Palmento

Il palmento è il luogo in cui avveniva la pigiatura dell'uva per produrre il mosto che veniva riposto in grandi vasche. Utilizzati in scala industriale tra l'età ellenistica e tutta quella romano imperiale, durante quasi un millennio,(cit. Domenico Minuto).

In Italia numerosi segni ci rimangono nel Sud, in particolare nel Bruzio (Calabria) famosa in quell'epoca per la produzione del vino; sono rimasti quei palmenti che, seguendo una immemorabile tradizione, erano scavati nella roccia con due, e a volte più vasche collegate da canalizzazione anch'essa in pietra. Alcune località come Ferruzzano (RC) ci offrono un numero impressionante di questi palmenti, usati ininterrottamente sino a qualche secolo fa; molti recano impresse delle croci, sia di tipo bizantino, sia di tipo latino e ci permettono così di misurare almeno in parte il lungo periodo del loro uso, (cit. D. Minuto).

Altra testimonianza di palmenti è Pietragalla (PZ) dove se ne contano più di 100; qui alcuni abitanti del paese continuano tuttora ad utilizzare i palmenti come impianto per la produzione del vino. Anche ad Ischia (NA) all'interno del Castello Aragonese si possono vedere gli antichi palmenti utilizzati per la pigiatura delle uve. Ma anche a San Gregorio Magno, in Provincia di Salerno, è rimasto qualche esemplare di Palmento, completamente scavato nella pietra.

Nelle circa 600 cantine, ubicate nella zona sud della cittadina, appropriatamente denominata Via Bacco, originariamente ce n'era almeno uno, poi, un po' per fare spazio, un po' l'azione delle nuove tecnologie di vendemmia hanno fatto sì che la maggior parte sia stata distrutta.

In epoca successiva, con il termine palmento si sono indicate le macine dei mulini ad acqua, che schiacciavano le olive per produrre olio, o frantumavano il grano per ricavarne la farina.

L'espressione "mangiare a quattro palmenti" deriva dal fatto che tali mulini utilizzavano generalmente solo uno o due palmenti.

NoteModifica

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