Pierino Sam

scultore e pittore italiano
Pietro Sam

Pietro Sam, detto Pierino (Tiezzo, 10 novembre 1921Tiezzo, 29 novembre 2010), è stato uno scultore e pittore italiano.

BiografiaModifica

Nasce in via Ronchiate a Tiezzo di Azzano Decimo, da Giuseppe Sam (1868-1927) e Giuseppina Chiarot (1876-1948), originari del luogo. I suoi antenati abitarono a Gemona del Friuli, già dal XIV secolo; successivamente si trasferirono a Pordenone, dove dimorarono dal XVIII secolo in poi; fra questi si possono ricordare commercianti, religiosi, un sindaco, un municipale nominato da Napoleone, proprietari terrieri e gestori di un pastificio in piazzetta San Marco, sulle rive del Noncello.[senza fonte]

Visse sempre nel paese, recandosi a Pordenone prima per frequentare la scuola, poi per le attività di lavoro. Ultimo di otto fratelli, rimane orfano di padre all'età di cinque anni. Trascorre l'infanzia nella casa di famiglia in campagna, frequentando le scuole elementari nella frazione di Tiezzo e successivamente la scuola di disegno tecnico e artistico a Pordenone.

Alla vigilia del secondo conflitto mondiale, diciannovenne, affronta la drammatica esperienza della guerra, a fianco della madre Giuseppina e delle sorelle, mentre i fratelli si arruolano su vari fronti in Europa.

Nel dopoguerra, nell'anno 1947, sposa Maria Corona (1926-1998), originaria del comune di Erto e Casso, dalla quale nascono tre figli: Leda, Valter e Adriano. Rimasto vedovo, nel giugno del 2000, Pierino sposa Urania Beni, di San Vito al Tagliamento.

Nel 1960, Inizia l'attività lavorativa nell'edilizia, presso il comune di Pordenone che gli affida la mansione di membro della commissione edilizia in città per circa vent'anni. È proprio in questo periodo che inizia la sua carriera artistica dedicandosi alla preparazione di mostre collettive e personali. In alcune sue opere si evidenzia l'intensità espressiva e qualche tratto stilistico affine ad Arturo Martini, Marcello Mascherini e Mirko Basaldella. Muore a Tiezzo il 29 novembre 2010.

È considerato un autore assai versatile, dedito sia alla scultura - in legno, rame e bronzo - sia alla pittura - specialmente affreschi, ma anche vetrate. Ha lasciato lavori a tema sacro e profano per città e paesi (notevole la sua produzione di monumenti), luoghi di culto, sedi di istituzioni e privati cittadini, sparse soprattutto nel Pordenonese e nel Veneto orientale. Secondo alcuni critici opere artistiche stilisticamente interessanti sono i bronzetti dove, non vincolato dalle richieste della committenza, ha potuto esprimersi con maggiore libertà.

I monumenti in bronzo più celebri da lui realizzati sono il San Francesco in piazza della Motta e il Cavallino nella piazzetta Calderari a Pordenone, gli Alpini a Vallenoncello, la Libertà nella piazza di Azzano Decimo, la Memoria ai Caduti a Villotta di Chions, il Suonatore di flauto aulo e i due militari medaglia d'oro nella piazza di Tiezzo, il Donatore di Organi a Roveredo in Piano e il Bersagliere per il museo della Guerra di San Vito al Tagliamento. Seguono il San Lorenzo nel sagrato della chiesa di Ligugnana, la Madonna dei Monti su cima Manera al Piancavallo, il monumento al beato Odorico da Pordenone sul sagrato della chiesa di Villanova, il complesso in bronzo " il ceppo torna a fiorire" accanto all'ingresso dell'ospedale a Portogruaro.

Di pregiata fattura sono anche i numerosi ritratti in bronzo: di don Giuseppe Lozer, nella piazzetta della chiesa di San Ilario eTaziano a Torre di Pordenone, di Lino Zanussi per la sede centrale della Banca Popolare FriulAdria e per il circolo culturale "L. Zanussi", del generale Pio Spaccamela nella caserma di Casarsa della Delizia, di Antonio Santin nella sede della provincia di Pordenone, di Giovanni Pujatti nel municipio di Azzano Decimo, di Gasparo Gozzi nel municipio di Pasiano di Pordenone.

È ricordato anche come autore di Vie Crucis (in rame sbalzato argentato o naturale, oppure in terracotta) conservate in una quindicina di chiese pordenonesi, quella di Borgomeduna è in vetro dipinto. Sui portali in bronzo delle chiese di Orcenico Superiore e di San Giovanni a Polcenigo sono visibili le sacre composizioni dell'autore, i pannelli con le figure a sbalzo, a ricordo permanente di una profonda e sentita devozione; anche le vetrate nelle chiese di San Martino di Campagna (Pn) e della Sacra Famiglia in viale Cossetti a Pordenone esprimono i gesti dell'accorato e intenso senso religioso, come espresse sua eminenza il vescovo Pietro Nonis.

Importante fu inoltre la sua produzione di meridiane ad affresco (oltre cento); notevoli sono quella di Ravenna, nei pressi della tomba di Dante, dove alla biennale del bronzetto dantesco conseguì il primo premio e altri riconoscimenti, e quella al museo della Vita contadina di Aiello del Friuli. Nel 2008 l'Associazione Autori di Meridiane, con sede nello stesso museo, gli conferì il premio all'autore più autorevole, anziano, efficiente e di pregiata qualità artistica.

Nella chiesa di Tiezzo, suo paese natale, Pierino Sam ha affrescato un tondo con santa Cecilia e la cappella interna della fonte battesimale con figure e angeli nel suo stile longilineo ed essenziale, a colori lievi e caldi delimitati da tratti decisi e bruni. Anche in piazza, alle pareti esterne della sala convegni ENAL e dell'asilo infantile, le figure da lui affrescate rappresentano temi tipici del luogo come l'adulto con bimbi, il suonatore di aulo, logo attuale della banda di Tiezzo, maschere, ballerini ed i reperti romani trovati in paese.

L'11 Marzo 2018 gli è stata dedicata una sala nelle nuove strutture della Banda Filarmonica di Tiezzo 1901.

BibliografiaModifica

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