Luigi Marchesi (disegnatore)

fumettista, pittore e scultore italiano

Luigi Marchesi (Brembio, 5 aprile 193919 ottobre 1993) è stato un fumettista italiano. Noto per aver disegnato alcune delle prime storie di Diabolik e per la caratterizzazione grafica del personaggio di Eva Kant.[1][2][3][4][5]

BiografiaEdit

Nacque a Brembio, vicino a Milano, il 5 aprile 1939.[2][6]

Autodidatta, iniziò giovanissimo a lavorare presso lo studio di Rinaldo d'Ami per il quale realizzò i disegni a matite di alcune serie western pubblicate dalla Casa Editrice Audace; nel 1961 realizza alcune storie a fumetti per la collana Albi dell'Intrepido editi dalla Casa Editrice Universo; l'anno successivo inizia a collaborare con la casa editrice Astorina scrivendo e disegnando le avventure di Dick il Giustiziere, pubblicato in appendice all'edizione italiana della serie del personaggio di Big Ben Bolt. Per la Casa Editrice Astoria di Gino Sansoni disegna alcuni episodi dell'Alboromanzo vamp.[2][6]

Nel 1963 Angela e Luciana Giussani, creatrici di Diabolik, lo ingaggiarono come disegnatore ufficiale della serie e con il compito di dare una definitiva immagine grafica al personaggio, eliminando quel dilettantismo e approssimazione che era apparso nelle prime tavole dei primi numeri; realizzò quindi il terzo albo della serie Diabolik e altri quattro pubblicati sempre nel 1963 e, nel 1964, venne incaricato di ridisegnare anche i primi due numeri per le successive ristampe[1][6][2] in quanto le due autrici non erano soddisfatte di come erano stati disegnati.[7] Durante questa collaborazione per la serie Diabolik, oltre che come disegnatore, collaborò alla caratterizzazione dei personaggi realizzando un primo restyling del protagonista, ispirandosi a un amico d'infanzia per il taglio leggermente orientale degli occhi del protagonista mentre per Eva Kant si ispirò alle sembianze di Grace Kelly e alle acconciature di sua moglie.[2][8][7]

Nel 1964 tornò a lavorare per la Universo e poi di nuovo per lo Studio D'Ami. Nel 1965 viene assunto come grafico alla Mondadori interrompendo definitivamente la sua carriera come autore di fumetti.[6][2]

Morirà per un infarto nel 1993, a Milano.[2]

RiconoscimentiEdit

Dal 21 al 28 marzo 2009 si è tenuta a Brembio la mostra "Gino Marchesi: l'uomo che diede un volto a Eva Kant" in cui è stata esposta tutta la sua produzione artistica con tavole originali, pitture e sculture.[9][5][8][4][7]

OpereEdit

Fumetti

NoteEdit

  1. ^ a b IL MISTERIOSO ZARCONE | Immagini & Fumetti, su www.giannibono.com. URL consultato il 26 febbraio 2019 (archiviato dall'url originale il 22 luglio 2014).
  2. ^ a b c d e f g Gino Marchesi, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 26 febbraio 2019.
  3. ^ (EN) Gino Marchesi, su lambiek.net. URL consultato il 26 febbraio 2019.
  4. ^ a b Redazione Comicus, Gino Marchesi, l'uomo che diede un volto a Eva Kant - Comicus, su www.comicus.it. URL consultato il 26 febbraio 2019.
  5. ^ a b Gino Marchesi con Diabolik e Eva Kant in mostra a Brembio :: uBC blog - uBC Fumetti, su www.ubcfumetti.com. URL consultato il 26 febbraio 2019.
  6. ^ a b c d Disegnatori, su www.diabolikclub.it. URL consultato il 26 febbraio 2019.
  7. ^ a b c A Brembio (LO) l'inedita mostra su Eva Kant e Diabolik, dal 21 al 28 marzo. Ingresso e catalogo gratuiti. E non solo., su rispendo.corriere.it. URL consultato il 26 febbraio 2019.
  8. ^ a b FUMETTI: A LODI LE TAVOLE DI GINO MARCHESI, L'UOMO CHE DIEDE UN VOLTO A EVA KANT, su www1.adnkronos.com. URL consultato il 26 febbraio 2019.
  9. ^ Diabolik tornerà a colpire ...a Brembio, su VareseNews, 10 marzo 2009. URL consultato il 26 febbraio 2019.
  10. ^ Guida Fumetto Italiano, Guida Fumetto Italiano, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 17 novembre 2017.

BibliografiaEdit

  • Gino Marchesi: l'uomo che diede un volto a Eva Kant, a cura di Davide Barzi, Brembio 2009.
  • Diabolik. (quaderni del fumetto italiano) paolo ferriani editore 1 edizione 1992
  • Le regine del terrore.davide barzi-tito faraci.edizioni bd, 2007
  • Diabolik (collana gli anni del terrore) n.1 mondadori 2011

Voci correlateEdit

Collegamenti esterniEdit

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