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Narvalo
Descrizione generale
Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg
Tiposommergibile sperimentale di piccola crociera
ClasseGlauco
ProprietàFlag of Italy (1861-1946) crowned.svg Regia Marina
CantiereRegio Arsenale, Venezia
Impostazione1904
Varo21 ottobre 1906
Entrata in servizio16 maggio 1907
Radiazione26 settembre 1918
Destino finaledemolito
Caratteristiche generali
Dislocamento in immersione243 t
Dislocamento in emersione160 t
Lunghezza36,8 m
Larghezza4,32 m
Pescaggio2,5 m
Profondità operativa25 m
Propulsione4 motori a benzina FIAT da 600 CV
2 motori elettrici Savigliano da 170 cv complessivi
2 eliche
Velocità in immersione 6,2 nodi
Velocità in emersione 13 nodi
Autonomiain emersione 150 miglia nautiche a 13 nodi
o 225 mn a 10 nodi
in immersione 18,6 mn a 6,2 nodi
o 81 mn a 3,5 nodi
Equipaggio2 ufficiali, 13 sottufficiali e marinai
Armamento
Siluri3 tubi lanciasiluri da 450 mm a prua
2 siluri
Note
MottoSilenter sub undis victoriam parat

dati tratti da www.betasom.it

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Il Narvalo è stato un sommergibile della Regia Marina.

StoriaModifica

Dopo l'entrata in servizio fu impiegato nell'addestramento nelle acque dell'Alto Adriatico, avendo come base Venezia[1][2].

Prese parte all'esercitazione del 1908 in Mar Tirreno[2][1].

All'ingresso dell'Italia nella prima guerra mondiale fu dislocato a Brindisi, in seno alla IV Squadriglia Sommergibili, con il tenente di vascello Ottavio Siccoli come comandante[1][2][3]. Fu impiegato in funzione difensiva[1][2].

Nel 1916 assunse il comando dell'unità il tenente di vascello Baccon; nel maggio dello stesso anno il sommergibile fu messo sotto il controllo diretto del Comando Sommergibili[1][2].

Nel gennaio 1917 comandava il sommergibile il tenente di vascello Cavalleri[4].

Nel 1918 – comandava l'unità il tenente di vascello Gino Bombelli – fu trasferito a Porto Corsini[1][2].

Il 3 agosto 1918 fu messo in riserva[1][2] e venne successivamente radiato e demolito.

In tutta la guerra il Narvalo aveva svolto complessivamente 65 missioni di agguato difensivo a breve distanza dalla costa, per totali 436 ore di navigazione in superficie e 268 in immersione[2][1].

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • Franco Favre, La Marina nella Grande Guerra. Le operazioni aeree, navali, subacquee e terrestri in Adriatico, Gaspari Editore, 2008, ISBN 978-88-7541-135-0.
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