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Niccolò da Montefeltro

condottiero italiano
Niccolò da Montefeltro

Niccolò da Montefeltro (13191367) è stato un condottiero e capitano di ventura italiano.

Stemma della famiglia Da Montefeltro

Da non confondere con un suo omonimo, morto nel 1348, figlio naturale di Federico I da Montefeltro (come invece avviene in Litta e in Ugolini, 1859)[1]

Il condottieroModifica

Nel 1338, fu al servizio prima degli Ordelaffi e poi dei Malatesta.

Nel 1351, servì lo Stato della Chiesa e sconfisse i Visconti, poi venne assoldato da Firenze in soccorso ai pontifici contro il prefetto Giovanni di Vico, che sconfisse con la conquista di Viterbo avvenuta nel 1354. L'anno dopo, passò nuovamente al servizio della Chiesa, ma ne abbandonò poi gli stipendi per unirsi al Conte Lando nella battaglia contro il regno di Napoli.

Fu assoldato da Firenze contro Pisa nel 1362, e a capo di 100 cavalieri, distrusse e devastò diversi centri fino ad arrivare alla città avversaria.

Compagnia del CappellettoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Battaglia della Valdichiana.

Nell'agosto del 1362, in seguito alla conquista di Peccioli, chiese ai fiorentini il raddoppio della paga, e quando questi rifiutarono, creò la Compagnia del Cappelletto raccogliendo mille cavalieri italiani, tedeschi e borgognoni. Nell'ottobre dello stesso anno conquistò il Castello di Simigni.

«La presura di Peccioli fu materia di scandolo tra’l comune di Firenze e’ soldati: perocché certi di loro, ciò fu il conte Niccolò da Urbino, Ugolino de’ Sabatini di Bologna, e Marcolfo de’ Rossi da Rimini, uomini di grande animo e seguito, con la maggior parte de’ conestabili tedeschi, a istigamento dei procuratori di loro paghe, a dì XXX agosto di detto anno …, mossono lite al comune, dicendo che per la presura di Piccioli dovevano avere paga doppia e mese compiuto … I priori determinarono che la loro domanda non era ragionevole, onde tornato al campo lo ambasciatore con questa risposta, furiosamente il detto Niccolò, Ugolino e Marcolfo puosono un cappello in su una lancia, dicendo che chi voleva paga doppia e mese compiuto si mettesse sotto il detto segno: i quali in poca d’ora si ricolgono il detto Niccolò, Ugolino e Marcolfo con loro brigate e molti caporali tedeschi e borgognoni, tanto che passarono il numero di mille uomini da cavallo … come ciò fu noto a Firenze il detto Niccolò, Ugolino e Marcolfo, e conestabili tedeschi di presente furono cassi (licenziati): ed essi si ragunarono all’Ossaia in quel d’Arezzo e crearono compagnia, la quale per lo caso detto di sopra, del cappello posto in sulla lancia, titolarono la compagnia del cappelletto …»

(Matteo Villani, Cronica)

A capo della sua compagnia di ventura, nel 1363, tornò al soldo di Firenze prima contro Pisa e poi contro Siena. Dai senesi furono sconfitti nella battaglia della Valdichiana e si allontanarono dal loro territorio. Fu poi assoldato da Perugia, per conto del quale devastò il contado di Todi.

Combatté nel Lazio contro le milizie di Orso Orsini, ma nel 1365, fu costretto a sciogliere la propria compagnia di ventura, perché da tempo era inattiva, e perciò la fece confluire nella Compagnia di San Giorgio.

Capitano generale dello Stato della ChiesaModifica

Nel febbraio del 1367 fu nominato capitano Generale dello Stato della Chiesa, e nel mese di agosto dello stesso anno morì a Viterbo nella fortezza del Belriposo.

BibliografiaModifica

  • G. Franceschini - I Montefeltro - Dall'Oglio, Milano, 1970

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica