Palazzo Lercari-Spinola

Palazzo Lercari-Spinola
Palazzo Lercari Spinola Genova.png
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLiguria
LocalitàGenova
IndirizzoVia degli Orefici, 7
Coordinate44°24′32.09″N 8°55′51.06″E / 44.408914°N 8.93085°E44.408914; 8.93085Coordinate: 44°24′32.09″N 8°55′51.06″E / 44.408914°N 8.93085°E44.408914; 8.93085
Informazioni generali
CondizioniIn uso
CostruzioneXVI secolo
InaugurazioneXVI secolo
Usoabitazione/uffici
Realizzazione
AppaltatoreLercari

Il palazzo Lercari-Spinola è un edificio sito in via degli Orefici al civico 7 nel centro storico di Genova. L'edificio fu inserito nella lista dei palazzi iscritti ai Rolli di Genova.

Storia e descrizioneModifica

 
Particolare del portale

Edificato dalla famiglia Lercari nella seconda metà del XVI secolo ristrutturando alcune delle proprie domus che comprendevano nel XIII secolo anche due torri, si trova nei rolli a partire dal 1576, come casa di Gio. Batta Lercari.

Le altissime posizioni tenute, quattro volte nella prima pisside e una volta nella seconda, testimoniano l'alta considerazione in cui il grande palazzo, passato sullo scorcio del secolo agli Spinola, era tenuto allora. Alizeri ne ricordò gli affreschi del primo piano con Storie di Psiche attribuite ai Semino, e le prospettive e allegorie del piano superiore, oltre al maestoso portale ad arco con telamoni che ricorda i modi di Della Porta o di Vassalli.

La vasta facciata esalta l'unitarietà del palazzo e ne maschera le preesistenze ben visibili nel prospetto laterale che, appena leggibile per la ristrettezza del vicolo, svela una ricchezza inaspettata: il portico a fasce bicrome con sovrapposta cornice di beccatelli floreali e le delicate trifore, importanti segnali di un passato medievale non del tutto perduto.

Il palazzo, che conserva lo scalone voltato fino al secondo piano, compreso il solenne ballatoio del primo piano, ospita oggi uffici e appartamenti, dopo essersi unito nel dopoguerra con due edifici retrostanti che prospettano su via Conservatori del Mare. Lo scalone e le sue decorazioni sono riferite a Giovanni Angelo Montorsoli.

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