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Le pas d'acier

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Le pas d'acier
Lingua originalefrancese
StatoFrancia
Anno1927
Prima rappr.Parigi, Teatro "Sarah Bernhardt" 7 giugno 1927
CompagniaBalletti russi
GenereBalletto
RegiaLeonid Massine
SoggettoSergej Prokof'ev e Georgij Jakulov
ProduzioneSergej Djagilev
MusicheSergej Prokof'ev
CoreografiaLeonid Massine

Le pas d'acier, op.41 è un balletto in due quadri con musica di Sergej Prokof'ev, commissionato da Sergej Djagilev per i suoi Balletti russi nel 1925, e composto fra il 1925 e il 1926 su un'idea di Georgij Jakulov, pittore che eseguì anche le decorazioni.

CaratteristicheModifica

I danzatori si muovono a gruppi compatti e accordano le loro evoluzioni sia in armonia che in contrappunto con i movimenti delle costruzioni mobili che fungono da scenografia. L'azione si svolge su due piani grazie ad una impalcatura metallica che divide la scena in due piani sovrapposti. I brani musicati nei due quadri sono i seguenti:

  • Primo quadro
  1. Entrée des personnages
  2. Train des paysans-ravitailleurs
  3. Les commissaires
  4. Les petits camelots
  5. L'orateur
  6. Matelot à bracelets et ouvrière
  • Secondo quadro
  1. Changement de décors
  2. Le matelot devient un ouvrier
  3. L'usine
  4. Les marteaux
  5. Finale

La prima esecuzioneModifica

La première del balletto avvenne l'8 giugno 1927 nel teatro "Sarah Bernhardt" di Parigi con la compagnia e l'orchestra dei Balletti russi sotto la direzione musicale di Roger Désormière. Coreografo fu Léonide Massine.

Organico orchestraleModifica

2 flauti, ottavino, 2 oboi, corno inglese, 2 clarinetti, 2 fagotti, controfagotto, 4 corni, 4 trombe, 3 tromboni, tuba, timpani, percussioni, piano e archi[1]. Di questo balletto esiste anche una versione in forma di suite orchestrale, classificata con il numero d'opera 41bis e composta da brani scelti dall'intera opera. L'organico è il medesimo, mentre i movimenti sono, nell'ordine:

  1. Entrée des personnages
  2. Les commissaires
  3. Matelot à bracelets et ouvrière
  4. L'usine

NoteModifica

  1. ^ Prokofiev.org - ">, su prokofiev.org. URL consultato il 9 agosto 2010 (archiviato dall'url originale il 6 gennaio 2011).

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