Peter Strudel

pittore e scultore austriaco

Peter Strudel (Cles, 1660 (?) – Vienna, 4 ottobre 1714 (?)) è stato un pittore e scultore austriaco. Conosciuto anche con i nomi di Peter Strudl, Peter von Strudendorff e Pietro Strudel, è stato un rinomato artista trentino (nato probabilmente in Val di Non) ed è considerato uno dei maggiori esponenti della transizione verso l'alto barocco in Austria[1].

BiografiaModifica

Nato a Cles nel 1660 (ma non tutte le fonti sono concordi sulla data, poiché alcuni la fissano nel 1666, nel 1648 o addirittura nel 1642)[2][3], ha appreso i rudimenti dell'arte dell'intaglio e della scultura nella bottega del padre Jakob. Il giovane Peter ha mostrato da subito un grande talento e il padre ha deciso di mandarlo a Venezia[4] dove si è formato professionalmente nelle botteghe di Johann Carl Loth, originario di Monaco di Baviera, del ticinese Baldassarre Longhena e dello scultore fiammingo Giusto de Conte.

Nel 1676 Peter Strudel si è trasferito a Vienna con il fratello maggiore Paul dove entrambi hanno lavorato come pittori di corte presso gli Asburgo. Qui sono riusciti ad ottenere i favori di vari mecenati quali i principi Giuseppe Giovanni Adamo del Liechtenstein e Johann von der Pfalz. Verso il 1690 Peter ha comprato da Romanus Bernhard Tschagon e da sua moglie Marie Polixena una vasta proprietà in Alservorstadt, un sobborgo di Vienna. Qui, nel verde, ha fatto costruire un grande edificio conosciuto come Strudlhof nel quale ha creato una scuola d'arte privata su modello dell'Accademia di San Luca e dell'Académie Royale Française (fondata a Parigi nel 1648). Nel 1701 l'imperatore Giuseppe I d'Asburgo, suo grande sostenitore, lo ha nominato Barone del Sacro Romano Impero e nel 1705 ha trasformato la scuola d'arte in istituzione accademica pubblica.[4] Malgrado questo l'accademia è stata chiusa temporaneamente, nel 1714, alla morte dell'artista. Un anno prima della sua scomparsa una parte dell'Accademia è stata destinata alla cura dei malati di peste.

Si è sposato con Elisabeth Catriochana dalla quale, nel 1692, ha avuto due figli; uno solo è sopravvissuto: Giovanni Guglielmo.

Peter Strudel è morto a Vienna nel 1714 (o forse nel 1706 a Cles o ancora nel 1717)[2][3].

Opere principaliModifica

PitturaModifica

 
Peter Strudel: Martirio di San Lorenzo.

SculturaModifica

In qualità di scultore Peter Strudel è stato un grande estimatore di Gian Lorenzo Bernini ed ha lavorato a Vienna assieme al fratello Paul utilizzando spesso il marmo di Lasa (in Val Venosta). Il fratello minore Domenico si occupava del trasporto del marmo bianco che veniva portato su carri fino alla zona di Bad Hall e di qui poi raggiungeva Vienna per via fluviale sul Danubio. Tra le sue opere si ricordano:

  • 15 delle 31 statue ordinate al fratello Paolo dagli Asburgo e da lui completate dopo la morte del fratello.
  • La Pietà - Chiesa dei Cappuccini (Vienna).
  • Un altare e sei sue statue di marmo nella cappella della Cripta Imperiale della Chiesa dei Cappuccini.

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • Manfred Koller, Die Brüder Strudel: Hofkünstler und Gründer der Wiener Kunstakademie, Innsbruck Vienna, Tyrolia, 1993, SBN IT\ICCU\VEA\0102649.
  • Danilo Curti (ed altri), Protagonisti: i personaggi che hanno fatto il Trentino: dal Rinascimento al Duemila, Trento, Alcione, 1997, SBN IT\ICCU\BVE\0145030.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

  • Peter Strudel, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.  
  • (DE) Palais Strudlhof (Palais Berchtold), su planet-vienna.com, Planet-Vienna,Zurich. URL consultato il 29 maggio 2018.
  • (DE) ADB:Strudel, Peter, su de.wikisource.org, wikisource. URL consultato il 29 maggio 2018.
  • (DE) Strudlhofstiege [collegamento interrotto], su wien.gv.at, Magistrat der Stadt Wien. URL consultato il 29 maggio 2018.
    «Die Strudlhofstiege erinnert ...Peter von Strudel. Er wurde um 1660 in Cles (Trentino, Italien) geboren. ...wurde später zum Direktor der Kunstakademie gewählt. Sein Werk als Bildhauer und Maler bildet in Österreich den Übergang zum Hochbarock.».
Controllo di autoritàVIAF (EN22944489 · ISNI (EN0000 0000 8364 5058 · Europeana agent/base/5554 · LCCN (ENn94055677 · GND (DE119128284 · ULAN (EN500027836 · CERL cnp00547986 · WorldCat Identities (ENlccn-n94055677