella figura dello spettatore, facendo di quest'ultimo il vero artefice dell'operazione, Legarsi alla montagna quindi è stata la prima operazione di Arte Relazionale.

BibliografiaModifica

  • A. Pioselli, "L'arte nello spazio urbano. L'esperienza italiana dal 1968 a oggi", Johan&Levi, Monza 2015, pp. 103-104
  • A. Pioselli, "Ulassai 1981. L'opera comunitaria", in "L'arte pubblica nello spazio urbano, committenti, artisti, fruitori, a cura di Carlo Birrozzi e Marina Pugliese, edizioni Bruno Mondadori 2007, pag 31 a pag 35
  • "Ulassai, da Legarsi alla Montagna alla Stazione dell'arte" edizioni AD Cagliari 2006
  • "Legare Collegare, 1981 Film girato da Tonino Casula
  • "Legarsi alla montagna di Maria Lai, Dvd edizioni Arte Duchamp 2008
  • "Maria Lai, Inventare altri spazi" Testi di Fabrizio D'Amico e Gianni Murtas, edizioni AD Cagliari 1993
  • "Maria Lai, Come un gioco" edizioni Museo Arte Provincia Nuoro 2002

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica