Apri il menu principale

Oratorio di Santa Maria Vergine della Croce al Tempio

Ex Oratorio di Santa Maria Vergine della Croce al Tempio
Santa Maria Vergine della Croce al Tempio.JPG
Facciata
StatoItalia Italia
RegioneToscana
LocalitàFirenze
Religionecristiana cattolica di rito romano
TitolareMaria
Arcidiocesi Firenze
Stile architettonicogotico
Inizio costruzioneprima del 1307
CompletamentoXV secolo

Coordinate: 43°46′05.35″N 11°15′53.66″E / 43.768153°N 11.264906°E43.768153; 11.264906

L'ex-Oratorio di Santa Maria Vergine della Croce al Tempio è un Oratorio appartenuto alla Compagnia di Santa Maria della Croce al Tempio. È situato in via San Giuseppe ex via de' Malcontenti, nei pressi di piazza Santa Croce, a Firenze.

StoriaModifica

La Compagnia di Santa Maria della Croce al Tempio, fondata a Firenze il 25 marzo del 1343, si curava soprattutto dell'assistenza e della preparazione spirituale dei condannati a morte ed ebbe la sua prima sede in questo Oratorio.

Consideriamo che all'epoca anche questo tratto di via si chiamava de' Malcontenti e ancora prima si chiamava via del Tabernacolo e prima ancora via del Tempio. Il nome antico al Tempio della via deriva con buone probabilità dal fatto che in quella via era presente un Tempio Templare, appunto l'Oratorio che rimasto libero dopo il 1307 (soppressione dei Templari) fu affidato alcuni anni dopo alla Compagnia da qui deriva quasi certamente la desinenza al Tempio. Il Tempio Templare era probabilmente annesso allo spedale Templare che erroneamente veniva ritenuto fosse al di fuori della cinta muraria fiorentina. Il Fioretti (E) afferma riportando una nota sul suo libro a pag. 59 che in un codice del Lami nº3212 fasc. V nº 29 si leggono queste parole “Xenodochium Sanctae M. Templi, pro pauperibus mendicantibus. Haec olim erat Mansio aequestris Ordinis Templariorumquae nomen Templi adhuc retinet”. Quindi se ne deduce che lo spedale Templare non era fuori dalle mura fiorentine ma entro le mura e dove poteva essere se non in una via dedicata ai Templari stessi, appunto via del Tempio.

Questo spiegherebbe anche la presenza della croce templare inclusa nello stemma della Compagnia e presente sull'architrave del portone dell'Oratorio.

Sempre il Fioretti afferma che la cappella o chiesetta prima sede della Compagnia era sita in via de' Malcontenti fra via de' Macci e via dei Pelacani (oggi via delle Conce), vicino alla Chiesa di San Giuseppe e che era di antica struttura con una tettoia (tetto) sporgente sopra la porta. (E pag. 75/76)

L'Oratorio, oggi sconsacrato, da tempio Templare assumeva quindi il nome Oratorio di Santa Maria Vergine della Croce al Tempio. Anche questo nome ha indotto spesso in errore in quanto è presente una variazione rispetto al nome della Compagnia e cioè l'appellativo “Vergine”. Questo Oratorio, svolgeva la funzione di chiesa privata in quanto di pertinenza solo della Compagnia come luogo di riunione e di preghiera. Concorda con questo anche il Cappelli (B pag. 35).

Nel registro dei beni posseduti dalla Compagnia Libro I spedali c.4 dell'anno 1548 si trova fra le proprietà: “Una casa alato a la di sopra tiene il capelano per suo abitare. La proprietà era di Mona di Bartolomea donna di Tanino di Bartolomeo da Monte Cuccoli e che fu lasciata alla Compagnia“. Questa casa si riferisce al terra-tetto in via San Giuseppe 12, cioè al lato sinistro dell'Oratorio di Santa Maria Vergine della Croce al Tempio. Il fatto che sia specificato oltre che alato anche sopra ne avvalora il sospetto infatti chi percorrendo via San Giuseppe si fermasse ad osservare noterebbe che questa casa ha un'estensione sopra l'Oratorio, cioè sormonta con un'ala il tetto dell'Oratorio. Durante dei lavori di ristrutturazione di questa ala furono trovati i primi due scalini di una scala a chiocciola che in verticale calava nell'angolo a sinistra entrando nell'Oratorio. Considerando che era ad uso abitativo del cappellano questo avrebbe un senso in quanto lo stesso avrebbe avuto un accesso diretto alla chiesa. La stessa scala oltre che raggiungere la stanza di sinistra si apriva anche sul ballatoio che nel 1912 dopo la riapertura della Compagnia veniva usato per cantare le novene di Natale, come appunto ci ricorda il Dott. Cioni per aver fatto parte del coro.

Da dire inoltre che nel 1428 grazie alla donazione dell'antenato del Michelangelo, Simone Buonarroti, in questa palazzina al nº 12 come anche in quella ancora più a sinistra si riattivò l'antico spedale appartenuto ai Templari di cui l'Oratorio faceva parte (B pag. 40). Resta ancora dubbio se anche in epoca templare questo spedale si chiamasse Santa Maria della Croce al Tempio, se fosse così la Compagnia nascendo avrebbe assunto per intero il nome dello spedale.

EsternoModifica

 
I due stemmi sul portone, a sinistra quello della Compagnia a destra quello Torrigiani

La sua architettura si confà al periodo, la facciata appare semplice con pietre irregolari disposte a filareto, al centro un portone in legno lavorato dove si riconoscono nei due polilobi superiori due stemmi, uno della compagnia e l'altro della famiglia Torrigiani.

In perpendicolare sopra il portone c'è un rosone a vetri quadrati e al lato del portone due finestre con arco a tutto sesto protette dalle originali inferiate in ferro battuto. Sempre al lato del portone all'altezza del basamento delle finestre ci sono due ghiere originali in ferro battuto, fatte ad anelli, che servivano per posizionare gli stendardi della Compagnia. La facciata si caratterizza inoltre per due elementi particolari. Il primo è un tetto sporgente non convenzionale, non in uso all'epoca e l'altro per una interruzione delle pietre posta orizzontalmente sopra la porta che sembra dividere la parte inferiore dalla superiore. Il primo elemento è dirimente nella descrizione del Fioretti per identificare questo Oratorio come la sede ufficiale della Compagnia (E pag. 76) , il secondo ci permette di avvalorare, complici anche le finestre, una struttura della pianta interna all'epoca molto diversa dall'attuale.

Dopo l'assedio di Firenze i percorsi dei condannati cambiarono direzione per la chiusura della porta dell Giustizia in fondo a via de' Malcontenti voluta dal duca Alessandro de' Medici per potenziare le mura. La Compagnia perse la chiesetta al Tempio, costruita appositamente fuori delle mura per le ultime preghiere dei condannati e per inumarne nel cimitero annesso i resti dopo la sentenza, in quanto fu sotterrata sotto i detriti di fortificazione delle mura. Il percorso dei condannati cambiò e la Compagnia si spostò in Borgo la Croce, rilevando i locali e la cappella dello spedale di San Niccolò degli Aliotti.

La Compagnia fu soppressa nel 1785, quando fu abolita la pena di morte dal granduca Pietro Leopoldo di Toscana. Nell'Oratorio sconsacrato, affreschi dal Cinquecento all'Ottocento.

 
L'interno

InternoModifica

L'interno dell'Oratorio oggi ci appare come un vano rettangolare a navata unica con un pavimento in cotto e coperto da un tetto a capriate. Le due pareti laterali presentano due porte con stipiti ed architrave in pietra serena che chiudono due armadi a muro, sono presenti inoltre sei nicchie atte probabilmente a porvi dei lumi. Sempre sulle pareti laterali in fondo all'Oratorio sono presenti due targhe. La prima del 1428, testimonia che un antenato di Michelangelo Buonarroti lasciò un'eredità alla Compagnia per il ripristino dello spedale. L'affresco nell'arco ad ogiva della parete di fondo risale al 1928 ed è una celebrazione della Compagnia voluta dall'allora parroco della vicina chiesa di S. Giuseppe, Mons. Luigi d'Indico (C). L'affresco di Bicci di Lorenzo e Stefano d'Antonio presenta sullo sfondo le mura fiorentine con Porta San Niccolò e l'Arno, sotto la Madonna del Giglio in gloria tra due angeli, (Madonna del Giglio che come sostiene il Fioretti (E) era la Madonna che ispirò i giovinetti a formare la Compagnia (E pag. 87)). Due cortei si incontrano, quello proveniente da destra è dei confratelli, il corteo di sinistra è capeggiato da Lorenzo il Magnifico. Al davanti del corteo di sinistra Papa Eugenio IV parla con il Battista. Al davanti del corteo di destra San Francesco indica la Vergine al Savonarola. Sempre nel corteo di destra si vede il ritratto di Benito Mussolini.

L'affresco risulta fortemente danneggiato dall'alluvione di Firenze del 1966.

Un piccolo mosaico con il volto di Cristo sulla parete destra eseguito nel 1923 ricorda il nome di Monsignor D'Indico che fu colui che riattivò la Compagnia ed appunto una pittura a metà della parete sinistra ricorda la rinascita della Compagnia nel 1912.

Si deve fare un inciso sulla pianta interna dell'Oratorio che oggi appare molto diversa dall'originale. In origine erano presenti due stanze appena entrati, una alla destra e una alla sinistra e il tetto delle due stanze era un ballatoio subito al disotto del rosone. Il piano di calpestio del ballatoio si riconosce all'esterno sulla facciata dall'interruzione orizzontale che divide la parte inferiore dalla superiore. Le due finestre quindi servivano a dare luce alle due stanze e il rosone all'Oratorio.

A testimonianza di questa struttura è anche la lettura dell'Uccelli (A) per quanto riguarda i beni delle Compagnia (A pag. 29). Ne descrive questa pianta anche Richa (G) che ricorda una stanza a destra di chi entrava utilizzata per le adunanze segrete e una a sinistra dove la Compagnia dava udienza ai poveri e a chi si rivolgeva a loro (A pag. 15).

Questa disposizione ci viene anche testimoniata dal Dott. Giampiero Cioni, forse l'ultimo vivente ad aver fatto parte della Compagnia in tenerissima età (Il Dott. Cioni ci ha rilasciato un racconto presente nella storia della Compagnia). Questa struttura è stata probabilmente abbattuta in seguito all'alluvione del 1966.

Nel registro dei beni posseduti dalla Compagnia Libro I spedali c.4 dell'anno 1548 si trova fra le proprietà: “Una casa alato a la di sopra tiene il capelano per suo abitare. La proprietà era di Mona di Bartolomea donna di Tanino di Bartolomeo da Monte Cuccoli e che fu lasciata alla Compagnia“. Questa casa si riferisce al terra-tetto in via San Giuseppe 12, cioè al lato sinistro dell'Oratorio di Santa Maria Vergine della Croce al Tempio. Il fatto che sia specificato oltre che alato anche sopra ne avvalora il sospetto infatti chi percorrendo via San Giuseppe si fermasse ad osservare noterebbe che questa casa ha un'estensione sopra l'Oratorio, cioè sormonta con un'ala il tetto dell'Oratorio. Durante dei lavori di ristrutturazione di questa ala furono trovati i primi due scalini di una scala a chiocciola che in verticale calava nell'angolo a sinistra entrando nell'Oratorio. Considerando che era ad uso abitativo del cappellano questo avrebbe un senso in quanto lo stesso avrebbe avuto un accesso diretto al'Oratorio. La stessa scala oltre che raggiungere la stanza di sinistra si apriva anche sul ballatoio che nel 1912 dopo la riapertura della Compagnia veniva usato per cantare le novene di Natale, come appunto ci ricorda il Dott. Cioni per aver fatto parte del coro.

Da dire inoltre che nel 1428 grazie alla donazione dell'antenato del Michelangelo, Simone Buonarroti, di cui abbiamo già parlato, questa sede si integrò con lo spedale che la Compagnia allestì alla sinistra dell'Oratorio stesso (B pag. 40), o che forse già esisteva in passato ed era proprio lo spedale Templare già nominato.

BibliografiaModifica

  • A) Della Compagnia di S. Maria della Croce al Tempio Lezione recitata il 27 gennaio 1861 alla Società Colombaria Gio. Battista Uccelli Firenze Tipografia Calasanziana 1861
  • B) La Compagnia de' Neri L'arciconfraternita dei Battuti di Santa Maria della Croce al Tempio di Eugenio Cappelleti Felice Le Monnier editore 24 maggio 1927 Firenze
  • C) La Confraternita di Santa Maria della Croce al Tempio Luigi D'Indico Stabilimento tipografico E. Ducci Firenze 1912
  • E) Storia della Chiesa Prioria di Santa Maria del Giglio e di San Giuseppe P. Stefano Fioretti Forti Firenze 1855

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica