Libia (mitologia)

Líbia (in greco antico: Λιβύη, Libyē) è un personaggio della mitologia greca, figlia di Epafo e di Menfi[1].
Dalla sua unione con Poseidone nacquero Agenore e Belo[2].

Líbia
Nome orig.Λιβύη
Caratteristiche immaginarie
Sessofemmina
Luogo di nascitaEgitto

Líbia, sia nella mitologia greca che in quella romana è l'eponimo dell'antica Libia. Nel De mulieribus claris viene identificata con la prima regina dell'antica Libia[3].

Mitologia grecaModifica

Líbia, come l'antica Etiopia e la Scizia era una delle località mitologiche che circondavano il mondo conosciuto dagli Elleni e che, personificata come individuo veniva fatta discendere da parte del padre Épafo re d'Egitto e figlio di Zeus ed Io.
Fu rapita da Poseidone che la rese madre di Belo ed Agenore, mentre alcune fonti le attribuiscono un terzo figlio di nome Lelego.

Secondo fonti meno antiche invece Lybee (Líbia) divenne madre di Belo con Zeus[4], mentre invece nelle Fabulae, Igino cita Libye come figlia di Palamede (che corregge poi con Épaso) e madre di Líbia avuta da Hermes[5].

Mitologia RomanaModifica

Nella mitologia romana, Líbia manteneva lo stesso padre Épafo ma era figlia di Cassiopea (per i romani sua moglie) e fu data in sposa a Nettuno che gli diede un figlio di nome Busiride il quale divenne un brutale tiranno nell'Alto Egitto.

Albero genealogicoModifica

NoteModifica

  1. ^ Igino, Fabulae, 157.
  2. ^ Biblioteca di Apollodoro Ateniese, cav. Compagnoni, Sonzogno, 1826, p. 358.
  3. ^ V. Zaccaria (a cura di), Tutte le opere di Giovanni Boccaccio: De mulieribus claris, vol. 10, Mondadori, 1964, p. 63, SBN IT\ICCU\CFI\0008470.
  4. ^ Pseudo-Clementino, Ricognizioni, 10.21-23.
  5. ^ Igino, Fabulae, 160.
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