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Saturno che divora i suoi figli (dettaglio), una delle Pitture nere più conosciute
Esposizione Universale di Parigi del 1878. Sulla sinistra: Il sabba delle streghe.

Pitture nere (1819-1823) è il nome dato a una serie di quattordici opere murali di Francisco de Goya, dipinte con la tecnica dell'olio su muro su pareti ricoperte di gesso. Sono state create come decorazione delle pareti della Quinta del Sordo[1], una casa da lui acquistata nel febbraio del 1819. Questi murali sono stati trasferiti su tela nel 1874, e attualmente sono conservati nel Museo del Prado di Madrid.

L'insieme di dipinti, ai quali Goya non diede titolo, fu catalogato nel 1828 da Antonio de Brugada[2], amico di Goya, che li denominò come segue: Atropo, Due uomini anziani, Due vecchi che mangiano, Duello rusticano, Il sabba delle streghe, La lettura, Giuditta e Oloferne, Il pellegrinaggio a San Isidro, Due donne e un uomo, Pellegrinaggio alla fontana di San Isidro, Cane interrato nella rena, Saturno che divora i suoi figli, La Leocadia, Visione fantastica.

Nel 1823 la casa con i dipinti passò ad essere di proprietà di Mariano Goya, suo nipote, che ebbe il compito di preservarla da possibili ritorsioni dopo il ripristino della monarchia assoluta e la repressione dei liberali condotte da Ferdinando VII di Spagna. L'esistenza delle Pitture nere rimase scarsamente conosciuta per circa 50 anni, fin quando, nel 1874, un banchiere francese ne ordinò il trasferimento su tela col fine di esporle all'Esposizione Universale di Parigi del 1878[3]. Nel 1881 fu lo stesso banchiere a donarle al Museo del Prado, dove sono attualmente esposte.

NoteModifica

  1. ^ L’Arte Dannata di Goya: le Stregonerie e le Pitture Nere, FineArtsMag. URL consultato il 6 giugno 2017.
  2. ^ (ES) Pinturas negras [Goya], Museo del Prado. URL consultato il 6 giugno 2017.
  3. ^ Saturno che divora i suoi figli di Goya: analisi completa del quadro, Arteworld.it. URL consultato il 6 giugno 2017.

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