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Lisicle (in greco antico: Λυσικλῆς, Lysiclês; ... – Atene, 338 a.C.) è stato un militare ateniese, uno degli strateghi dell'esercito ateniese nella battaglia di Cheronea (338 a.C.)[1].

Lisicle fu condannato a morte in seguito all'accusa di Licurgo; dell'orazione di Licurgo contro Lisicle, cui fa riferimento Arpocrazione,[2] Diodoro conserva un brano: "Tu eri comandante dell'esercito, o Lisicle, e quando mille cittadini sono morti e duemila fatti prigionieri e un trofeo contro la città è stato elevato e la Grecia tutta è fatta schiava e tutto ciò è avvenuto sotto la tua guida e il tuo comando, tu osi vivere e vedere la luce del sole e mostrarti nella piazza, tu che sei diventato monumento di vergogna e di obbrobrio alla patria".[3]

NoteModifica

  1. ^ Diodoro, XVI, 85.
  2. ^ Arpocrazione, Lessico dei dieci oratori, ἐπὶ Δηλίω e Λεμβάδεια.
  3. ^ Diodoro, XVI, 88.

BibliografiaModifica

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