Pax romana

Periodo della storia romana, dal 27 a.C. al 180 d.C.

Pax Romana o Pax (intesa come divinità romana) o Pax Augusti (la pace donata dall'imperatore al mondo romano), che in italiano significa Pace Romana, è il lungo periodo di pace imposto sugli stati all'interno dell'Impero romano grazie alla presa del potere da parte di Augusto e chiamato per questo anche Pax Augustea.

L'Impero romano sotto Traiano nella sua massima estensione (nel 117)

L'espressione deriva dal fatto che il dominio romano e il suo sistema legale pacificarono le regioni che avevano sofferto per le dispute tra capi rivali. Durante questo periodo Roma combatté comunque un numero di guerre contro gli Stati e le tribù vicine, soprattutto le tribù germaniche e la Partia. Fu un'epoca di relativa tranquillità nella quale Roma non subì né le grandi guerre civili, come il bagno di sangue perpetuo del I secolo a.C., né gravi invasioni, come quelle della seconda guerra punica del secolo precedente. Sappiamo che Augusto ordinò nell'11 a.C. di collocare una statua in onore della Pax a Roma.[1]

Questo periodo viene generalmente considerato a partire dal 117, quando l'impero arrivò alla sua massima espansione territoriale, fino al 164 inizio delle Invasioni barbariche

RappresentazioneModifica

Troviamo numerose rappresentazioni della Pax durante il periodo imperiale nel rovescio di monete, normalmente con un ramo di ulivo e uno scettro di traverso, come segue:

Rappresentazione della Pax nella monetazione imperiale romana
Immagine Valore Dritto Rovescio Datazione Diametro; peso Catalogazione
  aureo TI CAESAR DIVI AUG F AUGUSTUS, testa laureata di Tiberio verso destra; PONTIF MAXIM, la madre Livia (come fosse la Pax) seduta verso destra su un trono, tiene uno scettro e un ramo d'ulivo; 36-37 19 mm; 7,55 g, 5 h (zecca di Lugdunum); RIC I 29; Calicó 305c.
  Æ Sesterzio IMP CAES VESPAS AUG PM TRP PP COS III, testa laureata verso destra. PAX AUGUSTI, la dea Pace in piedi verso sinistra, tiene un rametto e una cornucopia; S C in esergo. 71 3,34 g RIC Vespasianus, II, 437; BMCRE 555; Cohen 327.
  denario IMP MAXIMINVS PIVS AVG, testa verso destra con alloro, drappeggio sulle spalle; PAX AUGUSTI, la dea Pace in piedi verso sinistra, tiene un ramo di ulivo e uno scettro di traverso. 236 20 mm; 2,95 g, 7 h (Zecca di Roma antica, 2° emissione); RIC Maximinus Trax, IV 12; RSC 31a.
  Æ Follis CONSTAN-TINUS AVG, testa laureata verso destra, indossa una trabea che tiene uno scettro con un'aquila. BEATA TRAN***QUILLITAS, un globo posto su un altare, che reca la scritta VO-TIS XX; tre stelle nella parte superiore e P(rima oficina)TR•. 322 19 mm; 3,26 g, 6 h; zecca di Augusta Treverorum. RIC Constantinus I, VII 342.

StoriaModifica

A Roma la dea della Pace fu celebrata con un tempio lungo la via Sacra, accanto al foro di Augusto (vedi fori imperiali-Roma), fatto costruire sotto l'imperatore Vespasiano. Definito dai contemporanei come una delle meraviglie del mondo,[2] venne fatto costruire sotto Vespasiano dal 74 d.C. e concluso da Domiziano. Il tempio venne inaugurato nel 75 d.C. dopo il trionfo per la guerra giudaica e fu dedicato alla Pax Augusta dell'impero, restaurata proprio dalla dinastia flavia secondo la propaganda imperiale.

Altri significatiModifica

La città romana di Pax Iulia («Pace della gens Iulia») è l'odierna Beja in Portogallo.

NoteModifica

  1. ^ Cassio Dione, LIV, 35.2.
  2. ^ Plinio, Naturalis Historia XXXVI, 102.

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