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Maceo Casadei

pittore italiano

Maceo Casadei (Forlì, 18991992) è stato un pittore italiano, considerato «tra i principali continuatori della tradizione figurativa ottocentesca in ambito romagnolo»[1].

BiografiaModifica

Artista di scuola forlivese, si dedica alla pittura presso il pittore Giovanni Marchini[2], a Forlì. Quando la famiglia, per motivi di lavoro, si trasferisce in Francia, può frequentare l'Accademia libera del nudo di Lione. Qui intrattiene rapporti con un altro artista forlivese, Pietro Angelini, di cui diviene collaboratore di bottega. Durante la Prima Guerra Mondiale, viene arruolato e mandato al fronte (è uno dei "Ragazzi del '99"). Nel 1917, dipinge l'opera intitolata Ritirata di Caporetto, oggi nelle collezioni della Cassa dei Risparmi di Forlì e della Romagna.

Dopo la guerra, si sposta spesso tra Lione e Forlì. Lavora come fotografo e come esecutore di scene di teatro, di ornati e di fregi murali. Aderisce al Cenacolo Artistico Forlivese. Nel 1934 si trasferisce a Roma, dove risiede fino al 1944. Da subito lavora per l'Istituto Luce sia occupandosi di trucchi cinematografici sia progettando vari padiglioni fieristici. Nel 1937, il Ministero dell'Educazione Nazionale acquista alcune sue opere, che vengono poi esposte alla Galleria d’Arte Moderna di Roma[senza fonte]. Nel corso della Seconda Guerra Mondiale opera come inviato al fronte (1941-1943), realizzando migliaia di fotografie e oltre quattrocento fra disegni e dipinti, detti Impressioni di guerra: nel 1942, una selezione di queste opere viene esposta alla Galleria Il Milione di Milano.

Tra il 1946 e il 1947 è a Venezia. Negli anni Cinquanta, rientra a Forlì, dove apre nuovamente bottega. Per la Chiesa dei Santi Sette Fondatori, in Roma, Chiesa appartenente all'ordine dei Servi di Maria realizza nel 1959 l'affresco La Visione della Madonna ai Santi Sette Fondatori[3]. Nel 1968 dona alla Pinacoteca civica di Forlì oltre 150 opere di vario genere: dipinti, acquerelli, disegni.

Muore nel 1992, lasciando influenza su pittori come Gino Mandolesi e Gianna Nardi Spada"[4].

Opere esposteModifica

  • A Cervia, all'interno del Palazzo Comunale, si trova una mostra permanente di opere di Maceo Casadei.

Mostre postumeModifica

  • Maceo Casadei (1899 - 1992) dalla collezione Tosello, a Cento, alla Rocca, nel 2009[5]
  • Maceo Casadei. Natura e sentimento, a Fusignano, al Museo Civico, nel 2013[6].
  • Maceo Casadei (1899-1992). Arte in trincea, a Forlì, al Palazzo Romagnoli, dal 20 dicembre 2014 al 31 maggio 2015[7].

NoteModifica

  1. ^ Mostra personale di Maceo Casadei
  2. ^ MARCHINI, Giovanni in Dizionario Biografico – Treccani
  3. ^ Mons. Fabrizio Capanni, Un’opera perduta e ritrovata di Maceo Casadei. Storia e iconografia dell’affresco del Santi Sette Fondatori a Roma, in M. Casadei, La Visione della Madonna ai Santi Sette Fondatori e altri dipinti di soggetto sacro, catalogo della mostra (Meldola, Chiesina dell’Ospedale, 22 aprile - 8 maggio 2000), a cura di Tonino Simoncelli, Accademia degli Imperfetti: Meldola (Forlì), 2000, pp. 11-23.
  4. ^ MIBAC, Arte dal VERO. Aspetti della figurazione in Romagna dal 1900 a oggi
  5. ^ Maceo Casadei - Dalla Collezione Tosello; MIBAC, Mostra personale di Maceo Casadei
  6. ^ MIC, MACEO CASADEI. NATURA E SENTIMENTO. FUSIGNANO (RA), MUSEO CIVICO SAN ROCCO
  7. ^ MIBAC, Maceo Casadei (1899-1992). Arte in trincea

BibliografiaModifica

  • La Galleria del Milione vi invita a visitare la mostra di disegni e guazzi di guerra del pittore Maceo Casadei aperta nelle sue sale da mercoledi 30 settembre a lunedi 12 ottobre 1942-20, Galleria del Milione, Milano 1942(?)
  • Giordano Viroli, Maceo Casadei, Bologna 1977
  • Giordano Viroli (a cura di), Maceo Casadei. Catalogo Generale, Forlì 1997
  • Maceo Casadei fotografo di guerra. Scatti e memorie, Lions Club, Forlì 2008
  • Maceo Casadei. 1899-1992. Dalla collezione Tosello, Ferrara 2009
  • Alessandra Imbellone (a cura di), Maceo. Anni romani 1934-1944, Silvana, Cinisello Balsamo 2008.

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN15650041 · ISNI (EN0000 0000 4821 3030 · LCCN (ENnr2001048758 · GND (DE122351967 · WorldCat Identities (ENnr2001-048758
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