Mohammad Javad Zarif

diplomatico iraniano
Mohammad Javad Zarif
Mohammad Javad Zarif 2013.jpg
Mohammad Javad Zarif nel 2013

Ministro degli affari esteri dell'Iran
In carica
Inizio mandato 4 agosto 2013
Predecessore Ali Akbar Salehi

Rappresentante dell'Iran alle Nazioni Unite
Durata mandato 2002 –
6 luglio 2007
Successore Mohammad Khazaee

Dati generali
Titolo di studio Laurea in relazioni internazionali, dottorato in diritto internazionale
Professione Professore di diritto internazionale; Diplomatico
Firma Firma di Mohammad Javad Zarif

Mohammad Javad Zarif (Persiano: محمدجواد ظریف پیرانشهری ; Teheran, 7 gennaio 1960) è un diplomatico iraniano, ministro degli affari esteri dell'Iran nel governo di Hassan Rouhani (2013-presente). Negli anni precedenti alla sua nomina ha ricoperto ruoli importanti come diplomatico e negoziatore dal 1990.

Gioventù e studiModifica

Zarif nacque il 7 gennaio 1960 a Teheran.[1] Studiò relazioni internazionali alla San Francisco State University[2][3] Frequentò la Josef Korbel School of International Studies alla Università di Denver e nel 1988 ottenne un dottorato in diritto internazionale e linea politica.[4][5]

CarrieraModifica

DiplomaticoModifica

Uno dei primi e più importanti incarichi diplomatici di Zarif fu la soluzione della crisi degli ostaggi statunitensi in Libano, il quale si rivelò un successo in quanto Zarif riuscì a garantire la liberazione degli ostaggi statunitensi, come ricorda l'incaricato delle Nazioni Unite Giandomenico Picco. Nonostante l'assenza di ringraziamenti per la soluzione della crisi a causa dei decenni di silenzio diplomatico tra i due paesi, Zarif rimaneva nonostante ciò determinato a ristabilire i rapporti con gli Stati Uniti.[6]

Nel 2000 Zarif divenne presidente della commissione asiatica per la conferenza mondiale sul razzismo, ed il presidente della commissione per il disarmamento alle Nazioni Unite. Insegnò inoltre diritto internazionale alla Università di Tehran. Coprì il ruolo di vicepresidente della Islamic Azad University come responsabile dei rapporti esteri.[7] È stato editore di un numero di riviste accademiche, quali la "Iranian Journal of International Affairs" e "Iranian Foreign Policy", scrivendo estensivamente su argomenti quali disarmamento, diritti umani, diritto internazionale e conflitti regionali.[8]

Dal 2002 al 2007 fu il rappresentante dell'Iran alle Nazioni Unite.[3] Fu coinvolto nello sviluppo del cosiddetto "Gran Bargain", un piano per la risoluzione dei conflitti con gli Stati Uniti nel 2003, il quale non fu concluso per via dell'elezione del presidente conservatore Ahmadinejad negli anni successivi.[9] Durante il suo ruolo nelle Nazioni Unite, Zarif ebbe alcuni incontri privati con prominenti politici di Washington, tra i quali il senatore Joseph Biden e Chuck Hagel.[9] Zarif si dimise dal proprio incarico nel 6 luglio 2007[10] e fu succeduto da Mohammad Khazaee[11]

Nel 2007, Zarif parlò alla conferenza della American Iranian Council in New Jersey, il quale includeva personaggi importanti quali Chuck Hagel, Dennis Kucinich, Nicholas Kristof e Andres Liden, per discutere le relazioni tra Stati Uniti ed Iran e possibili risoluzioni per il conflitto.[12]

Ministro degli affari esteriModifica

Nel 23 luglio del 2013 vi fu una dichiarazione sul fatto che Zarif fosse la scelta per il ministro degli esteri di Rouhani. La notizia fu confermata solo il 4 agosto 2013 quando Rouhani nominò personalmente Zarif al parlamento iraniano.[13] Fu confermato dal parlamento con 232 voti a favore, sostituendo dunque il precedente ministro Ali Akbar Salehi.[14]

Nel 5 settembre 2013, congratulandosi con gli ebrei per la celebrazione del Rosh Hashana, Zarif scrisse su Twitter che l'Iran non nega l'olocausto, distanziandosi dalle posizioni estreme dell'ex-presidente Ahmadinejad, notando con ironia inoltre che tale individuo "non esiste più", riferendosi al disastro politico ed economico lasciato in eredità al governo Rouhani da parte di Ahmadinejad.[15] L'autenticità della dichiarazione fu riconfermata da Christiane Amanpour della CNN.[16]

Nel 27 settembre del 2013 vi fu l'incontro storico tra Zarif ed il segretario di Stato degli Stati Uniti John Kerry, durante il summit P5+1. Questa fu la prima occasione dopo sei anni che personaggi di tale rango provenienti dai due paesi tenevano un incontro ufficiale.[17][18] Dopo l'incontro John Kerry dichiarò "abbiamo avuto un incontro costruttivo, e penso che siamo tutti felici del fatto che il ministro Zarif sia venuto e abbia esposto le sue idee, molto diverse nel tono e nella visione per il futuro" (tradotto dall'inglese) .[19] Il 25 Febbraio 2019 Zarif si dimette a sorpresa dalla sua carica di ministro degli esteri, salvo poi restare ministro degli esteri dopo il rifiuto di Rohani verso le sue dimissioni.

Vita personaleModifica

Zarif è sposato ed ha una figlia ed un figlio che vivono attualmente negli Stati Uniti.[15] Parla fluentemente l'inglese.[9]

NoteModifica

  1. ^ Biografia di Mohammad Javad Zarif
  2. ^ Kanbiz Foroohar, Rohani Taps U.S.-Educated Minister to End Iran Sanctions, in Bloomberg, 5 agosto 2013. URL consultato il 18 agosto 2013.
  3. ^ a b Golnaz Esfendiari, Iran's 'Olive Branch' Foreign Minister Nominee Makes His Case In Parliament, in Radio Free Europe, 14 agosto 2013. URL consultato il 15 agosto 2013.
  4. ^ Iran's Rouhani unveils cabinet of technocrats, in The Daily Star, 4 agosto 2013. URL consultato il 7 agosto 2013.
  5. ^ Key figures in the Cabinet of Iran’s new president, in The Washington Post, AP, 15 agosto 2013. URL consultato il 22 agosto 2013 (archiviato dall'url originale il 25 ottobre 2016).
  6. ^ Iran's Foreign Minister Nominee Seen as Olive Branch to US Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive. Reuters via VOA (Dubai), 29 luglio 2013
  7. ^ محمد جواد ظریف معاون جاسبي شد Shafaf
  8. ^ Dr. Javad Zarif, UN. URL consultato il 2 settembre 2011.
  9. ^ a b c Rohani Taps U.S.-Educated Minister to End Iran Sanctions Kambiz Foroohar, Bloomberg, 4 agosto 2013
  10. ^ Welcome to the personal web site of Dr. M. Javad Zarif, Zarif. URL consultato il 2 settembre 2011 (archiviato dall'url originale il 27 settembre 2011).
  11. ^ وب سایتهای ایرنا, in IRNA. URL consultato il 2 settembre 2011 (archiviato dall'url originale il 22 luglio 2011).
  12. ^ Has the U.S. Played a Role in Fomenting Unrest During Iran’s Election?, in Foreign Policy Journal, 23 giugno 2009. URL consultato il 2 settembre 2011.
  13. ^ هشت نفر از اعضای کابینه روحانی نهایی شدند +اسامی Archiviato il 23 luglio 2013 in Archive.is. Iran Elections
  14. ^ Saeed Kamali Dehghan, Iran's parliament approves 15 of Hassan Rouhani's 18 cabinet ministers, in The Guardian, 15 agosto 2013. URL consultato il 15 agosto 2013.
  15. ^ a b Noah Rayman, Iran Doesn't Deny the Holocaust, New Foreign Minister Says on Twitter, in Time. URL consultato il 6 settembre 2013.
  16. ^ (FA) توئیتر منسوب به ظریف: انکارکننده هولوکاست، دیگر رفته ‌است, in BBC Persian. URL consultato il 6 settembre 2013.
  17. ^ Diplomats hail new Iranian attitude in nuke talks
  18. ^ U.S., Iran voice optimism and caution after rare encounter
  19. ^ Remarks After the P-5+1 Ministerial on Iran

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Collegamenti esterniModifica

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