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Ludovico Zuccolo

scrittore e politico italiano
Copertina de La repubblica d'Evandria (1625) di Ludovico Zuccolo. Edizione del 1944.

Ludovico Zuccolo detto "il Picentino" (Faenza, 15681630) è stato uno scrittore e politico italiano.

BiografiaModifica

Visse per nove anni alla corte di Urbino nelle Marche (Picenum) ed è per questo che è conosciuto anche come il "picentino".[1]

Dalle sue opere emergono notevoli spunti per il pensiero politico e si basa soprattutto sull'opera di Tommaso Moro L'Utopia e da qui sviluppa nuove teorie riguardanti la ripartizione delle ricchezze e dell'aumento della popolazione.[1] Ciò su cui si sofferma maggiormente è il problema della ragion di Stato.[1]

La repubblica d'Evandria (contenuta nei Dialoghi, 1625) è un racconto utopico citato, assieme ad altre opere rinascimentali dello stesso genere, come una delle opere precorritrici della fantapolitica nell'ambito della fantascienza italiana.[2][3]

OpereModifica

(parziale)

  • Considerazioni politiche e morali sopra cento oracoli d'illustri personaggi antichi, 1621
  • Della ragion di stato, 1621
  • Dialoghi, 1625 (contiene La repubblica d'Evandria)

NoteModifica

  1. ^ a b c Ludovico Zuccolo, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
  2. ^ Aldani, Fontana 1981, I parte.
  3. ^ Valla 2008, I parte.

BibliografiaModifica

Fonti
Approfondimenti

Voci correlateModifica

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Testi
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