La metonimia (pronunciabile tanto metonimìa, alla greca, quanto metonìmia, alla latina; il termine deriva dal greco μετωνυμία metōnymía, composto da μετά metà "attraverso/oltre" e ὄνομα ònoma "nome", con significato "scambio di nome") è una figura retorica che consiste nella sostituzione di un termine con un altro che ha con il primo una relazione di vicinanza, attuando una sorta di trasferimento di significato.[1]

La metonimia è una figura retorica paragonabile alla sineddoche, ma, mentre quest'ultima si basa su una relazione di carattere quantitativo tra due termini, al contrario, nella metonimia il carattere della relazione tra i due termini è di tipo qualitativo.

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DescrizioneModifica

Nella metonimia la relazione è di tipo qualitativo (l'autore per l'opera, la materia per l'oggetto, la causa per l'effetto, etc.), nella sineddoche invece è di tipo quantitativo (la parte per il tutto, il genere per la specie, il singolare per il plurale, etc.).

Esistono numerosi tipi di modalità di sostituzione afferenti alla metonimia, per esempio[1]:

  • l'autore per l'opera ("mi piace leggere Dante" / le opere di Dante, "ascolto Mozart" / le opere di Mozart.)
  • la causa per l'effetto ("ha una buona penna" / egli sa scrivere bene)
  • il contenente per il contenuto ("bere un bicchiere" / il vino del bicchiere) ("stendere la lavatrice" / il bucato della lavatrice)
  • l'astratto per il concreto ("confidare nell'amicizia" / negli amici)
  • il concreto per l'astratto ("ascoltare il proprio cuore" / i propri sentimenti, "ha gli strumenti" / ha le capacità)
  • la materia per l'oggetto ("ammiro i marmi del Partenone" / ammiro le statue del Partenone)
  • la sede o l'odonimo per l'istituzione ("notizie da Montecitorio" / notizie provenienti dalla camera dei deputati): si parla in questo caso di "metonimia topografica"[2]

In tutti questi casi il termine usato indica comunque il concetto da esprimere malgrado la mancanza del termine proprio, in quanto tra le due parole c'è una connessione diretta o indiretta.

La metonimia ricorre spesso nella poesia ermetica.

NoteModifica

  1. ^ a b Anna De Maestri e Mariella Moretti, Breve dizionario di retorica, stilistica e metrica, in Percorsi europei. Antologia ed educazione linguistica. Per la Scuola media, vol. 1, Bompiani, 1993, p. 618, ISBN 978-8845047152.
  2. ^ Silverio Novelli, I luoghi che parlano Archiviato il 18 marzo 2011 in Internet Archive., treccani.it.

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