Paola romana

santa romana
Santa Paola
Claude - Embarkation of St Paula - Google Art Project.jpg
La partenza di santa Paola dal porto di Ostia, di Claudio Lorenese
 

Vedova

 
Nascita347
Morte404
Venerata daChiesa cattolica
Ricorrenza26 gennaio

Santa Paola romana (Roma, 5 maggio 347Betlemme, 26 gennaio 404) era una nobile matrona romana di fede cristiana, discepola di san Girolamo. È venerata come santa dalla Chiesa cattolica che ne celebra la memoria il 26 gennaio.

BiografiaModifica

Apparteneva ad una ricca e nobile famiglia patrizia (suo nonno materno era Petronio Probino, console nel 341), imparentata con la gens Cornelia, e nacque sotto l'impero di Costantino II; all'età di quindici anni (362) sposò il senatore Tossozio, da cui ebbe quattro figlie e un figlio[1]: Blesilla, Paolina, Eustochio (anche detta Giulia), Rufina e Tossozio.

 
Francisco de Zurbarán, San Girolamo con le sante Paola ed Eustochio, Washington, National Gallery of Art

Nel 379, morto il marito, si consacrò alla preghiera e alla penitenza insieme ad un gruppo di vedove che si riunì sotto la guida di Marcella in una casa sull'Aventino. Dopo aver preso questa decisione venne a lungo criticata perché non si riteneva adatto ad una nobildonna romana di condurre una vita tanto austera. Diede ospitalità a San Girolamo quando, nel 382, giunse a Roma con i vescovi Epifanio di Salamina e Paolino di Antiochia, che fecero nascere in Paola il desiderio di abbracciare la vita monastica in Oriente. Oltre a Paola, anche la figlia Eustochio si dedicò alla vita monastica entrando nel cenacolo di Marcella, inoltre Eustochio ebbe opportunità di confronto con Girolamo il quale le dedicò una lettera-trattato sulla verginità.

Il lato materno di Paola è importante per ripercorrere la sua biografia e comprenderla perché le vicende dei figli ebbero delle ripercussioni sia su alcuni atteggiamenti della Santa sia su alcune decisioni prese. La figlia Paolina andò in sposa al senatore Pammachio, della stirpe dei Camilli, visto come modello di patrizio cristiano. Eustochio seguì fin da subito la madre nella sua vocazione. Blesilla sposò giovanissima Furio, anche lui della stirpe dei Camilli, ma rimase vedova dopo sette mesi di matrimonio. Condusse una vita nello sfarzo non curandosi dei consigli di Paola e di Girolamo per condurre una vita più austera e pia. Nel luglio del 384 si ammalò, Paola pregò affinché ricevesse una grazia dal Cielo e pochi mesi dopo sembrò essere guarita. Pertanto Blesilla decise di unirsi al Cenacolo sull’Aventino e di cambiare vita. Nel novembre del 384 si ammalò nuovamente e dopo poco morì. Paola fu molto scossa da quel lutto e Girolamo le dedicò una lettera di epitaffio.Il figlio Tossozio, pagano dalla nascita, si convertì alla fede della madre (385) e sposò Leta, figlia del sacerdote Albino, da cui ebbe una figlia (anche lei chiamata Paola) che concluse la sua vita in Palestina e assistette Girolamo sul letto di morte.

Sotto la direzione di Girolamo, Paola si dedicò con la figlia Eustochio allo studio della Bibbia, arrivando a conoscere la lingua ebraica alla perfezione.

Quando, alla morte di papa Damaso I (384), Girolamo decise di lasciare Roma alla volta dell'Oriente, nel settembre del 385 Paola ed Eustochio decisero di seguirlo, dopo profonde riflessioni da parte della Santa sui sacrifici che lei stessa e i suoi figli avrebbero dovuto fare. Pertanto Paola decise di distribuire tutti i beni che lasciava a Roma equamente ai medesimi figli. Il viaggio richiese molte tappe tra cui l'Isola di Ponza, Cipro (isola) e, dopo un soggiorno ad Antiochia, visitarono i luoghi santi della Palestina e l'Egitto, dove ebbero modo di studiare la vita degli eremiti e delle comunità cenobitiche. Infine posero la loro residenza a Betlemme. Lì fece costruire tre edifici: un monastero per San Girolamo e compagni, un monastero per sé e le sue compagne e un ospizio per i pellegrini. A Betlemme inoltre ricevette la notizia della morte della figlia Rufina e dopo poco morì di parto anche Paolina.

Paola concluse la sua vita a Betlemme, in uno dei due monasteri che aveva fondato: cercò, senza successo, di convincere l'antica compagna, Marcella, ad unirsi con la sua comunità alla sua. Il fecondo rapporto intellettuale e spirituale con Girolamo perdurò fino alla morte, che la colse, all'età di 59 anni, il 26 gennaio del 404, dopo un periodo di malattia che durò nei due anni precedenti alla morte. I funerali furono solenni e fu sepolta all'interno della Basilica della Natività di Betlemme. San Girolamo le dedicò post mortem l'Epitaphium sanctae Paulae.[2]

Memoria liturgica il 26 gennaio.

La Santa nella Roma di oggiModifica

  • A Roma nel quartiere Balduina è presente la Chiesa di Santa Paola Romana,dedicata alla Santa stessa. Inaugurata nel 1951 contiene al suo interno nel catino dell’abside un mosaico che raffigura Santa Paola Romana realizzato nel 1955. Il mosaico, opera di Silvio Consadori, rappresenta Santa Paola davanti alla Sacra Famiglia e riporta una citazione presa dagli scritti di San Girolamo.
  • Ancora oggi a Roma è possibile individuare i resti della casa di Santa Paola in corrispondenza della chiesa di San Girolamo della Carità e dei suoi dintorni, nell’area tra via di Monserrato e Piazza Santa Caterina della Rota.
  • Sull’Aventino, a seguito degli studi effettuati dall’archeologo Rodolfo Lanciani, sarebbe stato individuato il luogo dove era presente la casa patrizia in cui la Santa si riuniva con Marcella, luogo che corrisponderebbe all’odierno giardino tra la chiesa di Santa Sabina e la chiesa di Sant’Alessio.  

NoteModifica

  1. ^ Girolamo, Epitaphium sanctae Paulae, 4, 2.
  2. ^ Alfredo Cattabiani, Santi d'Italia, Milano, Rizzoli Libri S.p.a., 1993, ISBN 88-17-84233-8. p. 532

BibliografiaModifica

  • (EN) St. Paula, in Catholic Encyclopedia, New York, Encyclopedia Press, 1913.
  • Scandaletti P. (a cura di), Un pezzo di Roma salendo Montemario, Roma, 2011.
  • Manetti D., Zuffi S. (a cura di), I SANTI, Volume XV- GENNAIO FEBBRAIO, edizione speciale per il Corriere della Sera, Piemme, 2006.

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