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Pietro Vigilio Thun

principe vescovo di Trento
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Pietro Vigilio Thun
vescovo della Chiesa cattolica
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Giovanni Battista Lampi, Ritratto di Pietro Vigilio Thun
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Incarichi ricopertiPrincipe vescovo di Trento dal 1776 al 1800
 
Nato13 dicembre 1724
Ordinato diacono8 settembre 1746
Ordinato presbitero24 maggio 1755
Nominato vescovo16 settembre 1776 da papa Pio VI
Consacrato vescovo30 novembre 1776 dal vescovo Andrea Antonio Silverio Minucci (poi arcivescovo)
Deceduto17 gennaio 1800
 

Pietro Michele Vigilio Thun (Trento, 13 dicembre 1724Castel Thun, 17 gennaio 1800) è stato principe vescovo di Trento dal 1776 alla morte, di fatto l'ultimo a governare il principato vescovile, che verrà abolito nel 1803.

Stemma di famiglia

BiografiaModifica

Membro della nobile famiglia Thun, studiò retorica a Trento e diritto e teologia alla Pontificia accademia ecclesiastica di Roma. Nel 1738 entrò nel Capitolo del Duomo di Trento, di cui nel 1749 divenne arcidiacono. Nel 1763 fu candidato alla carica di principe vescovo, ma gli fu preferito Cristoforo Sizzo. Alla morte di quest'ultimo, Thun fu eletto suo successore.

Fu consacrato il 30 novembre 1776 dal vescovo di Feltre Andrea Minucci. Il 24 luglio 1777 firmò un trattato con Maria Teresa d'Austria con cui il Principato rinunciava a una parte della sua autonomia. Nel 1779 trasformò l'Abbazia di San Lorenzo -che era stata chiusa l'anno precedente- in un carcere. Incaricò Francesco Vigilio Barbacovi di redigere un nuovo Codice giudiziario, che entrò in vigore nel 1788.

Nel 1796 Trento fu invasa dalle truppe napoleoniche. Thun però si era già rifugiato a Passavia istituendo una reggenza capitolare affidata a Sigismondo Antonio Manci, Giovanni Francesco Spaur e Ferdinando Taxis. Thun morì nel castello della sua famiglia a Vigo di Ton il 17 gennaio 1800. L'anno successivo il Trattato di Lunéville stabilì la secolarizzazione e l'annessione all'Austria del principato, che avvenne nel 1803.

Genealogia episcopaleModifica

Voci correlateModifica

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Controllo di autoritàVIAF (EN24951874 · LCCN (ENn2002035993 · GND (DE100675794 · CERL cnp00147873 · WorldCat Identities (ENn2002-035993