Quartiere di Porta Crucifera

Il quartiere di Porta Crucifera (conosciuto anche come Colcitrone) è uno dei 4 quartieri storici della città di Arezzo; ogni anno sfida gli altri quartieri nella tradizione storica della "Giostra del Saracino" nelle due edizioni di giugno e settembre. I colori ufficiali sono il rosso e il verde. Il giornale periodico è Il Mazzafrusto.

Il territorioModifica

Il territorio dipendente dal quartiere di Porta Crucifera ha origini molto antiche. In città, attualmente domina il centro storico, con le sue piazzette, i suoi vicoli e le sue chiese. Per quanto riguarda le antiche cortine della città, il quartiere controlla l'area a nord e nord est delle mura cittadine, fino a Staggiano. Più in là l'antica Viscontaria della Verona, che comprendeva Valsavignone, Bulcianum Bulcianellum, Canaleccia, Fratelle, in pratica una vasta area a nord di Pieve Santo Stefano.

Nei confini del suo territorio si trova gran parte del patrimonio artistico della città, a cominciare da Piazza Grande: una delle piazze più caratteristiche d'Italia. Un piccolo scrigno che raccoglie gli aspetti più significativi dell'arte architettonica: dal romanico al barocco, dal gotico al rinascimentale. In piazza Grande si ritrovano accanto alle caratteristiche case e torri medioevali, il loggiato di Vasari, il palazzetto della Fraternita dei Laici e Santa Maria della Pieve, una importante chiesa romanica caratterizzata dal suo campanile detto "delle cento buche". Sempre nel territorio di Porta Crucifera (o Colcitrone, come è chiamato il quartiere più popolare di Arezzo) sono da ricordare la Basilica di San Francesco dove ci sono gli affreschi di Piero della Francesca, la cattedrale con le imponenti vetrate di Guglielmo de Marcillat e la fortezza Medicea, una grande terrazza sui giardini del Prato e sulla città. La sede del quartiere di Porta Crucifera si trova nel palazzetto Alberti, in via San Niccolò, all'angolo con piaggia San Lorenzo, una ripida strada che prosegue in via di Fontanella e che in passato era la strada principale della città, l'antico borgo Maestro. Porta Crucifera lega il suo nome ed il suo territorio a una delle più belle manifestazioni storiche che si svolgono in Italia la Giostra del Saracino.

Dallo statuto del quartiere:

«II suo territorio entro la cerchia delle mura si articola come segue. Da Crucifera al Colle di San Donato: da dove si ergeva la Porta Crucifera, verso nord per San Lorenzo. La vecchia stradella delle Mura Vecchie che seguiva la muraglia dal dentro e dietro le absidi di San Lorenzo e Sant’Agnese al bastione Belvedere della Fortezza, sorta sulle rovine della cittadella, sul colle di San Donato. Da San Donato alla Postierla: dal bastione della Diacciaia, verso nord-est allo sperone cinquecentesco del Prato che ha inglobato la Porta San Biagio, alla Porta di Stufi sulle pendici del colle di San Pietro lambendo il fianco a manca della Cattedrale, alla Postierla Pozzolo che guarda la severa chiesa di San Domenico. Dalla Postierla a San Francesco: dalla postierla, verso sud per piazza San Domenico al palazzo Bonucci in via Sasso Verde, di traverso alla Ruga Mastra a San Sebastiano in piaggia del Murello, giù per via del Saracino o del Chiavello, angolo piazzetta de' Bacci, verso est da piazza della Fioraia all'antico palazzo Chiaromanni in contrada di Messer Guido Assalti, verso sud per la contrada dei Calderai a Porta Buia, angolo dell'Antica Farmacia del Cervo al Canto dell'ex convento di San Francesco. Da San Francesco a Crucifera: circuito il convento quattrocentesco, verso est via Beccheria con la stupenda tribuna della basilica di San Francesco, che racchiude il capolavoro di Piero, Borgo di Bindo. piazzola San Michele e su per la trecentesca contrada da San Michele a San Gemignano con le sue torri dugentesche, via Piana, canto della Fontanella, di traverso al Cardo Massimo, vicolo dell'Orto, verso nord su per via delle Mura a Crucifera. Fuori dalla cerchia delle storiche mura si considerano parti integranti del territorio le seguenti vie: viale A. Sansovino, viale Matteotti, via B. da Ser Gorello e via Folli (la cinta muraria dell'Ospedale di Maria Sopra i Ponti), Borgo Santa Croce, vicolo delle Terme, la Fonte Veneziana, via A. da San Gallo, viale Buozzi, via Gamurrini, via Tarlati fino alla Postierla Pozzolo. Il Quartiere si estende poi nei nuovi insediamenti del Villaggio Oriente, Cappuccini e del Fonte Rosa (fino al Fosso dei due fiumi), Staggiano. Al Quartiere di Porta Crucifera è altresì associata l’antica Viscontaria della Verona.»

La portaModifica

 
Porta Crucifera prima del suo abbattimento nel 1890

Le prime testimonianze dei Quartieri aretini (Porte) risalgono all'inizio del Duecento: la loro nascita è da mettere in connessione con il completamento della sesta cinta muraria di Arezzo.

Fino a quando Arezzo conserva l'indipendenza (1384) i Quartieri sono alla base della vita amministrativa della città, svolgendo funzioni politiche, giudiziarie e fiscali: poi perdono d'importanza e alla fine del Seicento cambiano denominazione (San Clemente, San Lorentino, Santo Spirito e Crucifera).

I quartieri medievali vengono ripristinati nel terzo-quarto decennio del Novecento con il nome di rioni e la partecipazione alla Giostra del saracino diviene la loro principale ragion d'essere.

La porta che dà nome al quartiere si trovava sul lato orientale dell'attuale piazza di Porta Crucifera, e venne abbattuta nel 1890 per creare una più larga barriera, essendo il varco esistente "basso e stretto".

Le casate di città e del contadoModifica

Ai quartieri di Arezzo sono state affidate alcune grandi famiglie aretine del medioevo ripartite in casate di città e del contado. Arezzo fu per motivazioni storiche, sicuramente una tra le città della Toscana che poteva vantare il maggior numero di antiche famiglie aristocratiche, tutte di investitura imperiale. La suddivisione è almeno inizialmente artificiale: le gradi famiglie di città erano in realtà famiglie feudali trasferitesi dal territorio in Arezzo attrattevi dal potere vescovile prima e comunale dopo.

Il corteo che anticipa la Giostra del Saracino vede sfilare anche gli emblemi ed i cavalieri delle famiglie nobili della città e del contado, che nei territori abbinati ai quartieri possedevano la dimora o avevano avuto feudi e consorterie, quindi peso politico e militare prima dell'ascesa del libero Comune. In questo modo si riesce a dare alla manifestazione una giustificazione e un collocamento storico chiaro.

Le Nobili Casate di Città
Casata Bacci
Casata Pescioni
Casata Brandaglia
Casata Bostoli

Le grandi famiglie della città ebbero il momento di maggior gloria nello scontro con la vicina Firenze, rappresentante della nuova forza popolare e borghese.

Lo scontro della battaglia di Campaldino segnò l'inizio della parabola discendente delle grandi famiglie magnatizie aretine che erano riuscite a divenire coagulo del ghibellinismo italiano. La forza di queste famiglie era legata ai grandi feudi del territorio e al controllo della chiesa aretina. Nei secoli successivi si affermeranno altre grandi importanti famiglie, legate però principalmente al commercio e al dominio politico del Comune aretino.

Le casate che oggi vengono rappresentate dal quartiere nella Giostra del Saracino sono:

Casata dei Bacci: "D'argento, alla banda d'azzurro, caricata di tre stelle (8) d'oro, accompagnata nel capo da una testa di leone strappata al naturale, linguata di rosso"

Casata dei Pescioni: "D'azzurro al luccio d'argento, posto in banda"

Casata dei Brandaglia: "Di rosso, alla branca di leone al naturale, posta in palo e tenente negli artigli una palla d'oro"

Le Nobili Casate del Contado
Conti di Montedoglio
Nobili della Faggiuola

Casata dei Bostoli: "inquartato in croce di Sant'Andrea d'argento e di rosso, alla banda d'azzurro, seminata di gigli d'oro, attraversante"

Le casate del contado rappresentano antiche famiglie che non si trasferirono in città, come i Montedoglio, ma preferirono rimanere nel territorio, sdegnose di venire a patti con il Comune e le nuove forze emergenti.

Rimasero in parte semi autonome almeno sino alla sottomissione fiorentina, esercitando il controllo militare del territorio.

Gran parte dello Stato faticosamente costruito dal Comune aretino, durante la seconda metà del Trecento, venne ad essere interessato dal fenomeno di sfaldamento operato anche dalle grandi famiglie aristocratiche del contado.

E bene precisare che il termine contado non è strettamente tecnico: si può comunque ritenere che questo termine interessi il grande territorio che durante i secoli sia rimasto durevolmente sotto l'egida politica ed economica della città di Arezzo.

Le casate del contado rappresentate dal quartiere di Porta Crucifera nella Giostra del Saracino di Arezzo sono:

I Conti di Montedoglio: "D'argento, all'aquila col volo abbassato di nero, rostrata e coronata d'oro, linguata di rosso"

I Nobili della Faggiola: "Di rosso, alla banda d'oro"

Il santo protettore san MartinoModifica

Sebbene l'attuale chiesa del quartiere sia Santa Croce, giustamente è stato dato come protettore san Martino. L'antica chiesa di San Martino venne abbattuta per isolare la fortezza medicea dalla città. Si trovava in cima alla odierna piaggia di San Martino ed era di patronato dei Brandaglia. E tanto legati erano a tale chiesa che i Brandaglia si dicevano di San Martino. Il santo al quale era intitolata la chiesa, san Martino, potrebbe ricondurre la chiesa al periodo franco. Infatti il santo di Tours era a loro molto caro. Per l'antichità della chiesa e per lo stretto rapporto con la famiglia Brandaglia è giusto aver prescelto san Martino come santo protettore.

La chiesa Santa CroceModifica

Attualmente la chiesa del quartiere è Santa Croce. Risale sicuramente agli anni precedenti il 1081 d.C. eretta all'interno di una zona archeologica etrusca e romana di grande importanza. Nel medioevo divenne chiesa di un vicino monastero di Benedettine, raso al suolo nel 1547 a causa del nuovo sistema fortificato che si andava realizzando nella zona. La chiesa non venne distrutta ma i restauri susseguenti e un bombardamento della ultima guerra mondiale che la distrusse hanno lasciato intatto solamente l'abside.

Le Giostre vittorioseModifica

nr data Rettore e Capitano Giostratori Dedica della Lancia d'Oro
0 7 agosto 1931 Michele Bertelli, Giovanni Coppelli G. Battista Casucci e Gino Gabrielli La prima edizione della Giostra fu vinta dal Rione di Porta Burgi, poi soppresso. La lancia è custodita nella sala delle vittorie del Quartiere di Porta Crucifera
1 18 settembre 1932 Gino Paci, Luigi Perticucci De Giudici Donato Gallorini e Tripoli Torrini
2 9 giugno 1935 Cesare Verani, Emilio Vecoli Donato Gallorini e Tripoli Torrini
3 13 giugno 1937 Gino Paci, Emilio Vecoli Arturo Vannozzi e Tripoli Torrini
4 12 giugno 1938 Gino Brizzolari, Emilio Vecoli Arturo Vannozzi e Azelio Mugnai Giostra corsa in presenza dei Principi di Piemonte Umberto e Maria Josè di Savoia
5 3 giugno 1939 Guglielmo Fracassi, Emilio Vecoli Arturo Vannozzi e Azelio Mugnai Giostra straordinaria corsa in onore di Achille Starace
6 7 agosto 1949 Guglielmo Fracassi, Vittorio Farsetti Arturo Vannozzi e Tripoli Torrini
7 4 settembre 1949 Guglielmo Fracassi, Vittorio Farsetti Arturo Vannozzi e Tripoli Torrini
8 2 settembre 1951 V. Tenti e A. Morelli, Vittorio Farsetti Arturo Vannozzi e Tripoli Torrini
9 8 giugno 1952 Gino Paci, Vittorio Farsetti Arturo Vannozzi e Tripoli Torrini
10 7 settembre 1952 Gino Paci, Vittorio Farsetti Arturo Vannozzi e Tripoli Torrini
11 6 settembre 1953 Gino Paci, Vittorio Farsetti Arturo Vannozzi e Tripoli Torrini
12 5 settembre 1954 Gino Paci, Vittorio Farsetti Arturo Vannozzi e Bruno Gori
13 2 settembre 1956 Gino Paci, Vittorio Farsetti Arturo Vannozzi e Donato Gallorini
14 7 settembre 1958 Renato Gasperini, Carlo Dissennati Arturo Vannozzi e Marino Gallorini
15 4 settembre 1966 Aurelio Raffaelli, Vittorio Farsetti Ferdinando Leoni e Marcello Formica
16 2 settembre 1973 Aurelio Raffaelli, Guido Raffaelli Vittorio Zama e Gabriele Tabanelli
17 28 agosto 1976 Antonio Morelli, Guido Raffaelli Mario Capacci e Gabriele Tabanelli
18 30 agosto 1980 Aldo Brunetti, Guido Raffaelli Franco Ricci e Gabriele Tabanelli
19 7 settembre 1980 Aldo Brunetti, Guido Raffaelli Franco Ricci e Gabriele Tabanelli
20 31 agosto 1986 Simone Occhini, Guido Raffaelli Eugenio Vannozzi e Marco Filippetti dedicata a San Donato Patrono di Arezzo (III-IV sec.)
21 7 settembre 1986 Simone Occhini, Guido Raffaelli Eugenio Vannozzi e Marco Filippetti dedicata ai Quartieri della Città
22 28 agosto 1988 Aldo Brunetti, Guido Raffaelli Eugenio Vannozzi e Marco Filippetti dedicata a San Donato Patrono di Arezzo (III-IV sec.)
23 27 agosto 1989 Aldo Brunetti, Guido Raffaelli Eugenio Vannozzi e Marco Filippetti dedicata alla Battaglia di Campaldino (11 giugno 1289)
24 25 agosto (corsa l'8 settembre) 1991 Giorgio Marmorini, Guido Raffaelli Eugenio Vannozzi e Marco Filippetti dedicata al LXX anniversario della ripresa della Giostra (1931-1991)
25 30 agosto 1992 Giorgio Marmorini, Guido Raffaelli Eugenio Vannozzi e Marco Filippetti dedicata a Pietro Aretino (1492-1556)
26 29 agosto 1993 Giorgio Marmorini, Guido Raffaelli Eugenio Vannozzi e Marco Filippetti dedicata a Ferdinando I de' Medici, granduca di Toscana per il quale fu corsa una Giostra il 23 maggio 1593
27 3 settembre 1995 Giorgio Marmorini, Guido Raffaelli Alessandro Vannozzi e Marco Filippetti dedicata a Guido d'Arezzo (990/1000-1081ca.)
28 3 settembre 2000 Aldo Brunetti, Guido Raffaelli Alessandro Vannozzi e Daniele Gori dedicata a Alessandro dal Borro (1600-1656)
29 9 settembre 2000 Aldo Brunetti, Guido Raffaelli Alessandro Vannozzi e Daniele Gori dedicata a San Donato Patrono di Arezzo (III-IVsec.)
30 17 giugno 2001 Aldo Brunetti, Rodolfo Raffaelli Alessandro Vannozzi e Daniele Gori dedicata a Faustina degli Azzi (1650-1724)
31 22 giugno 2002 Aldo Brunetti, Maurizio Fazzuoli Alessandro Vannozzi e Daniele Gori dedicata a Cenni di Pepe o Pepo detto "Cimabue" (1245ca.-1302)
32 4 settembre 2005 Marco Ercolini, Maurizio Fazzuoli Alessandro Vannozzi e Marco Cherici dedicata a Federico Nomi (1633-1705)
33 21 giugno 2008 Marco Ercolini, Maurizio Fazzuoli Alessandro Vannozzi e Marco Cherici dedicata a Guglielmino degli Ubertini, vescovo e signore di Arezzo, morto nella battaglia di Campaldino l'11 giugno 1289, in occasione della traslazione delle Sue spoglie da Certomondo di Poppi alla Cattedrale dei Santi Pietro e Donato di Arezzo
34 20 giugno 2009 Marco Ercolini, Mario Francoia Alessandro Vannozzi e Carlo Farsetti dedicata ai Fratelli Della Robbia
35 5 settembre 2010 Marco Ercolini, Mario Francoia Alessandro Vannozzi e Carlo Farsetti dedicata a Giorgio Vasari in occasione del quinto centenario della nascita avvenuta nel 1511
36 4 settembre 2011 Marco Ercolini, Maurizio Fazzuoli Alessandro Vannozzi e Carlo Farsetti dedicata a Spinello di Luca Spinelli detto Spinello Aretino (1346-1410)
37 20 giugno 2015 Alessandro Pommella (Vicario Simone Catalani),

Niccolò Cherici Mascagni

Alessandro Vannozzi e Filippo Fardelli dedicata alla liberazione del campo di sterminio di auschwitz

BibliografiaModifica

Testi tratti dal sito del Quartiere di Porta Crucifera dove sono rilasciati sotto licenza cc-by-sa.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica