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Le Leys d'amors[1] o Flors del Gay Saber[2] è il primo[3] e il più importante trattato provenzale in cui vengono codificati forme e stilemi usati da trovatori e trovieri, posteriore al periodo d'oro dell'arte trobadorica. Questa sorta di grammatica normativa per la lingua occitana in auge nella letteratura del XII-XIII secolo venne commissionata dal Consistori del Gay Saber a Guilhem Molinier, che ne fece la prima stesura (1328-1338), onde poter giudicare[4], in base a questa codificazione, gli agoni poetici che proprio quest'istituzione indiceva annualmente. Tale codice regolamentativo fu adottato anche in Catalogna e alla corte d'Aragona.

Ci furono altre due stesure successive: quella del 1337-1343 e l'ultima del 1355-1356 curata da Joan de Castellnou.

Le Leys d'Amors non prescrivevano soltanto norme per la forma, gli stilemi e il corretto uso della lingua occitana nelle composizioni poetiche, ma anche regole attinenti al contenuto, alle buone maniere, alla morale, alla religione: una sorta di galateo ante litteram riguardante il comportamento poetico e morale da tenere e la poesia nel suo complesso. Infatti, i Flors del Gay Saber si propongono di...

(OC)

«...per essenhar lors aymadors per qual maniera devon amar. Et ab aquel entendemen. E de qual amor. E per refrenar los fols aymadors. Et per ostar lors avols amors e lors avols deziriers els dezonetz movemens. Quar degun temps lunhs bos trobadors que sia estatz lials amayres. No sentendec. En avol amor. Ni en dezonest dezerier. E car aquestas Leys damors son fachas per doas cauzas especialmen. Entre las autras. La una per essenhar los noels dictadors per qual maniera sapian dictar en Romans. E la segonda per refrenar los fols aymadors e per ostar et esquivar lors dezonestz e no legutz deziriers[5]»

(IT)

«... insegnare agli amanti [vale a dire, i poeti] in quale maniera devono amare e con quale intendimento, con quale amore, in che modo debbono frenare i falsi amanti, in che modo eliminare i loro desideri abietti e impulsi disonesti, affinché nessun trovatore, che sia stato un fedele amante, soccomba al vile amore o all'abietto desiderio. Per cui queste "Leggi d'Amore" sono state fatte, tra l'altro, per due ragioni precise. Per prima cosa, insegnare al poeta novizio come esprimersi in lingua romanza, e secondariamente, porre un freno ai falsi amanti, eliminando e proibendo i loro desideri illeciti e disonesti.»

Come si può notare, benché traggano ispirazione dalla precedente tradizione poetica occitana, le Leys d'Amors condannano nettamente certi aspetti adulterini dell'amor cortese, tipici della poesia trobadorica del periodo aureo, testimoniando di fatto un inevitabile stacco rispetto all'età cortese.

L'Act de dictier in lingua d'oïl di Eustache Dechamps è l'equivalente delle Leys occitane, da cui attinge a piene mani.

NoteModifica

  1. ^ Il titolo di Leys d'amors (Leggi d'Amore) sta a indicare "il legame mantenuto dalla tradizione tra l'amore e la poesia lirica". (Storia delle poetiche occidentali, op. cit., pag. 77)
  2. ^ In effetti, esistono molte versioni, in prosa e in versi. In particolare, le Flors del Gay Saber di Gatien Arnault è composta di cinque volumi e precede la versione diciamo ufficiale delle Leys d'amors in tre volumi di Molinier.
  3. ^ Già c'erano, tutto sommato, altri lavori minori, come il Breviari d'Amor di Matfre Ermengau, da cui certamente l'autore delle Leys d'Amor trasse ispirazione.
  4. ^ La sentenza riguardante le composizioni presentate veniva espressa da un consesso di sette giudici (mantenedors) del Concistoro, presieduto da un cancelliere.
  5. ^ (EN) “Singing to another tune”: contrafacture e attribution in troubadour song dissertation (PDF), p. 52. URL consultato il 12 gennaio 2011.

FontiModifica

  • Storia delle poetiche occidentali, traduzione di Franca Sinopoli; a cura di Jean Bessière, Eva Kushener, Roland Mortier, Jean Weisgerber. Titolo originale: Histoire des poétiques, Roma, Moltemi, 2001. URL consultato il 12 gennaio 2011.

Voci correlateModifica