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Quinto Clodio Ermogeniano Olibrio (in latino: Quintus Clodius Hermogenianus Olybrius; fl. 361-384; ... – ...) fu un politico dell'Impero romano.

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BiografiaModifica

Era un cristiano, figlio di Clodio Celsino Adelfio e di Faltonia Betizia Proba, una poetessa. Sposò Turrania Anicia Giuliana, appartenente alla gens Anicia in quanto figlia del praefectus urbi del 382 e console del 408 Anicio Auchenio Basso, da cui ebbe una figlia, Anicia Faltonia Proba.

Il ritrovamento, alla pendice dell'Esquilino rivolta verso la Basilica di Massenzio, di una base di statua con dedica a sua moglie Giuliana indicata come patrona perpetua[1] ha permesso di collocare qui la sua domus.[2]

Fu vir clarissimus, consolare della Campania (prima del 361; patrono di Formia), proconsole d'Africa (361), praefectus urbi (369-370), prefetto del pretorio per l'Illirico e per l'Oriente, console nel 379. Era ancora vivo nel 384, ma morto nel 395.

Durante la prefettura dell'Urbe, che fu quieta e temperata, arrestò due sospetti avvelenatori, ma le indagini andavano per le lunghe a causa della sua malattia, così il caso passò al prefetto dell'annona Massimino; gli succedette Publio Ampelio. Fu console posterior rispetto al poeta Decimo Magno Ausonio perché questi era prefetto anziano: mentre infatti Ausonio venne nominato prefetto del pretorio in Gallia nel tardo 377, Olibrio venne nominato prefetto per l'Illirico dall'imperatore Graziano probabilmente all'inizio del 378, forse in previsione dello scontro con i Goti in Tracia (che culminò con la sconfitta e morte di Valente nell'agosto alla Battaglia di Adrianopoli); era a Sirmio quando venne nominato console da Graziano. Prima dell'assunzione del consolato, venne nominato prefetto del pretorio in Oriente.

NoteModifica

  1. ^ CIL VI, 1714.
  2. ^ Federico Guidolbaldi, Domus: Q. Clodius Hermogenianus Olybrius, in Eva Margareta Steinby (a cura di), Lexicon Topographicum Urbis Romae, II, Roma, Edizioni Quasar, 1995, pp. 148-149, ISBN 88-7140-073-9.

BibliografiaModifica

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