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Minimalismo (informatica)

In informatica, minimalismo si riferisce all'applicazioni dei principi e delle filosofie minimaliste nella progettazione e l'utilizzo di hardware e software.

StoriaModifica

Nei tardi anni settanta e agli inizi degli anni ottanta, con le prime generazioni di computer, i programmatori dovevano lavorare con dei confini di risorse relativamente dispendiosi e limitati. 16 Kilobyte di RAM erano comuni, 64K erano considerati una grossa quantità e c'era il limite degli indirizzi delle CPU ad 8-bit di quei tempi. Le capacità di memorizzazione variavano dai dischi floppy a 88K ai (molto dispendiosi) dischi rigidi di 10 Megabyte. Le memorie dei personal computer sono aumentate nel tempo per ordini di grandezza, dove i requisiti di sistema sono rimasti gli stessi per i software legacy stagionati, facendo apparire minimalista anche il programma più elaborato e ricco di funzionalità di allora, in confronto ai software correnti. Molti di questi programmi oggi sono considerati abandonware.

UtilizzoModifica

Gli sviluppatori possono creare interfacce utente fatte in modo da essere quanto più semplici possibili eliminando button e dialog box che possono potenzialmente confondere i loro utenti. Il minimalismo talvolta è usato nel suo significato nelle arti visive, particolarmente nel disegno industriale delle periferiche hardware o temi software. John Millar Carrol, nel suo libro Minimalism Beyond the Nürnberg Funnel (minimalismo oltre il Nürnberg Funnel) ha rilevato l'uso del minimalismo con conseguente poca o nessuna curva di apprendimento con il beneficio di dispositivi instant-use come quelli dei videogiochi, bancomat e chioschi elettronici che non richiedono la lettura dei manuali da parte dell'utente.[1] I ricercatori di interfaccia utente hanno effettuato esperimenti suggerendo che il minimalismo, così come illustrato dai principi di criterio della massima parsimonia e di trasparenza, rafforzi di efficienza e apprendibilità.[2] Il minimalismo è implicito nella filosofia Unix che dice «fai una cosa e falla bene».

NoteModifica

  1. ^ John Millar Carroll, Minimalism Beyond the Nurnberg Funnel, Cambridge, Mass., MIT Press, 1998, ISBN 0-262-03249-X. URL consultato il 21 novembre 2007.
  2. ^ C. Wren e C. Reynolds, Minimalism in Ubiquitous Interface Design (PDF), in Personal and Ubiquitous Computing, vol. 8, nº 5, Springer, 2004, pp. 370–373, DOI:10.1007/s00779-004-0299-2. URL consultato il 29 luglio 2008.

Voci correlateModifica

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