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P. F. Sacchi: Dottori della Chiesa; ca. 1516

Pier Francesco Sacchi, detto il Pavese (Pavia, 1485Genova, 1528), è stato un pittore italiano. La data esatta di nascita è incerta.

Fu attivo a Genova, dove fece parte della locale scuola pittorica. Autore nel 1512 un quadro raffigurante San Giovanni Battista per l'Oratorio di Santa Maria in Genova, dipinse anche di una pala d'altare per la Commenda di Pré raffigurante i Dottori della Chiesa. Il dipinto, databile al 1515-1516, è conservato al Museo del Louvre di Parigi[1].

Sue opere sono esposte alla National Gallery di Londra (San Paolo mentre scrive[2]) e a Palazzo Bianco di Genova[3].

La quadreria del'Albergo dei Poveri conservava un suo polittico poi trasferito presso il Museo Diocesano del capoluogo ligure.

Indice

BiografiaModifica

Pietro Francesco Sacchi nacque a Pavia nel 1485. Suo padre Giovanni Antonio era un sarto, e nel 1501 Pietro Francesco arrivò a Genova per svolgere il proprio apprendistato presso la bottega del pittore Pantaleone Berengario. Analizzando le prime opere del Sacchi e soprattutto la vicenda artistica del Berengario, appare assai probabile che tale maestro abbia avuto un ruolo relativamente modesto nell'educazione artistica del giovane pittore che aveva solo 16 anni, ma possedeva già prima del suo trasferimento a Genova una certa esperienza incentrata sullo studio della coeva pittura lombarda. È plausibile che il Sacchi avesse ricevuto le prime nozioni formative presso la bottega del fratello maggiore Giovanni Angelo, la cui attività di pittore svolta a Pavia è documentata da alcune carte d'archivio. Sebbene non sia ancora possibile stabilire l'entità del ruolo occupato da Giovanni Angelo nel panorama artistico cittadino, egli fu indubbiamente a conoscenza degli esiti pittorici più aggiornati provenienti da Milano e dalla Certosa pavese, che proprio negli ultimi decenni del XVI secolo si stava arricchendo di un nuovo apparato decorativo. Di modesta entità risulta quindi il ruolo svolto da Pantaleone Berengario, pittore, ”scudario”, il cui merito maggiore è verosimilmente quello di aver introdotto il giovane apprendista nel fertile ambiente pittorico genovese, ricco di commissioni e crocevia di svariate culture figurative. All'interno del vasto panorama figurativo ligure del primo quarto del XVI secolo la personalità artistica di Pietro Francesco Sacchi ha da sempre ottenuto una considerevole attenzione critica. Le opere dipinte da Sacchi nel primo scorcio dell'attività sono contraddistinte da un taglio compositivo apertamente scenografico e attestano le solide radici foppesche della sua cultura nonché la conoscenza di opere fiamminghe. Questi caratteri stilistici sono presenti nelle sue più importanti dipinti Nel 1515 Sacchi ricevette l'incarico dal cavaliere gerosolimitano Brasco Salvago di dipingere una pala con i Quattro Dottori della Chiesa per San Giovanni di Prè, terminata nel 1516 e di cui sopravvive solamente la parte centrale conservata al Louvre. Nel luglio del 1523 Sacchi stipula un contratto con Pasquale de Fornati per la realizzazione della pala con i Santi Antonio, Paolo e Ilarione per le monache della chiesa genovese di San Sebastiano; l'opera è ora conservata nel Museo di Sant'Agostino. Nel 1524 dipinge la pala con la Madonna Odigitria e i santi Giovanni Battista, Antonino e Nicola da Tolentino per la cappella Botto in Santa Maria di Castello. Nel 1527 dipinge una grande ancona con la Deposizione per la chiesa di Monte Oliveto a Multedo. Il pittore colpito dalla peste muore in Albaro, sobborgo di Genova ove si era ritirato per sfuggire al flagello nell'estate del 1528, poco prima del fratello minore Battista che egli stesso aveva educato all'arte con un tirocinio di sette anni dal 1510 al 1517 e del quale si era valso come aiuto. Erede della tradizione lombarda, e soprattutto del Foppa, nell'ambiente artistico ligure, il naturalismo di Pietro Francesco, attento e meticoloso, può spiegarsi con la conoscenza delle opere di Ludovico Brea e dei pittori fiamminghi, che abbondavano a Genova in quel tempo. Fra gli artisti operanti a Genova nei primi decenni del Cinquecento Sacchi è uno dei più interessanti per la sua spiccata individualità.

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • A.Morassi:”Capolavori della Pittura a Genova” Milano-Firenze, 1951 pp. 52
  • AA.VV: ” La pittura in Italia: il Cinquecento”.vol.II Electa 1988, p.828-829
  • G.L. Zanelli: in “Arte Lombarda” 1998 n° 123 pp.20
  • G.L. Zanelli in “La Pittura in Liguria: Il Cinquecento” Sagep 1999 pp.35-408
  • C. Masi, Indagini tecniche sul corpus delle opere di Pietro Francesco Sacchi (Pavia 1485- Genova 1528). Relatore: Prof.ssa M.C. Galassi (Metodologia della Storia dell'Arte), correlatore: Dott. Franco Boggero (Funzionario Storico dell'Arte MiBAC). A.A. 2003-2004. Con auspicio di pubblicazione: pubblicata in parte.

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