Moda ecosolidale

La moda ecosolidale è un settore di tendenza che si è sviluppato negli ultimi anni sia tra le grandi griffe che tra le piccole marche. È una moda che si avvale di materiali di riciclo e prodotti naturali per promuovere un basso impatto ambientale. Un prodotto per essere ecosostenibile, dovrebbe essere locale, quindi prodotto in loco, avere un design semplice, essere durevole, essere costituito da materiali naturali e riciclabili e packaging dovrebbe essere ridotto all'essenziale. La GOTS (Global OrganicTextile Standard) definisce in modo standard e universale quando un determinato prodotto tessile può essere identificato come biologico.

I materiali ecologici per la modaModifica

Uno dei più importanti settori dell'economia mondiale è il settore tessile. Molte marche della moda hanno proposto progetti ecofriendly, ecosostenibili ed ecosolidali. La moda ecosostenibile promuove materiali naturali come il cotone, la canapa, la juta, il bambù e l'ortica.

  • Il cotone è una delle materie prime più diffuse nel mondo ed essendo soggetta all'attacco di insetti richiede l'uso di pesticidi. Il cotone però, biologicamente coltivato, non richiede l'intervento di insetticidi ma l'eliminazione avviene o in modo naturale o attirando insetti nemici degli ospiti indesiderati; questo favorisce il basso impatto ambientale e diminuisce i rischi per la salute.
  • La canapa è un altro tessuto biologico - ottenuto da fusti di piante di Cannabis sativa - che si sta via via riaffermando. La sua coltivazione non richiede né un grande quantitativo d'acqua né l'uso di insetticidi e ricopre diverse zone geografiche, dal Canada all'Australia al Sud Africa. Il precoce abbandono della sua coltura fu dovuto alla concorrenza del nylon, ma riscoperta ora come un materiale da cui si ricavano corde, tessuti, oli per cosmetici, farine e carta.
  • La juta, ricavata dalle piante del genere Corchorus, è considerata la seconda fibra più usata dopo in cotone ed è al cento per cento riciclabile e biodegradabile. Appartiene famiglia delle Malvaceae ed è utilizzata soprattutto per la creazione di involucri di beni agricoli, borse, tappeti e cinture.

Altre colture che creano vantaggi per ambiente sono il bambù e l'ortica.

  • Il bambù una pianta a portamento e sempreverde. Il suo tessuto - robusto e traspirante- ha un agente antibatterico conosciuto come Bamboo Kun con funzione deodorante. Il bambù essendo una pianta forte e resistente viene impiegata per usi diversi: dalla costruzione di condotte d'acqua rudimentali a ombrelli e stuoie.
  • L'ortica, invece, è una pianta erbacea angiosperma dicotiledone che non richiede l'uso di insetticidi e può essere coltivata per svariati anni consecutivi sulla stessa area. Da questa erba si ricava un tessuto robusto, antistatico, anallergico che poteva essere battuto e sfibrato per la tessitura di stoffe somiglianti alla canapa o al lino.

Materiali ecologici InnovativiModifica

JacrokiModifica

Nel mondo sostenibile, oltre ai tessuti biologici e alle fibre naturali, fanno la loro comparsa altri materiali innovativi. Venticinque anni fa è nata l'azienda Okinawa,[1] che sfrutta l'impiego di materiali riciclabili applicabili a svariati prodotti. Dopo due anni di lavoro viene presentato un nuovo materiale - Jacroki[2] - nato dalla lavorazione di scarti e rifiuti. La componente principale è la cellulosa (80%) incorporata con rifiuti cartacei riciclati e lattice. Jacroki si presenta in vari colori e forme, può essere lavato, stampato, e può essere usato in diversi settori, dall'arredamento alla pelletteria alla cartotecnica. Note case d'abbigliamento hanno selezionato Jacroki per le loro nuove collezioni.

Una scelta poco ecocompatibile è quella che vede l'utilizzo di cuoio e pellami per le calzature. Una decisione più ecosostenibile può ricadere sulle scarpe in canvas per un clima caldo, mentre la microfibra - materiale leggero, resistente, ed ecocompatibile perché non contiene amianto e coloranti- è più indicata per un clima invernale. Un altro materiale che promuove la salvaguardia dell'ambiente è la lorica – elastica con una soffiatura evidente - che si ricava dal poliuretano e microfibra di poliammide. La lavorazione di questo materiale non prevede l'utilizzo di prodotti tossici, quindi non è dannosa né per l'uomo né per l'ambiente

PlasticaModifica

La prima controversia sull'utilizzo delle materie plastiche sorse alla fine degli anni '60 del 900 a causa dell'elevato numero di incidenti in cui i bambini si soffocavano giocando con i sacchetti di plastica. Nonostante ciò, l'industria della plastica è riuscita a risollevarsi con il lancio di una massiccia campagna pubblicitaria di educazione all'utilizzo del materiale. Negli anni '60 il termine “plastica” è diventato un dispregiativo per indicare un qualcosa senza anima. Ma comunque la diffusione di questa materia rimase invariata, se non in aumento, grazie alle sue caratteristiche di praticità, efficacia e miglior impatto ambientale rispetto ai materiali alternativi. Ma a lungo andare, a causa degli innumerevoli prodotti plastici utilizzati si è riscontrato il grave problema dei rifiuti e del loro smaltimento. Nel 1990 negli USA erano già attivi programmi di riciclaggio che presto si sarebbero diffusi nel resto del mondo. Si introdussero i termoplastici, che possono essere rifusi e riutilizzati; i termoindurenti e tecniche con le quali le plastiche possono essere riportate a uno stato di materia prima. Artisti, stilisti, designer e creativi hanno iniziato così ad utilizzare la plastica nelle loro creazioni, proponendo così la moda del riciclaggio. Attraverso la raccolta differenziata, la plastica può essere utilizzata per produrre imballaggi, maglioni e moquette; amalgamata con una ridotta percentuale di lana rende possibile la creazione di sciarpe e golf per il periodo invernale. Vengono anche riutilizzati vecchie camere d'aria e copertoni di bicicletta per creare accessori, vecchie barbie, tappi e fondi di bottiglie, contenitori di lenti e vecchie carte di credito vengono trasformate in gioielli, dando così nuova vita a un materiale sempre stato senz'anima.

CartaModifica

La moda eco solidale fa il suo ingresso nella vita quotidiana attraverso il riciclo di bustine di tè, vetro, rullini fotografici, alluminio e plastica. La carta è uno dei materiali che meglio supporta l'idea di eco sostenibilità, consente di cerare vestiti alla moda utilizzando fazzoletti, carta igienica, francobolli e vecchi scontrini. Anche con i giornali si possono produrre abiti; grazie alla creazione di gomitoli che vengono prodotti attraverso strisce strappate e arrotolate di pagine di quotidiani. Queste vengono attorcigliate le une alle altre creando continuità senza l'utilizzo di altri materiali come ad esempio colle ed acqua. Questi particolari “fili” possono essere lavorati con dei normali ferri da maglia. La carta non è sottoposta all'utilizzo di coloranti ma la tinta del vestito è data dal colore delle pagine.

Green Carpet Fashion AwardsModifica

Il 24 settembre 2017, al Teatro alla Scala di Milano, prenderanno il via i primi Green Carpet Fashion Awards[3][4] , in occasione dell'evento Milano moda Donna. L'iniziativa, promossa dalla Camera Nazionale della Moda Italiana in collaborazione con Eco Age, premierà l'eco sostenibilità nel mondo della moda. All'evento parteciperanno non solo stilisti italiani noti a livello internazionale (come Giorgio Armani, Prada, Gucci e Fendi) ma anche tanti designer emergenti.

Per poter partecipare, stilisti e designer dovranno allinearsi dieci criteri guida (indicati sul sito ufficiale di Eco Age) che delineano i livelli di eco sostenibilità tramite i quali operano.

L'obiettivo principale dell'evento è infatti quello di premiare le marche che si distinguono per l'utilizzo di codici etici ed eco sostenibili nei loro criteri di creazione e produzione. I riconoscimenti a tale evento non coinvolgono solo i designer, ma anche coloro che lavorano nell'industria manifatturiera legata alla moda.

Livia Firth, fondatrice dell'iniziativa Eco Age, ha sottolineato la grande potenzialità del patrimonio del design italiano per promuovere il progetto a livello internazionale. A tale proposito ha infatti dichiarato che l'Italia è uno dei paesi in cui l'attenzione alla sostenibilità nelle produzioni di moda è più alta rispetto ad altri [5].

Un altro importante obiettivo dell'iniziativa è partire dall'Italia per poi allargarsi a tutto il mondo. L'evento infatti è il primo che si tiene su scala globale, mentre altri eventi simili sono stati portati avanti solo su scala nazionale.

FontiModifica

NoteModifica

  1. ^ Okinawa Archiviato il 5 maggio 2010 in Internet Archive.
  2. ^ Jacroki Archiviato il 16 febbraio 2010 in Internet Archive.
  3. ^ (EN) Italy launches 'Green Carpet' fashion awards - Capital Lifestyle, in Capital Lifestyle, 24 febbraio 2017. URL consultato il 12 marzo 2017.
  4. ^ CNMI ed Eco-Age presentano il Green Carpet Fashion Awards, Italia 2017 - Vogue.it, in Vogue.it, 22 febbraio 2017. URL consultato il 12 marzo 2017.
  5. ^ The Green Carpet Fashion Award Italia 2017 - L'Officiel, su www.lofficielitalia.com. URL consultato il 12 marzo 2017.

Collegamenti esterniModifica