Proposizione relativa

La proposizione relativa è una particolare costruzione della proposizione subordinata. È in generale introdotta da pronomi relativi (il quale, la quale, i quali, le quali, cui, che, chi) o da avverbi (dove).

Hanno la funzione di predicare una certa qualità intorno ad un elemento (detto "antecedente") della proposizione reggente.[1]

Relative esplicative e limitativeModifica

La proposizione relativa ha una funzione simile a quella degli aggettivi: può infatti avere valore di apposizione o di attributo:

Piero, che è il figlio di Martino, è un bravo ragazzo.
Cerco il figlio di Gianni che è venuto qui ieri, non l'altro.

Si distingue tra questi due casi, parlando rispettivamente di frase relativa esplicativa (o anche appositiva o aggiuntiva) e frase relativa limitativa (o anche attributiva o restrittiva o determinativa). Le esplicative offrono una predicazione integrativa, non indispensabile per esprimere compiutamente il significato dell'antecedente (in questo caso, Piero), e possono essere omesse senza compromettere semanticamente l'enunciato; le limitative trasmettono una determinazione indispensabile per l'individuazione del significato dell'antecedente (in questo caso, Gianni).[1]

Come si nota, la virgola va posta all'inizio e alla fine delle relative esplicative (Latina, che fu fondata nel 1932, è la seconda città del Lazio), mentre non può interporsi tra la reggente e la relativa limitativa (L'uomo che io amo).[2]

Relative esplicite e impliciteModifica

Le relative hanno forma esplicita qualora siano formate con un verbo coniugato:

  • Il cane che abbaia non morde
  • Giovanni, la cui ragazza ti piace tanto, è felicemente innamorato
  • Hanno ucciso Pablo, il quale era stato minacciato in precedenza

Le proposizioni relative implicite vengono invece formate con l'ausilio del participio (presente o passato) o dell'infinito (introdotto da "a" o "da" oppure da un pronome relativo):

  • Participio:
    • Invitiamo alla seduta tutti i soci aventi diritto di voto (=che hanno diritto di voto)
    • Possono votare tutti i soci arrivati prima delle sedici (=che sono arrivati prima delle sedici)
  • Infinito:
    • Questa è la maglia da cambiare (= che va cambiata)
    • Sono stato il primo a notare l'accaduto (= che ha notato)
    • Tutti hanno bisogno di qualcuno di cui fidarsi (= del quale possano fidarsi)
    • Sto cercando qualcuno (a) cui affidare il mio gatto durante le mie vacanze (= al quale io possa affidare)

Le forme del participio andranno accordate per genere e numero al nome.

Relative improprieModifica

Esistono delle proposizioni relative improprie, dato che indicano un desiderio o una condizione, e che per questo vengono formate con il congiuntivo:

  • Andrea chiamò degli artisti che dipingessero dei quadri

Relative, consecutive, oggettiveModifica

La proposizione relativa non va confusa con quella consecutiva e con l'oggettiva, nelle quali che funge da congiunzione e non da pronome relativo:

  • Era talmente triste che piangeva.
  • So che piangeva.

NoteModifica

  1. ^ a b Serianni, Grammatica italiana, cit., XIV.249.
  2. ^ Serianni, Grammatica italiana, cit., I.220e.

BibliografiaModifica

  • M. Dardano e P. Trifone, La nuova grammatica della lingua italiana, Bologna, Zanichelli, 2001.
  • Serianni, L., Grammatica italiana; italiano comune e lingua letteraria, Torino, UTET 1989.

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