Milan Kučan

politico sloveno
Milan Kučan
Milan Kucan.jpg

Presidente della Repubblica di Slovenia
Durata mandato 23 dicembre 1991 –
22 dicembre 2002
Predecessore carica istituita
Successore Janez Drnovšek

Presidente della Presidenza della Repubblica Socialista di Slovenia
Durata mandato 10 maggio 1990 –
23 dicembre 1991
Predecessore Janez Stanovnik
Successore carica abolita

Presidente della Presidenza della Lega dei Comunisti della Slovenia
Durata mandato maggio 1986 –
dicembre 1989
Predecessore Andrej Marinc
Successore Ciril Ribičič

Dati generali
Partito politico Lega dei Comunisti di Jugoslavia
(fino al 1991)
Socialdemocratici
(dal 1991)
Università Università di Lubiana
Firma Firma di Milan Kučan

Milan Kučan (Križevci, 14 gennaio 1941) è un politico sloveno.

BiografiaModifica

Il padre, ufficiale della Resistenza jugoslava, fu ucciso dai nazisti. Dopo gli studi a Murska Sobota, ottenne la laurea in legge nel 1964 a Lubiana. Iniziata la carriera politica subito dopo la conclusione degli studi, divenne leader della Lega dei Comunisti della Slovenia nel 1986. Sostenitore di una linea riformatrice all'interno dell'apparato politico ed economico sloveno, a livello federale sostenne i diritti delle minoranze albanesi del Kosovo e il diritto delle nazioni all'autodeterminazione e al pluralismo politico, entrando così in contrasto con Slobodan Milošević e l'élite serba.

Nel 1990, soprattutto grazie alla grande popolarità personale, fu eletto alla Presidenza della Repubblica, nonostante il suo partito avesse perso le elezioni legislative a favore della Coalizione DEMOS, formata da partiti anticomunisti. Consapevole di non aver alcun margine di mediazione con Milošević, che puntava alla creazione di uno stato centralista a guida serba e al ridimensionamento dell'autonomia delle diverse repubbliche jugoslave, Kučan aderì al progetto d'indipendenza della Slovenia, proposto dalle forze di Governo.

Il Paese proclamò l'indipendenza il 25 giugno del 1991, dopo che gli sloveni si erano proclamati a favore della sovranità con lo strumento referendario. Collaborò strettamente con il Governo alla guida del Paese nella guerra dei dieci giorni, tra la Difesa Territoriale slovena (che prendeva possesso dei confini con Italia, Austria e Ungheria) e l'esercito federale jugoslavo.

Fu riconfermato con un'ampia maggioranza nel 1992, vincendo al primo turno le elezioni presidenziali, e nuovamente nel 1997. Con la sua politica favorì apertamente l'avvicinamento del paese alla NATO e all'Unione europea. Al termine del secondo e ultimo mandato presidenziale, fu sostituito dall'ex primo ministro Janez Drnovšek.

OnorificenzeModifica

Onorificenze straniereModifica

  Collare dell'Ordine della Croce della Terra Mariana (Estonia)
— 1997
  Gran Collare dell'Ordine dell'Infante Dom Henrique (Portogallo)
— 17 maggio 2000
  Membro di I Classe dell'Ordine della Doppia Croce Bianca (Slovacchia)
— 2001
  Cavaliere dell'Ordine dell'Elefante (Danimarca)
— 10 ottobre 2001
  Cavaliere di Gran Croce del Grand'Ordine del Re Tomislavo (Croazia)
«Per l'eccezionale contributo allo sviluppo delle relazioni interstatali e dell'amicizia tra la Repubblica di Croazia e la Repubblica di Slovenia.»
— Zagabria, 5 dicembre 2001[1]
  Collare dell'Ordine della Stella di Romania (Romania)
— 2002[2]
  Collare dell'Ordine di Isabella la Cattolica (Spagna)
— 1º luglio 2002[3]
  Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Bianca (Polonia)
— 10 settembre 2002
  Compagno d'Onore Onorario con Collare dell'Ordine Nazionale al Merito (Malta)
— 7 ottobre 2002
  Commendatore di Gran Croce con Collare dell'Ordine delle Tre Stelle (Lettonia)

NoteModifica

  1. ^ (HR) Odluka o odlikovanju Njegove Ekscelencije Milana Kučana, Narodne novine, 5 dicembre 2001. URL consultato il 6 novembre 2010.
  2. ^ Tabella degli insigniti (XLS), su canord.presidency.ro. URL consultato il 28 novembre 2014 (archiviato dall'url originale il 28 marzo 2014).
  3. ^ Bollettino Ufficiale di Stato

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