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I pogrom di Chișinău sono stati due differenti episodi di antisemitismo verificatisi rispettivamente il 19-20 aprile 1903 e 19-20 ottobre 1905 a Chișinău, l'odierna capitale della Moldavia, all'epoca nell'Impero russo. Nel corso dei due pogrom trovarono la morte più di settanta Ebrei, mentre oltre seicento furono feriti. Le violenze si verificarono senza che le autorità zariste opponessero la minima resistenza, mettendo così alla luce dell'opinione pubblica internazionale la drammatica situazione degli Ebrei russi.

Indice

AntefattiModifica

All'inizio del XX secolo Kishinev, com'era all'epoca conosciuta Chișinău, era una città di circa 108.000 abitanti dei quali oltre 50.000 erano Ebrei[1]. La crescente importanza della città come principale centro agricolo e commerciale del governatorato della Bessarabia aveva attirato numerose famiglie ebraiche nella seconda metà del XIX secolo. Gli Ebrei divennero il cuore pulsante dell'economia locale, monopolizzando l'artigianato, le industrie e la coltivazione del tabacco. Ciò nonostante sul finire del secolo, questa relativa prosperità e tranquillità iniziò a dare i primi segni di cedimento. Aumentarono infatti le restrizioni e le discriminazioni e un numero sempre maggiore di famiglie ebree andò incontro a situazioni di povertà[2]. In più erano sempre più forti ed influenti in città le voci di chi era contrario o apertamente ostile alla comunità ebraica. Tra tutti si segnalava l'ultra-nazionalista Pavel Krusevan, editore del quotidiano russo più venduto in città, il Бессарабец (Besserabetz il Bessarabiano). Dalle colonne di questo giornale, che veniva sostenuto economicamente dalle autorità russe, veniva sovente incitata la folla a compiere crociate contro gli Ebrei o ad ucciderli.

Il primo pogromModifica

Quando un bambino ucraino di Dubăsari venne trovato assassinato e una ragazza che aveva commesso suicidio venne dichiarata morta in un ospedale ebraico il Besserabetz lanciò pretestuosamente la falsa accusa del sangue contro la comunità ebraica. I disordini iniziarono domenica 19 aprile, una volta terminata la Messa pasquale, e perdurarono fino al giorno successivo. Nonostante verrà poi accertata la presenza a Kishinev nei giorni del pogrom di circa 5.000 soldati, le autorità non presero alcun'iniziativa a difesa della popolazione ebraica della città[3]. Durante il massacro non vennero risparmiati ne donne, ne bambini ne tanto meno anziani. Le proprietà e le case degli Ebrei vennero assaltate e saccheggiate dalla folla. Il bilancio di questi due giorni di follia fu impressionante: 47 ebrei vennero assassinati, 92 feriti in maniera grave, 500 feriti leggermente, 700 case distrutte e 600 attività commerciali saccheggiate[4].

Il secondo pogromModifica

Il 19 ottobre 1905 una protesta della popolazione contro le politiche dello Zar Nicola II si trasformò presto in un pogrom contro la popolazione ebraica della città. Nonostante fossero state costituite delle squadre ebree di autodifesa che riuscirono a contenere il numero delle vittime e dei danni si registrarono comunque 19 morti e 56 feriti.

ConseguenzeModifica

Il pogrom del 1903 scatenò una serie di polemiche e di critiche da parte del mondo politico e culturale occidentale, in particolare quello statunitense, nei confronti delle autorità russe, accusate di complicità e connivenza con gli autori del massacro.

Nel corso del processo, tenutosi ad Odessa a partire dal novembre 1903, emersero pesanti responsabilità da parte della polizia e delle autorità militari della città, nonché inquietanti connivenze con i manifestanti. Nonostante la crescente indignazione internazionale solamente due persone subirono condanne pesanti, rispettivamente sette e cinque anni[5].

Il pogrom del 1903 fu solo l'ultimo episodio di una serie di violenze e discriminazioni che gli Ebrei di Kishinev e della Bessarabia erano stati costretti a subire. Di lì a poco, in decine di migliaia, lasceranno la Russia alla volta dell'Europa Occidentale e delle Americhe. Un monumento a Chișinău ricorda il tragico pogrom del 1903.

NoteModifica

Voci correlateModifica