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Madregolo

frazione italiana della provincia di Parma
Madregolo
frazione
Madregolo – Veduta
Chiesa di San Martino
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
ProvinciaProvincia di Parma-Stemma.svg Parma
ComuneCollecchio-Stemma.png Collecchio
Territorio
Coordinate44°47′32.03″N 10°13′15.24″E / 44.79223°N 10.2209°E44.79223; 10.2209 (Madregolo)Coordinate: 44°47′32.03″N 10°13′15.24″E / 44.79223°N 10.2209°E44.79223; 10.2209 (Madregolo)
Altitudine76 m s.l.m.
Abitanti632[2]
Altre informazioni
Cod. postale43044
Prefisso0521
Fuso orarioUTC+1
Nome abitantimadregolesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Madregolo
Madregolo

Madregolo è una piccola frazione del comune di Collecchio, in provincia di Parma.

La località dista 4,69 km dal capoluogo.[1]

Origini del nomeModifica

La località era chiamata originariamente Macretulo, poi Matricule, dal latino Vicus Mecritulus, ossia "luogo magro, poco fertile", per contrapporla alla vicina Vicofertile, dal latino Vicus Fertilis, ossia "villaggio fertile"; ciò era dovuto alla vicinanza col fiume Taro, che spesso ne inondava il territorio, poco adatto dunque alle coltivazioni stanziali.[3]

StoriaModifica

Il territorio madregolese risultava abitato già durante l'età del bronzo; a testimonianza di ciò si conservano alcune tracce di un villaggio palafitticolo nella zona oggi detta "Toriazzo".[3]

La zona era sicuramente abitata anche in epoca romana: le suddivisioni delle terre e la rete viaria ricalcano ancora lo schema geometrico dell'antica centuriazione.[3]

Nel Medioevo l'importanza del territorio, assegnato alla diocesi di Parma,[4] crebbe grazie alla presenza del guado sul fiume Taro della Via Francigena, percorsa da numerosi pellegrini diretti a Roma dal nord Europa; per questo vi furono edificati la pieve romanica[3] e il castello, esistente già nell'XI secolo.[5]

Nel 1081 l'imperatore del Sacro Romano Impero Enrico IV di Franconia confermò i diritti su Madregolo al vescovo di Parma Everardo.[5]

Verso la fine del XIV secolo la diocesi assegnò a Ugolotto Biancardo il feudo; nel 1404 i Rossi assaltarono il castello, espugnandolo, ma pochi giorni dopo, in seguito alla conquista del castello di Felino da parte di Ottobuono de' Terzi,[4] il Biancardo rientrò in possesso del forte,[6] ove morì nel 1408.[7]

L'anno seguente il maniero fu occupato dalle truppe del marchese di Ferrara Niccolò III d'Este,[8] che lo assegnò ai conti Sanvitale.[9] Nel 1420 Niccolò III cedette in cambio di Reggio Parma e il suo territorio al duca di Milano Filippo Maria Visconti, che nel 1421 intimò a Giberto e Gianmartino Sanvitale l'immediata distruzione del castello.[10]

Nel 1495, durante la battaglia di Fornovo, le truppe milanesi comandate dal conte di Caiazzo Gianfrancesco Sanseverino posero il campo a Madregolo.[11]

In seguito la zona, grazie a canalizzazioni e arginature, fu messa in sicurezza dal punto di vista idraulico, favorendo lo sviluppo della frazione, oggi sede di attività artigianali, agricole e industriali.[3]

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Chiesa di San MartinoModifica

 
Facciata della chiesa di San Martino
 
Campanile della chiesa di San Martino
 Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di San Martino (Madregolo).

Edificata probabilmente nel XII secolo, dopo la distruzione della pieve di Garfagnana a causa di una rovinosa piena del fiume Taro, la chiesa romanica fu quasi completamente ricostruita in stile barocco nel 1636, riutilizzando parte dei materiali dell'antico edificio; il tempio conserva, murati negli spigoli del campanile, quattro capitelli raffiguranti gli Evangelisti, risalenti al XII secolo; all'interno sono inoltre presenti vari dipinti seicenteschi, settecenteschi e ottocenteschi, tra cui la pala rappresentante San Martino e il povero.[12][13]

CastelloModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Castello di Madregolo.

Donato nel 1081 da Enrico IV di Franconia alla Diocesi di Parma, il castello fu assegnato verso il 1400 al condottiero Ugolotto Biancardo e nel 1409 ai conti Sanvitale; acquisito dai Terzi nel 1421 grazie all'intervento di Filippo Maria Visconti, fu successivamente abbattuto per ordine del Duca; ricostruito probabilmente nei decenni seguenti e utilizzato come accampamento durante la battaglia di Fornovo del 1495, fu forse successivamente distrutto da un incendio; secondo alcune ipotesi sui suoi resti fu edificata la corte dei Torrioni, ma secondo altre la fortezza originaria sarebbe sorta più a nord, lungo strada Castellarso, oppure in corrispondenza dell'odierno alveo del fiume Taro.[14][11][15]

Corte dei TorrioniModifica

 
Corte dei Torrioni

Costruita secondo alcune ipotesi sui resti dell'antico castello, la corte rurale fortificata, nota anche come "Il Torrione", fu completamente restaurata agli inizi del XXI secolo e trasformata in edificio residenziale; caratterizzata dalla presenza di due torri, la struttura in pietra poggia su fondamenta probabilmente cinquecentesche.[15]

NoteModifica

  1. ^ a b La Frazione di Madregolo, su italia.indettaglio.it. URL consultato il 28 gennaio 2017.
  2. ^ [1]
  3. ^ a b c d e Madregolo, su www.comune.collecchio.pr.it. URL consultato il 28 gennaio 2017.
  4. ^ a b Massa, pp. 224-225.
  5. ^ a b Cherbi, p. 266.
  6. ^ Pezzana, 1842, p. 67.
  7. ^ Pezzana, 1842, p. 101.
  8. ^ Pezzana, 1842, p. 129.
  9. ^ Pezzana, 1842, p. 132.
  10. ^ Pezzana, 1842, p. 195.
  11. ^ a b Pezzana, 1859, p. 282.
  12. ^ Fallini, Calidoni, Rapetti, Ughetti, pp. 132-134.
  13. ^ Chiesa di San Martino "Madregolo, Collecchio", su www.chieseitaliane.chiesacattolica.it. URL consultato il 1º febbraio 2018.
  14. ^ Calidoni, Basteri, Bottazzi, Rapetti, Rossi, p. 67.
  15. ^ a b Madregolo: il Castello, su www.google.com. URL consultato il 6 novembre 2018.

BibliografiaModifica

  • Mario Calidoni, Maria Cristina Basteri, Gianluca Bottazzi, Caterina Rapetti, Sauro Rossi, Castelli e borghi. Alla ricerca dei luoghi del Medioevo a Parma e nel suo territori, Parma, MUP Editore, 2009, ISBN 978-88-7847-241-9.
  • Francesco Cherbi, Le grandi epoche sacre, diplomatiche, cronologiche, critiche della chiesa vescovile di Parma, Tomo I, Parma, Stamperia Carmignani, 1835.
  • Marco Fallini, Mario Calidoni, Caterina Rapetti, Luigi Ughetti, Terra di pievi, Parma, MUP Editore, 2006, ISBN 88-7847-021-X.
  • Eugenio Massa, Parma, città e provincia; nuovissima guida regionale illustrata con annessa carta topografica, Bologna, Ass. Agraria Parmense, 1913.
  • Angelo Pezzana, Storia della città di Parma continuata, Tomo secondo, Parma, Ducale Tipografia, 1842.
  • Angelo Pezzana, Storia della città di Parma continuata, Tomo quinto, Parma, Reale Tipografia, 1859.

Voci correlateModifica

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