Serge Lifar

ballerino e coreografo ucraino

Serge Lifar (nato Serhij Mychajlovyč Lyfar) (Kiev, 2 aprile 1905Losanna, 15 dicembre 1986) è stato un ballerino e coreografo ucraino, attivo in Francia.

Serge Lifar

BiografiaModifica

In gioventù, Lifar studiò musica e letteratura; dopo aver assistito a Kiev a delle lezioni di Bronislava Nižinskaja, decise di diventare ballerino e divenne allievo della sorella del grande Vaclav Nižinskij;[1] studiò in seguito con Enrico Cecchetti e Nicolaj Legat.

Nel 1922 lasciò Kiev e si unì, inizialmente come primo ballerino, ai Balletti russi di Sergej Djagilev, di cui diventò amante. Dopo esser stato protagonista nella versione di George Balanchine di Apollon Musagète di Igor Stravinskij nel 1928, Lifar debuttò come coreografo con una nuova realizzazione di Renard, sempre di Stravinskij, nel 1929, dimostrando una notevole padronanza nella rappresentazione scenica.[2] In questo stesso anno fu accanto a Djagilev quando questi morì a Venezia.

Più tardi fu primo ballerino, coreografo e, dal 1929 al 1945, anche direttore della compagnia di balletto dell'Opéra de Paris contribuendone al rinnovamento.[3]

Nel 1935, con il balletto Icare, Lifar volle esemplificare le sue teorie sulla danza che egli voleva indipendente da tutte le altre arti, compresa la musica.[1] Il balletto è in realtà un lungo assolo accompagnato soltanto dal ritmo di diverse percussioni, indicate dallo stesso Lifar; privo di musica, è un esempio delle teorie del coreografo sull'emancipazione della danza[4]

La sua ultima interpretazione sulla scena fu in Giselle all'Opéra nel 1956.

Lifar è stato anche storico della danza e ha scritto diversi libri sull'argomento, illustrandoli personalmente con i suoi disegni. Insieme a George Balanchine, viene considerato uno dei creatori della danza neoclassica. Ha avuto notevole importanza per le sue teorie sul balletto, ispirate ai cinque punti fondamentali scritti da Michel Fokine nel 1914, sui quali doveva poggiare il balletto classico del Novecento.[4]

NoteModifica

  1. ^ a b Luigi Rossi, Storia del balletto, Cappelli Editore, Bologna, 1972
  2. ^ Olivier Merlin, Musique pour la danse du temps présent, in AA. VV. Strawinsky, Hachette, Parigi, 1968
  3. ^ Horst Koegler, The Concise Oxford Dictionary of Ballet, Oxford University Press, 1977
  4. ^ a b le muse, VI, Novara, De Agostini, 1964, p. 479.

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

  • (FR) Serge Lifar, su cndp.fr. URL consultato il 17 marzo 2006 (archiviato dall'url originale il 14 marzo 2006).
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