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Madāʾin Ṣāliḥ
al-Ḥijr
Madain Saleh (6730361263).jpg
Alcune delle tombe di Madāʾin Ṣāliḥ.
Localizzazione
StatoArabia Saudita Arabia Saudita
Dimensioni
Superficie16 210 000 
Mappa di localizzazione

Coordinate: 26°48′51″N 37°56′51″E / 26.814167°N 37.9475°E26.814167; 37.9475

UNESCO white logo.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Mada’in Salih
(EN) Al-Hijr Archaeological Site (Madâin Sâlih)
TipoCulturali
Criterio(ii)(iii)
PericoloNon in pericolo
Riconosciuto dal2008
Scheda UNESCO(EN) Scheda
(FR) Scheda

Mada'in Salih (in arabo: مدائن صالح‎, Madāʾin Ṣāliḥ "Le città di Ṣāliḥ[1]"), chiamata anche al-Ḥijr ("luogo roccioso"), è un'antica città situata nell'Hijaz settentrionale (nell'attuale Arabia Saudita), a circa 22 km dalla città di al-ʿUlā (in arabo: العلا‎).

Indice

StoriaModifica

In tempi antichi la città era abitata da Thamudeni e Nabatei, ed era conosciuta con il nome di Hegra. Fu occupata da legionari romani durante l'espansione di Traiano nel Vicino Oriente, nel secondo secolo d.C.

Alcune delle iscrizioni rinvenute in questo luogo sono state datate al I millennio a.C. Tutti gli altri elementi architetturali risalgono invece al periodo dei Thamudeni e dei Nabatei, tra il II secolo a.C. ed i II secolo d.C.[2]

Recentemente sono state scoperte evidenze dell'occupazione romana ai tempi di Traiano e forse di Adriano: l'area montuosa di Hijaz nell'Arabia nordoccidentale probabilmente era parzialmente fertile e fece parte della provincia romana dell'Arabia Petrea con capitale Petra[3]

Nel 2008, l'UNESCO ha iscritto Madāʾin Ṣāliḥ tra i patrimoni dell'umanità, rendendolo il primo patrimonio riconosciuto dell'Arabia Saudita.[4]

Madāʾin Ṣāliḥ nel CoranoModifica

All'interno della società araba, Madāʾin Ṣāliḥ è considerata un luogo maledetto, a causa del fatto che viene citato nella sūra XV del Corano, intitolata al-Hijr.

Sura Lingua originale Traduzione in italiano
15:80 Wa laqad kadhdhaba aṣḥābu al-Ḥijri al-mursalīna E anche quelli di al-Ḥiǧr han smentito gli Inviati
15:81 Wa ataynāhum ayātinā fa-kanū ʿanhā muʿriḍīna e portammo i Nostri Segni e non li hanno guardati
15:82 Wa kānū yanḥitūna min al-jibāli buyūtan aminīna e case si scavan nei monti, sicuri
15:83 Fa-akhadhathumu al-ṣayḥatu muṣbiḥīna ma li sorprese il Grido, allo spuntar dell'aurora!
15:84 Fa-mā aghnā ʿanhum mā kānū yaksibūna E non servirono l'opere loro, a nulla.
traduzione di Alessandro Bausani[5]

A causa di questi versetti, molti sauditi sconsigliano in buona fede, a musulmani e non, di intraprendere pellegrinaggi verso questo luogo, nonostante lo stesso governo cerchi di incoraggiarne il turismo.[6]

TurismoModifica

Madāʾin Ṣāliḥ è oggi uno dei piccoli gioielli turistici sauditi. Viene considerata seconda solo alla famosa Petra (Giordania) per le sue rovine nabatee. Secondo il sito Nabatae.net "contiene 131 tombe dislocate lungo oltre 13,4 chilometri, che necessitano di molte ore per essere visitate tutte con una guida. La città possiede mura, torri, condotti d'acqua e cisterne".[7]

Per poterla visitare è necessario un visto turistico, solitamente rilasciato a gruppi organizzati.

NoteModifica

  1. ^ Nome di un profeta arabo che, secondo il Corano, precedette Maometto.
  2. ^ al-Hijr (Mada'in Salih) - UNESCO World Heritage Centre
  3. ^ Romani a Madain Salih, su saudiaramcoworld.com. URL consultato il 17 giugno 2010 (archiviato dall'url originale il 23 ottobre 2014).
  4. ^ Annuncio ufficiale dell'iscrizione del patrimonio
  5. ^ Alessandro Bausani, Il Corano, Firenze, Sansoni, 1961.
  6. ^ Incoraggiamento ufficiale al turismo da parte del governo
  7. ^ Informazioni su nabataea.net

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

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