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Notte delle matite

Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando il film del 1986, vedi La notte delle matite spezzate.
Notte delle matite
TipoDesaparecidos
Data16 settembre 1976
LuogoBuenos Aires
StatoArgentina Argentina
ObiettivoStudenti delle scuole superiori
ResponsabiliPolizia
MotivazioneRepressione
Conseguenze
Morti6

La Notte delle matite (Noche de los Lápices), è il nome in codice dell'operazione organizzata dalla polizia argentina, con lo scopo di sequestrare, sempre durante la notte, reprimere, torturare ed uccidere gli studenti delle scuole superiori che si fossero resi colpevoli di "attività atee ed anti nazionaliste". L'operazione si inseriva in quello che fu definito all'epoca come Processo di riorganizzazione nazionale, nel periodo intercorrente tra il 24 marzo 1976 (data del colpo di stato che aveva portato al potere la giunta militare guidata da Jorge Rafael Videla) e il 1983.

La vicendaModifica

Quella che nel ricordo popolare viene definita come Notte delle matite spezzate ebbe luogo a La Plata, nella notte del 16 settembre 1976, quando vennero sequestrati sei studenti, militanti o simpatizzanti della cosiddetta Unión Estudiantil Secundaria (UES), responsabili secondo le autorità della partecipazione alle manifestazioni dapprima per l'istituzione e successivamente contro l'abolizione del Boleto Escolar Secundario (BES), un tesserino che consentiva agli studenti liceali sconti sul prezzo dei libri di testo ed una riduzione del biglietto per l'utilizzo dell'autobus[1]; altri studenti, tra i quali Pablo Diaz, furono arrestati nei giorni successivi.

Secondo il rapporto redatto dopo la fine della dittatura militare dalla CONADEP (Commissione Nazionale sui Desaparecidos), la polizia di Buenos Aires aveva organizzato un'azione di repressione nei confronti degli studenti che avevano preso parte alla campagna di protesta per il boleto estudiantil, considerata dalle forze armate come "attività sovversiva". Per questo motivo, dopo il loro arresto, "gli adolescenti sequestrati avrebbero dovuto essere eliminati dopo aver fatto loro soffrire pene indicibili in diversi centri di detenzione clandestini, come quelli di Arana, Pozo de Banfield, Pozo de Quilmes, la centrale di polizia della Provincia di Buenos Aires, il 5°, 8° e 9° commissariato di La Plata ed il 3° di Valentín Alsina, Lanús e il Poligono di tiro della sede centrale della provincia di Buenos Aires".

Tutti i sei giovani arrestati nella notte del 16 settembre scomparvero; la testimonianza di uno degli studenti sopravvissuti - Pablo Díaz, al momento dell'arresto appartenente all'organizzazione giovanile rivoluzionaria Gioventù guevarista e che subì, oltre ai maltrattamenti ed alle torture avvenute nei centri di detenzione, una reclusione di quattro anni senza processo - è stata fondamentale ai fini della ricostruzione e della denuncia dei fatti avvenuti[2].

I sequestratiModifica

  • Claudio de Acha (17 anni, scomparso): sequestrato il 16 settembre in casa di Horacio Ungaro.
  • Horacio Ungaro (17 anni, scomparso): sequestrato il 16 settembre.
  • María Clara Ciocchini (18 anni, scomparsa): sequestrata il 16 settembre insieme a María Claudia Falcone.
  • María Claudia Falcone (16 anni, scomparsa): sequestrata il 16 settembre nella casa della nonna paterna.
  • Francisco López Muntaner (16 anni, scomparso): sequestrato il 16 settembre.
  • Daniel A. Racero (18 anni, scomparso): sequestrato il 16 settembre.
  • Patricia Miranda (17 anni, sopravvissuta): sequestrata il 17 settembre.
  • Emilce Moler (17 anni, sopravvissuta): sequestrata il 17 settembre.
  • Pablo Díaz (18 anni, sopravvissuto): sequestrato il 21 settembre.
  • Gustavo Calotti (18 anni, sopravvissuto): nonostante fosse sequestrato l'8 settembre, si considera un sopravvissuto, dato che molti dei sequestrati erano suoi ex compagni di liceo e passò insieme a loro molti mesi di prigionia e tortura clandestina.

Il ricordo, nella cultura di massaModifica

NoteModifica

  1. ^ V. Seoane, María e Hector Ruíz Nuñez, La Noche de los Lápices. Buenos Aires: Sudamericana, 2003.
  2. ^ V. Comisión Nacional sobre la Desaparición de Personas (CONADEP): Nunca más. Buenos Aires: Eudeba, 1984.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica