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BiografiaModifica

 
Murale a Veracruz

Pablo O'Higgins nacque a Salt Lake City, il 1º marzo 1904 in una famiglia conservatrice repubblicana di origini irlandesi.[1][2]

Studiò alla East High School nella sua città natale[2][3]e dopo il diploma frequentò una scuola artistica a El Cajon, nella contea di San Diego.[1][4]

O'Higgins, all'età di vent'anni, si trasferì a Città del Messico[3] in un momento particolarmente difficile per il Messico, successivo di otto anni alla fine della rivoluzione, ma caratterizzato da scontri e violenze.[1]

O'Higgins andò ad osservare il cosiddetto "Rinascimento messicano"[5] murale di Diego Rivera,[2] José Clemente Orozco e David Alfaro Siqueiros,[3] e presto diventò un assistente di Diego Rivera.[2][3][4]O'Higgins collaborò con Rivera su tre dei suoi murali più importanti e strinse con lui una profonda amicizia.[3][4]Rivera disse che se avesse mai avuto un figlio, avrebbe voluto che fosse come O'Higgins.[1]

Come artista muralista e grafico diffusore degli ideali rivoluzionari alle masse, dai diritti dei lavoratori all'educazione laica gratuita per tutti e al ritorno delle terre ai contadini,[2]O'Higgins risultò attratto dalla politica instabile del Messico.[1]

Preferì nascondersi quando il Partito Comunista fu reso illegale in Messico e dopo un tentativo di omicidio su Lev Trockij.[1] Seguì in Russia una delle donne più affascinanti e controverse degli anni venti, la fotografa e comunista radicale Tina Modotti,[1] e nel 1933 studiò all'Accademia di arte di Mosca.[4]

O'Higgins finì sulla lista nera del procuratore generale degli Stati Uniti e su una lista di deportazione del governo messicano negli anni cinquanta.[2] Tutta la sua vita venne influenzata da un suo segreto: il coinvolgimento di suo padre come assistente procuratore generale nell'esecuzione, del 1915 nello Utah, del martire del lavoro Joe Hill.[1]

Oltre ad essere un muralista molto apprezzato in Messico, dove dipinse più di una dozzina di murali, O'Higgins è ben noto per aver cofondato nel 1937, assieme a Leopoldo Méndez, il famoso laboratorio di arti grafiche, il Taller de Gráfica Popular di Città del Messico, con lo scopo di realizzare opere artistiche denuncianti il fascismo.[1]

O'Higgins visse molti decenni in Messico, ma conservò la sua cittadinanza statunitense fino al 1961,[4] permettendogli di lavorare sia negli Stati Uniti che in Messico.[1]

Sviluppò forti legami con gli operai della Costa Occidentale negli anni quaranta: dipinse murali per la Ship Scalers Union a Seattle nel 1945 e per l'International Longshoremen's and Warehousemen's Union (ILWU) a Honolulu nel 1952.[2] O'Higgins insegnò alla California Labour School di San Francisco nel 1945 e nel 1949, trascorse molto tempo a Los Angeles, e insieme a Jules Heller e Arnold Mesches, aiutò a fondare il Los Angeles Graphic Arts Workshop nel 1947.[1][5]

Quando O'Higgins morì nel 1983, il governo messicano lo onorò con un funerale di stato nel suo famoso Palacio de Bellas Artes.[1]

O'Higgins fu l'unico artista messicano non nativo il cui lavoro venne incluso nella mostra Twenty Centuries of Mexican Art, a New York (1940).[4]

Le sue opere illustrarono i vari aspetti e i personaggi contemporanei e furono intrise di spirito nazionalistico e popolare, di quel realismo tipico della produzione messicana postrivoluzionaria;[5] le tecniche che preferì furono l'affresco e l'incisione, ritenute le più adatte ad una funzione didattica e di propaganda dei contenuti sociali.[5]

O'Higgins è un esempio per gli artisti interessati ad un'arte socialmente consapevole e incentrata sulla comunità. Il suo ritratto è incluso in un murale a Chicano Park, nella contea di San Diego, la più grande collezione di murales negli Stati Uniti: appare accanto a Diego Rivera, Frida Kahlo, Pablo Picasso, Emiliano Zapata, Che Guevara e alla Nostra Signora di Guadalupe. O'Higgins è ammirato non solo per la sua arte ma anche per il suo amore per il Messico e per la sua determinazione nel gettare un ponte tra i due paesi e le loro culture attraverso l'arte.[1][2]

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m (EN) The Intriguing Story of Muralist Pablo O'Higgins Told in New Book, su artdaily.com. URL consultato il 21 aprile 2019.
  2. ^ a b c d e f g h (EN) Pablo O’Higgins: Mexican Muralist, su utahhumanities.org. URL consultato il 21 aprile 2019.
  3. ^ a b c d e (EN) Pablo O'Higgins, su artsy.net. URL consultato il 21 aprile 2019.
  4. ^ a b c d e f (EN) Pablo O'Higgins, su annexgalleries.com. URL consultato il 21 aprile 2019.
  5. ^ a b c d Pablo O'Higgins, in le muse, VIII, Novara, De Agostini, 1967, p. 357.

BibliografiaModifica

  • (EN) Esther Acevedo, Young Muralists at the Abelardo L. Rodriguez Market, in Mexican Muralism: A Critical History, Los Angeles, University of California Press, 2012.
  • (ES) Eduardo Espinosa Campos, Pablo O'Higgins: arte mural para las escuelas, in In La pintura mural en los centros de educación en México, Pinacoteca, 2003.
  • (ES) Laura Flores, Pablo O'Higgins: Pintura y Cambio Social, in Metamórphosis, Northwest Chicano Magazine of Art and Literature, V, nº 1, 1982/1983.
  • (ES) Alberto Hijar, Pablo O'Higgins: Apuntes y dibujos de trabajadores, Monterrey, Secretaría de Educación y Cultura, 1987.
  • (EN) Edmundo Murray, Dictionary of Irish Latin American Biography, Society for Irish Latin American Studies, 2007.
  • (ES) National Autonomous University of Mexico, Pablo O'Higgins: Voz de Lucha y Arte, Città del Messico, Fundación Cultural María y Pablo O'Higgins, 2005.
  • (ES) Elena Poniatowska e Gilbert Bosques, Pablo O'Higgins, Città del Messico, Banco Nacional de Comercio Exterior, 1984.
  • (DE) Helga Prignitz, TGP: ein Grafiker-Kollektiv in Mexiko von 1937–1977, Berlino, 1981.
  • (DE) Helga Prignitz, Taller de Gráfica Popular: Werkstatt für grafische Volkskunst: Plakate und Flugblätter zu Arbeiterbewegung und Gewerkschaften in Mexiko 1937–1986, Berlino, 2002.
  • (ES) Francisco Reyes Palma, Pablo O'Higgins, Carlos Flores Marini e Eduardo Espinosa Campos, Pablo O'Higgins : de estética y soberanía, Città del Messico, Fundación Cultural María y Pablo O'Higgins, 1999.
  • (EN) Susan Vogel, Becoming Pablo O'Higgins, San Francisco, Pince-Nez Press, 2010.
  • (ES) Voz de lucha y de arte, Fundación Cultural María y Pablo O'Higgins, 2005.

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