Licoride

ballerina romana

Licoride (Roma, 70 a.C. – dopo il 43 a.C.) è stata una ballerina romana.

BiografiaModifica

Licoride (dal greco Λυκωρίς, dal latino. Lycoris -ĭdis) è lo pseudonimo della giovane liberta amante di influenti personaggi romani tra i quali Cornelio Gallo, che la fece protagonista delle sue poesie d'amore.

Nata come schiava nel 70 a.C., il suo nome era Volumnia Citeride, nome preso dalla gens Volumnia come liberta di Publio Volumnio Eutrapelo, uomo molto ricco, amico e confidente del triumviro Marco Antonio[1], ben inserito nel mondo dello spettacolo, forse addirittura proprietario di una scuola di recitazione per spettacoli teatrali ed esibizioni senza veli nelle ville dei potenti e dei politici romani del I secolo a.C.

Volummia, con il nome d'arte di Citeride - riferito a Citera, isola di Venere - e, nei poeti, di Licoride, aveva fatto parte degli spettacoli organizzati da Eutrapelo, dove si esibiva come mima cantando e danzando secondo l'uso della nudatio mimarum e offrendo gratuitamente prestazioni particolari, dovute a titolo di opera per il suo ex padrone e i suoi potenti amici.

Ebbe relazioni con numerosi uomini politici, a partire da Marco Antonio, con cui ruppe nel 47 a.C., a Marco Giunio Bruto, ma soprattutto con il poeta Cornelio Gallo che la amò dal 43 al 41 a.C., quando la donna lo abbandonò per fuggire nelle province a nord dei territori romani con un ufficiale dell'esercito romano, fedelissimo di Cesare e nemico di Ottaviano (forse Quinto Fufio Caleno), il cui figlio, dopo aver visto morire il padre ai piedi delle Alpi, lo sostituì al comando schierando le truppe contro Marco Antonio parteggiando per il nipote di Cesare[2].

Dopo il 47 a.C., anno in cui ruppe la relazione con Marco Antonio, non abbiamo più sue notizie.

InfluenzaModifica

Licoride fu ispiratrice delle poesie di Cornelio Gallo, che le dedicò i quattro libri di Amores e come tale è citata anche da Virgilioː

«Sola, senza di me, vedi le nevi delle Alpi e i ghiacci del Reno. Possa quel freddo non farti male [3]»

, da Ovidio[4]

Fu un'affascinante e spregiudicata donna di spettacolo, ricordata ancora molto tempo dopo da Servio Mario Onorato, grammatico che visse tra il IV e il V secolo d.C., che la annovera assieme ad Arbuscola e Origine tra le tre donne di spettacolo più famose dell'antica Roma[5][6].

NoteModifica

  1. ^ Cicerone, Ad Attico, X 10, 5.
  2. ^ La Storia al femminile: Roma al femminile, a cura di Augusto Fraschetti, Roma-Bari, Laterza, 1994, p. 106.
  3. ^ Virgilio, Bucoliche, X.
  4. ^ Ovidio, Amores, I 15; Ars Amatoria, III; Tristia, II.
  5. ^ Opere di Orazio Flacco, Tommaso Gargallo (trad.), I, 1830, p. 177. Accessibile tramite Google.Books. URL consultato il 6 dicembre 2014.
    Tommaso Gargallo, mantenendo nell'elenco Origine e Arbuscola sostituisce Citeride a Licoride, di cui era probabilmente il nome d'arte. Licòride, Enciclopedia Treccani, Treccani.it. URL consultato il 6 dicembre 2014.
  6. ^ Ove non indicato diversamente, le informazioni contenute nel paragrafo "Biografia" hanno come fonte:

BibliografiaModifica

  • Danielle Gourevitch, Marie-Thérèse Raepsaet-Charlier, La donna nella Roma antica, Firenze, Giunti Editore, 200.3
  • Alberto Angela, Amore e Sesso nell'Antica Roma, Mondadori, Milano, 2012.

Collegamenti esterniModifica