Nunzio apostolico

ambasciatore della Santa Sede

Il nunzio apostolico è il rappresentante pontificio preposto alla guida di una nunziatura apostolica.[1] I suoi compiti sono sia di natura ecclesiale, sia di natura diplomatica: in entrambi i casi agisce come rappresentante del papa. Per il diritto internazionale, è il rappresentante diplomatico della Santa Sede accreditato presso uno Stato, e il suo ruolo politico è equiparato a quello dell'ambasciatore.[2] Inoltre, è preposto ad una missione autoritativa per quanto concerne i rapporti con la gerarchia cattolica locale.

Giovanni Tonucci, già nunzio apostolico, ha affermato: «Se poi volessimo valutare la proporzione tra l’uno e l’altro aspetto del lavoro [del nunzio], non credo sia lontano dalla verità dividere le parti tra un 5% di ruolo politico e un 95% di ruolo pastorale.»[3]

FunzioniModifica

Secondo il canone 364 del Codice di diritto canonico il compito principale del legato pontificio è "quello di rendere sempre più saldi ed efficaci i vincoli di unità che intercorrono tra la Sede Apostolica e le Chiese particolari". Questa formulazione è profondamente innovativa rispetto al vecchio codice e indica come compito del legato (o, secondo la denominazione tradizionale, del nunzio) quello di "curare e rafforzare il legame perenne tra le Diocesi e la Chiesa di Roma".[4][5]

Il nunzio apostolico si occupa della procedura di nomina dei nuovi vescovi in tutte le diocesi che fanno parte dello Stato di sua competenza: conduce le indagini relative, preparando, spedendo e organizzando i questionari in cui si chiede quale potrebbe essere il giusto profilo del nuovo pastore; aggiorna la lista dei preti proposti periodicamente dai vescovi come idonei per l'episcopato; propone alla Congregazione per i vescovi una terna di candidati, tra i quali verrà scelto il nuovo vescovo.

«In merito alla nomina dei Vescovi e di altri Ordinari ad essi equiparati, il Rappresentante Pontificio ha l'incarico d'istruire il processo canonico informativo sui candidati, e di inoltrare i nomi ai competenti Dicasteri Romani, insieme con una accurata relazione, nella quale esprimerà davanti al Signore il proprio parere e voto preferenziale.»

(Paolo VI, Motu proprio Sollicitudo omnium ecclesiarum)

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Il ruolo del nunzio apostolico nella nomina dei vescovi è centrale, è lui che raccoglie le informazioni, predispone le interviste e trasmette a Roma le candidature.

Il nunzio rappresenta la Santa Sede presso la chiesa locale.

««Nell'ambito del territorio in cui svolge la sua missione, il Rappresentante Pontificio ha diritto di precedenza sugli Arcivescovi e Vescovi, non però sui Membri del Sacro Collegio, né sui Patriarchi delle Chiese Orientali, nel loro territorio, e anche fuori di esso ogni qualvolta questi celebrano nel proprio rito.»»

(Paolo VI, Motu proprio Sollicitudo omnium ecclesiarum)

Inoltre cura le relazioni diplomatiche tra la Santa Sede e lo Stato in cui opera.

Decano del corpo diplomaticoModifica

Il nunzio, in base alle disposizioni del Congresso di Vienna del 1815 confermate dalla Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche del 1961, ha il titolo di decano del corpo diplomatico[2], se la convenzione della precedenza del rappresentante della Santa Sede è accettata dallo stato accreditante[6], circostanza che in genere avviene nelle nazioni di tradizione cattolica[7].

«Quando la loro legazione [del Rappresentante Pontificio] è soltanto presso le Chiese locali, prendono il nome di Delegati Apostolici; quando a tale legazione, di natura religiosa ed ecclesiale, si congiunge anche quella diplomatica, presso gli Stati e i Governi, ricevono il titolo di Nunzio, Pro-Nunzio e Internunzio, a seconda che abbiano il grado di «Ambasciatori», con annesso il diritto di decananza nel corpo diplomatico, o senza tale diritto, o abbiano il grado di «Inviato straordinario e Ministro plenipotenziario».»

(Paolo VI, Motu proprio Sollicitudo omnium ecclesiarum)

Sebbene il motu proprio di papa Paolo VI preveda il titolo di nunzio apostolico solo per quei paesi che riconoscono il titolo di decano del corpo diplomatico al nunzio apostolico, riservando agli altri il titolo di pro-nunzio, dal 1991 il titolo di pro-nunzio non è più usato: per tutti i paesi con cui la Santa Sede intrattiene relazioni diplomatiche si usa il titolo di nunzio, per gli altri il titolo di delegato apostolico.

StoriaModifica

Storicamente non si riscontra il termine "nunziatura apostolica" in documenti anteriori alla seconda metà del XIV secolo. La funzione del nunzio apostolico, tuttavia, è molto più antica e può riconoscersi già nei missi discurrentes o negli apocrisari (termine utilizzato durante l'Alto Medioevo), rappresentanti del papa alla corte dell'Imperatore bizantino.[8][9]

L'apparato di rappresentanza diplomatica della Santa Sede fu impostato sulla figura del nunzio apostolico da papa Paolo III (1534-1549). Dopo il Concilio di Trento (1545-1563) i nunzi divennero i cardini della politica estera della Chiesa di Roma[10].

NoteModifica

  1. ^ Nunzio - Treccani, su treccani.it. URL consultato il 28 febbraio 2019.
  2. ^ a b d'Onorio 1989, p. 12.
  3. ^ “Ecco perché servono le nunziature della Santa Sede”, prefazione a Matteo Cantori, La diplomazia pontificia: aspetti ecclesiastico-canonistici, 2016, e pubblicato da La Stampa, 17 marzo 2016
  4. ^ Can. 364 - Il compito principale del Legato pontificio è quello di rendere sempre più saldi ed efficaci i vincoli di unità che intercorrono tra la Sede Apostolica e le Chiese particolari. Spetta perciò al Legato pontificio nell'ambito della sua circoscrizione: 1) informare la Sede Apostolica sulle condizioni in cui versano le Chiese particolari, nonché su tutto ciò che tocca la vita stessa della Chiesa e il bene delle anime; 2) assistere i Vescovi con l'azione e il consiglio, senza pregiudizio per l'esercizio della loro potestà legittima; 3) favorire relazioni frequenti con la Conferenza Episcopale, fornendo ad essa tutto l'aiuto possibile; 4) per quanto riguarda la nomina dei vescovi, comunicare o proporre i nomi dei candidati alla Sede Apostolica, nonché istruire il processo informativo sui promovendi, secondo le norme date dalla Sede Apostolica; 5) adoperarsi per promuovere tutto ciò che riguarda la pace, il progresso e la cooperazione tra i popoli; 6) cooperare con i Vescovi per favorire opportuni scambi fra la Chiesa cattolica e le altre Chiese o comunità ecclesiali, anzi anche con le religioni non cristiane; 7) in azione congiunta con i Vescovi, difendere di fronte ai governanti degli Stati tutto ciò che riguarda la missione della Chiesa e della Sede Apostolica; 8) esercitare inoltre le facoltà e adempiere gli altri mandati affidatigli dalla Sede Apostolica.
  5. ^ Código de Derecho Canónico. Edición bilingüe comentada por los profesores de la Facultad de Derecho Canónico de la Universidad Pontificia de Salamanca. Director L. DE ECHEVERRÍA, BAC, Madrid 1983, pp. 210-211.
  6. ^ (FR) Convention de Vienne sur les relations diplomatiques, 18 aprile 1961, articolo 16, comma 3.
  7. ^ Decano, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
  8. ^ Ludovico Antonio Muratori, Rerum Italicarum Scriptores, Tomo I, diss. 9.
  9. ^ Gaetano Moroni, Nunzio apostolico, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica, Vol. LVIII, pp. 151-172, In Venezia: dalla Tipografia Emiliana, 1840, [1].
  10. ^ Paolo Mieli, L'arma della memoria. Contro la reinvenzione del passato, Rizzoli, Milano 2015, p. 78.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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