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La famiglia Marquett, volgarmente detta Marchetti, di origine catalana, è presente in Sicilia dalla fine del XIII secolo.

Il primo rappresentante della famiglia in Sicilia fu il barcellonese Raimondo Marquett, viceammiraglio dei re Pietro e Giacomo d'Aragona.[1], il quale, per i servizi prestati, ricevette feudi e beni nel territorio di Siracusa[2].

Un ramo della famiglia nel XIV secolo si trasferì a Messina, dove si distinsero: Perrotto, senatore della città (1550-1551); Guiscardo, castellano del Real Palazzo (1580); Pietro, tesoriere generale del regno (1562); Tommaso, senatore (1565); Baldassare, cavaliere di Malta, balì di Napoli e di Santo Stefano; Giuseppe, senatore e governatore della Tavola Pecuniaria; Tommaso, cinque volte senatore di Messina, principe dell'Ordine militare della Stella, nel 1648 ottenne il titolo di duca di Belviso; gli successe Raimondo, senatore nel 1674-75[3].

Pietro Marquett de Guevara, primo barone di Ucria, fu comandante di 18 galee nella battaglia di Lepanto del 1571.[4]

La Chiesa Madre di Ucria conserva, ancora oggi, il sepolcro del barone don Giuseppe Marquett Giardina (1650)[5]. La famiglia, secondo il Minutolo "Memorie del Gran Priorato di Messina", è estinta.

NoteModifica

  1. ^ Francesco Maria Emanuele Gaetani, Della Sicilia nobile., 1754, p.5
  2. ^ Antonino Marrone, Repertorio della feudalità siciliana, 1282-1390 – Palermo, Mediterranea. Ricerche storiche, 2006, pag. 255
  3. ^ Antonino Mango, Nobiliario di Sicilia, 1912.
  4. ^ Giuseppe Arenaprimo, La Sicilia nella battaglia di Lepanto, Ed. Principato, 1892
  5. ^ Chiesa Madre di Ucria Archiviato il 23 luglio 2013 in Internet Archive.

Voci correlateModifica