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Coppa di terracotta con lustro, da Susa, Iran, X secolo

Il lustro è una particolare tecnica decorativa che consente di ottenere il colore dell'oro o del rubino con sfumature cangianti o iridescenti.

Il procedimento è particolarmente sofisticato e venne acquisito dalla lavorazione della ceramica, nella seconda metà del XV secolo, quasi certamente attraverso la mediazione dei lustri ispano-moreschi provenienti dalla Spagna attraverso il porto intermedio di Maiorca, da cui prese il nome di maiolica.

Grazie all'applicazione di speciali impasti e ad una complessa tecnica di cottura, gli effetti iridescenti dai toni dorati e rossastri si aggiungevano sugli smalti bianchi negli spazi riservati dai contorni tracciati generalmente in blu.

Tra i principali elementi chimici utili a questa tecnica troviamo l'ossalato di argento, il nitrato di argento, l'ossido di rame, il solfuro di rame ed altri ossidi diluiti in creta e aceto. Dopo almeno quattro ore di cottura a 620 °C vengono inseriti nel forno dei legni essiccati o delle pigne di pino, di modo che la loro combustione tolga ossigeno e umidità dall'interno della camera di cottura. Il risultato è inizialmente invisibile perché coperto dalla creta asciutta presente nella soluzione. Levigando con un panno, grazie anche all'azione abrasiva delle particelle di creta, si ottiene l'effetto metallico caratteristico.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Marco Tadolini, Il lustro metallico, considerazioni generali e suggerimenti operativi, sul sito del MIC (PDF), su micfaenza.org. URL consultato il 1-11-2012.